Caso Froome, il pensiero di Francesco Moser e del medico Michele Ferrari

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu Segui


Da diverse settimane, nel mondo del ciclismo, tiene banco il caso della positività a un controllo antidoping di Chris Froome effettuato durante la Vuelta di Spagna, corsa a tappe vinta dallo stesso corridore britannico. La sostanza incriminata è il salbutamolo, utilizzato soprattutto per la cura di alcuni problemi legati all’asma. Noti da tempo i problemi con l’asma del corridore, i valori riscontrati durante le analisi erano di gran lunga superiori ai limiti consentiti. Al momento della notifica dell’inchiesta, la squadra ha comunque deciso di non infliggere nessuna sanzione al suo capitano e di non sospenderlo dalla squadra, fino a quando non arriverà la sentenza dell’Uci.

Chris Froome nel frattempo continua i suoi duri allenamenti, per prepararsi ai suoi primi impegni del 2018, tra cui la partecipazione al prossimo Giro d’Italia, giunto all’edizione numero 101. Il britannico aveva dato conferma della sua partecipazione, tramite un videomessaggio trasmesso durante la diretta della presentazione ufficiale del percorso del Giro, andato in scena lo scorso mese di novembre. In attesa della sentenza definitiva che in maniera positiva o negativa, metterà fine al caso Froome, ricordiamo che c’è anche la possibilità che il corridore possa correre il Giro sub judice, condizione che si è già verificata in passato.
Nel caso in cui Froome dovesse essere squalificato, la vittoria della Vuelta passerebbe a tavolino, nelle mani di Vincenzo Nibali, che aveva appunto conquistato il secondo gradino del podio nella manifestazione ciclistica spagnola.

Caso Froome, le parole di Moser e Ferrari

Sul caso Froome, sono stati tanti i corridori e non ad esprimersi. Negli scorsi giorni sono arrivate anche le considerazioni in merito di Francesco Moser. Intervenuto alla festa del Bici Club, Francesco Moser si è così espresso, come riportato da Lanazione.it, sul caso Froome: “Penso che sarà squalificato, in quanto se ci sono certe regole tutti le devono rispettare. Possiamo discutere se queste regole sono giuste e meno, ma questo è un altro discorso”.

Sul caso è arrivato anche il parere del medico Michele Ferrari, espresso nel forum del suo blog personale. Ferrari è stato inibito nel 2012 a vita a causa di gravi violazioni del regolamento antidoping relativo alle indagini sul caso Lance Armstrong. Al riguardo ha affermato: “Il mio parere è che Froome abbia esagerato con le “puffate”, magari involontariamente, perdendo o sbagliando il conto. Facendo un discorso più ampio, potrei dire che Froome, senza salbutamolo, probabilmente non avrebbe mai vinto quattro Tour de France. Così come sarebbe accaduto, ad esempio, ad un ciclista con 38 di ematocrito senza EPO. Sia il salbutamolo che l’EPO rimediano alle ingiustizie della genetica”. Il dottore ha poi aggiunto: “Magari avrà pensato che raddoppiando la dose abituale sarebbe comunque rimasto nei limiti, non tenendo conto che oltre un certo dosaggio il metabolismo della sostanza può essere saturato e, dunque, l’eliminazione urinaria essere maggiore”.

Non resta quindi che attendere per vedere come andrà a finire la vicenda legata alla positività del corridore del team Sky, Chris Froome. Intanto, gli appassionati del ciclismo potranno gustarsi lo spettacolo dei primi appuntamenti in sella alla due ruote della stagione 2018

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