Caso Froome, Lappartient si appella alla Sky per la sospensione del corridore

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu Segui

FroomeLe polemiche sulla positività di Chris Froome ancora non si placano. Il corridore britannico è stato trovato positivo al salbutamolo in un controllo antidoping effettuato nel mese di settembre, quando lo stesso Froome era impegnato a correre la Vuelta di Spagna, manifestazione ciclistica che poi vincerà. Per il corridore non è ancora arrivata al sentenza definitiva, ma fa discutere anche la scelta della sua squadra di non aver voluto prendere provvedimenti nei confronti dell’atleta. Infatti, Froome continua ad allenarsi per preparare i suoi appuntamenti ciclistici di questa stagione 2018. Ricordiamo infatti, che lo stesso aveva comunicato, tramite videomessaggio, durante la presentazione del Giro d’Italia dello scorso novembre, di voler partecipare all’edizione numero 101 della corsa rosa. Il Giro d’Italia vedrebbe così salire di livello la sfida tra grandi campioni in sella alla due ruote. Ma Chris Froome potrà effettivamente prendere parte al Giro d’Italia o la sentenza definitiva arriverà prima? Non resta che attendere gli sviluppi del caso, intanto arrivano delle richieste da parte di Lappartient, il presidente della Federazione Internazionale che ha espresso le sue considerazioni riguardo questo caso complesso di positività che scuote ancora una volta il mondo del ciclismo.

Caso Froome, le dichiarazioni di Lappartient

Sono in tanti a chiedere la sospensione di Chris Froome e a controbattere la posizione del team Sky che ha deciso al momento, di non prendere alcuna sanzione nei confronti del loro corridore e permettergli quindi di seguire regolarmente il suo programma stagionale. Il presidente della Federazione Internazionale David Lappartient, si è così espresso sulla vicenda, come riportato dalla Gazzetta dello Sport: “Noi non possiamo costringere Sky a fermare Froome, con le regole attuali lui ha il diritto di gareggiare. Sta a loro decidere ma, se vincesse alcune gare, potrebbe essere peggio se poi venisse sanzionato. Ecco perchè sarebbe meglio per loro ridurre la pressione non facendolo correre. Froome ha il diritto di difendersi, ma il comportamento della squadra fa male al ciclismo. Gli organizzatori, per l’immagine della loro corsa, potrebbero rifiutare l’iscrizione. Ma la cosa potrebbe finire al Tas”.

Il presidente ha poi continuato nella sua intervista rilasciata a Le Telegramme: “Froome ha il diritto di difendersi e spiegare il suo punto di vista. Non so quanto tempo ci vorrà per una decisione, potrebbe essere necessario anche un anno; ma non possiamo essere frettolosi e commettere errori. Ed è dunque possibile che si arrivi anche alla stagione del Giro e del Tour, che lui partecipi e poi che sia sanzionato”. Sta a Froome dimostrare la sua innocenza”.

Sembra quindi sempre più probabile la presenza del capitano del Team Sky ai grandi giri che si correranno in questa stagione ciclistica 2018. Non resta quindi che godersi lo spettacolo, le sfide tra i corridori e poi attendere la sentenza definitiva su questo ennesimo caso di doping nel ciclismo. Ricordiamo che qualora Froome dovesse essere squalifica, gli verrà tolto il titolo della Vuelta, che passerà nelle mani di Vincenzo Nibali, in quanto lo Squalo dello Stretto nella grande corsa a tappe in terra spagnola, aveva conquistato il secondo gradino del podio.

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