Giro d’Italia, Fabio Aru: l’orgoglio e la grinta di un guerriero “mai domo”

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu Segui

 

Fabio Aru – Foto Pagina ufficiale Giro d’Italia

Fabio Aru risorge, e lo fa in una tappa che non ti aspetti: la cronometro individuale Trento-Rovereto. Il corridore chiude con la sesta posizione, anche se poi verrà penalizzato di 20” dalla giuria per una “scia prolungata”. Aru come riportato dall’Ansa, non si è arrabbiato per la decisione dopo il controllo del Var e ha così replicato: “Rispetto il parere della giuria, ma non c’è stata da parte mia alcuna intenzione di trarre vantaggio in maniera non lecita. In gara ho raggiunto alcuni corridori, in quei frangenti in strada c’erano sono moto e auto: la giuria avrà deciso di sanzionare un momento nel quale ci sarà stato involontariamente un veicolo a poca distanza da me”.
Ma il fattore importante della giornata di ieri non è tanto la penalizzazione, quanto la grinta e l’orgoglio di Fabio Aru che è riuscito a mettere il cuore oltre l’ostacolo e iniziare a risollevarsi dalla crisi nera che l’aveva colpito nelle tappe precedenti.

Le parole di Aru dopo la crono

Aru, negli scorsi giorni, ha deciso di non ritirarsi e onorare il Giro fino alla passerella di Roma. Fondamentali sono stati per lui non solo il supporto della sua squadra, ma anche la vicinanza di tutti i suoi tifosi. Il corridore ritrova un leggere sorriso dopo la crono individuale e si esprime ai microfoni della Rai sulla sua situazione attuale: “Non sono stati giorni facili. Sinceramente vorrei arrivare a Roma, vivo giorno per giorno e non ho nemmeno guardato ai tempi di oggi. Sono sei mesi che preparo il Giro e non sono nella posizione che mi sarei immaginato”.

Fabio ha poi concluso relativamente all’affetto dei suoi tifosi: “Mi fa piacere l’affetto dei tifosi, nonostante il momento non sia dei migliori“.

 

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