Caso Wiggins, parla il Dr. Freeman:”Al Team Sky sapevano che prendesse Triamcinolone”

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui
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Il Dr. Freeman con Bradley Wiggins ai tempi del Team Sky. (© Sirotti)

Nuovo colpo di scena nel caso Wiggins che sta letteralmente facendo impazzire il mondo del ciclismo britannico. Infatti, dopo il silenzio rotto dal Baronetto stesso con parole minacciose, quasi di sfida (“Ci sarebbe molto da dire, potrei scioccare parecchie persone”), ecco che arriva la replica del Dr. Richard Freeman, il medico coinvolto nel processo e che sarebbe dovuto essere ascoltato proprio questo mese, salvo poi non presentarsi davanti alla Corte Speciale per problemi di salute.

Caso Wiggins, allenatori e responsabili tecnici sapevano tutto

Ora, attraverso una deposizione di nove pagine consegnata alla Corte Speciale del Ministero della Cultura, Sport e Media, l’ex medico del Team Sky ha deciso di svelare ulteriori dettagli relativi alla busta trasportata dall’allora direttore sportivo Simon Cope al Giro del Delfinato 2011 e contenente, come ribadito da Freeman, Fluimucil, un decongestionante nasale consentito. Di particolare rilevanza, tuttavia, sono le successive ammissioni del dottore, in particolar modo il fatto che in casa Sky tutti sapessero, dagli allenatori ai responsabili tecnici, che Sir Bradley assumesse il cortisonico Triamcinolone, grazie alle esenzioni a fini terapeutici (TUE) a lui concesse in corrispondenza dei Tour de France 2011 e 2012, nonché del Giro d’Italia 2013.
“Gli allenatori e i responsabili tecnici erano stati coinvolti in questa vicenda, anche se non si parlò di questo trattamento dal punto di vista dell’etica. Inoltre, nessuno mi chiese nulla a riguardo. L’uso del Triamcinolone, comunque, non è frequente nei team, ma non posso aggiungere ulteriori informazioni a causa del segreto professionale”.

Proprio queste rivelazioni risultano essere in contrasto con quanto invece dichiarato dall’ex tecnico di Wiggins, Shane Sutton, il quale davanti alla Corte ha negato di essere a conoscenza dei fatti, tuttavia immaginandosi che il contenuto del pacco era stato somministrato al Baronetto quando gli fu detto, dal Dr. Freeman stesso durante il Delfinato 2011, che Wiggins era stato “sistemato”. A questo punto, come fa sapere il Presidente della Corte Speciale Damian Collins, le indagini continueranno, con il dottor Freeman che dovrà essere riascoltato per chiarire meglio la situazione, dal momento che ci sono ancora alcune domande che aspettano di avere una risposta, come per esempio il perché delle iniziali affermazioni di Sutton circa la sua estraneità dai fatti, sul cosa significasse che Wiggins “era stato sistemato”, ma anche come fosse possibile che la documentazione medica del britannico fosse conservata solamente all’interno del computer di Freeman, rubato nel 2014.

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