Team Sky, scoppia il caso dei cerotti al testosterone

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui


Non è destinato a placarsi l’alone di mistero che negli ultimi anni si è venuto a creare attorno al Team Sky e che al contrario, negli ultimi tempi, è andato via via infittendosi facendo sorgere più di un dubbio circa la trasparenza e l’onestà sbandierate dalla squadra britannica al momento dell’approdo nel mondo del ciclismo. Dopo essere infatti uscito in modo tutt’altro che chiaro dalla vicenda legata al misterioso pacco ricevuto da Bradley Wiggins al Criterium du Dauphiné nel 2011 e coinvolto da settembre nella controversa situazione che vede il proprio leader Chris Froome sotto accusa per un eccesso di salbutamolo, riscontrato nelle urine in quantità doppia rispetto al consentivo nel corso dell’ultima Vuelta a España, ecco ora piombare addosso al Team Sky un presunto utilizzo di cerotti al testosterone, ormone steroideo vietato dal codice WADA.

Il caso, reso noto dal Daily Mail, sarebbe avvenuto nel 2011, quando ancora la formazione di David Brailsford condivideva il proprio quartier generale con la Federazione Nazionale Britannico di Ciclismo, presso il velodromo di Manchester, e sarebbe stato scoperto nel corso di alcune indagini avviate dal Consiglio Medico Generale attorno alla figura del dottor Richard Freeman, ex medico del Team Sky e della Federazione Britannica. Come detto, al centro dello scandalo ci sarebbe l’ordine di cerotti a rilascio di testosterone, considerati ovviamente dopanti, a cui avrebbe fatto seguito una mail rivolta al venditore ed in cui si chiedeva di dichiarare l’erroneità della spedizione: sarebbe proprio questa l’azione più grave, vale a dire il tentativo di omettere i fatti facendo passare la cosa come un errore ma che invece, qualora le indagini dovessero confermare quanto scoperto, svelerebbero il più grande caso di doping che abbia mai coinvolto la Gran Bretagna, portando al contempo il Team Sky verso una chiusura dei battenti che pare essere sempre più prossima, per passare (stando ai rumors) alla motociclismo.

Doping Team Sky, la difesa del dottor Steve Peters

Al momento tutto tace dalle parti in causa, ma a spezzare una lancia in favore del dottor Freeman ci ha pensato direttamente l’allora responsabile medico della British Cycling ed attualmente psichiatra del Team Sky Steve Peters, il quale ha confermato al Sunday Times come i cerotti fossero arrivati alla sede di Manchester per errore, e per questo rispediti prontamente al mittente senza dunque essere stati applicati sugli atleti:“Ero con un collega quando è arrivato il pacco e siamo stati immediatamente informati”, ha affermato il dottore Peters. “Il dottor Freeman, responsabile per l’ordine delle forniture mediche, ci ha spiegato che questo non era mai stato effettuato e che dunque doveva essere stato spedito per errore. Così ha contattato telefonicamente il fornitore, che ha confermato l’equivoco. Ho chiesto personalmente al dottor Freeman di rimpacchettare e restituire i farmaci al fornitore, assicurandosi di ricevere una conferma scritta che si era trattato di un errore e che il pacco era tornato indietro.
Più tardi il dottor Freeman mi mostrò la conferma dell’arrivo. Ero contento che si fosse trattato solo di un errore amministrativo, per questo ho pensato che non fosse necessario dargli più importanza del dovuto, non avvisando dunque Dave Brailsford”.

Sempre stando quanto scritto dal Daily Mail, infine, sembra che l’azienda fornitrice dei medicinali, la Fit 4 Sport Ltd, abbia cooperato con l’UKAD (Agenzia Antidoping Britannica) e con il Consiglio Medico Generale, chiudendo per questo motivo la propria collaborazione con la British Cycling.

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