Caso Froome, Mauro Vegni: “Non possiamo arrogarci un diritto che solo l’UCI può avere”. Le dichiarazioni di Cancellara

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu Segui
PAU, FRANCE - JULY 13: Christopher Froome of Great Britain riding for Team Sky in action during stage 12 of the Le Tour de France 2017, a 214.5km stage from Pau to Peyragudes on July 13, 2017 in Pau, France. (Photo by Bryn Lennon/Getty Images)

Foto Getty Images © selezionata da SuperNews

Non si placa il caso di Chris Froome trovato positivo al salbutamolo in un controllo antidoping effettuato nel mese di settembre quando il corridore era impegnato nella corsa della Vuelta di Spagna. Ora che il britannico è protagonista alla Tirreno-Adriatico, iniziata nella giornata di ieri, la polemica si fa sempre più intensa. Sono in tanti a chiedere una sentenza tempestiva da parte dell’Uci affinchè si decida nel minor tempo possibile la squalifica o meno del corridore. Dato che il team Sky ha deciso di non sanzionare il proprio corridore, Froome sta partecipando agli appuntamenti della sua stagione ciclistica, nonostante la grande disapprovazione dei più.
Ad affrontare nuovamente il caso è stato anche il MPCC, Movimento per un Ciclismo Credibile, la cui richiesta è quella che gli organizzatori delle corse possano avere maggiori poteri. Come riportato da oasport.it, questa è la loro richiesta: ““Si dia agli organizzatori il potere di rifiutare la presenza di un corridore sotto inchiesta”.
In mancanza di una sentenza che trovi una soluzione positiva o negativa nei confronti del corridore, Froome stando così le cose potrà correre anche il Giro d’Italia, ma nella modalità sub iudice. Al riguardo si è espresso Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia e della Tirreno-Adriatico: “Non possiamo arrogarci un diritto che solo l’UCI può avere. […] Qui Froome corre perché non è stato sanzionato. Quando e se lo sarà, dovrà fermarsi, ma gli si tolga la Vuelta, non quel che ha vinto dopo”.
Le tempistiche per la sanzione o meno di Chris Froome restano quindi un mistero, ma nel frattempo il corridore si rende protagonista con una buona prestazione nella prima tappa della Tirreno-Adriatico, disputata nella giornata di ieri.

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Caso Froome, il pensiero di Cancellara

Ad esprimere la propria opinione sul caso di doping di Chris Froome è anche Fabian Cancellara. All’Adnkronos, ha dichiarato: “Il caso Froome? Speriamo che se ne uscirà al più presto, non c’è un si o un no, ma la cosa più importante personalmente è che lo risolvano presto. Per la chiarezza, per il ciclismo e per lo sport. Non è un bene per lui né per tutto quello che c’è intorno, sia il Giro, sia l’Uci, sia tutti quelli coinvolti. Abbiamo visto il caso Russia e altri casi e speriamo li risolvano tutti. Per quanto riguarda Froome, a prescindere se verrà sanzionato o no, l’importante è che si decida”.
Cancellara ha poi sottolineato: “Il brutto nello sport, e nella vita in generale, è quando c’è un’accusa che non è vera, è brutto per una persona. Sono stati momenti difficili e non belli per accuse non vere. Oggi si fa presto a puntare il dito quando uno lavora tanto e ha una bella casa…, o se uno va forte in bici. Viviamo in un mondo dove c’è tanta gelosia e invidia. Puntare solo il dito è troppo facile”.
Non resta quindi che stare a guardare e attendere il giorno in cui arriverà una sentenza definitiva che porrà fine alla vicenda della positività del britannico, capitano del team Sky, Chris Froome.

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