Fabio Aru e l’incubo del Giro d’Italia 2018: ‘Avevo un’ora di autonomia’

Pubblicato il autore: Alessandro Cheti Segui

Fabio Aru – Foto Pagina ufficiale Giro d’Italia

Un vero e proprio incubo. Così Fabio Aru ha raccontato il suo Giro d’Italia nella prima intervista che ha concesso dopo la fine della corsa rosa e un lungo periodo di riflessione in cui si è isolato. Il capitano della UAE Emirates era arrivato al Giro con grandi entusiasmi ed ambizioni, ma si è dovuto scontrare con una realtà durissima. Aru non è mai stato competitivo, è andato subito in affanno su tutte le salite senza mai trovare nemmeno una giornata di gloria con cui riscattarsi. Il suo Giro d’Italia si è concluso con un ritiro nel giorno in cui Froome volava verso la maglia rosa, lasciando un’immagine di sofferenza infinita e tanti dubbi sul suo futuro.

Da allora lo scalatore sardo ha cercato di trovare i motivi di una prestazione così deludente, ricevendo la collaborazione e il supporto della UAE Emirates con cui è riuscito a superare il momento più difficile. Il corridore e la squadra hanno fatto quadrato ed ora sono pronti a pianificare una seconda parte di stagione in cui il riscatto dovrà passare dalle tante novità frutto delle riflessioni delle ultime settimane.

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Fabio Aru ha parlato per la prima volta in maniera aperta del dramma sportivo che ha vissuto al Giro d’Italia. “Nell’ultima parte mi sono sentito completamente vuoto, gonfio, senza forze” ha raccontato lo scalatore sardo alla Gazzetta dello Sport, spiegando però che non si è trattato di un momento negativo sorto improvvisamente. “Le sensazioni non erano quelle dei giorni migliori nemmeno sull’Etna” ha ammesso Aru, che ha cercato di resistere con tutta la sua forza di volontà arrivando però al limite. “Sono stato sempre peggio, il Giro è diventato un calvario. Quando il fisico non funziona puoi metterci tutta la testa che hai, ma non vai avanti. Solo la testa mi ha portato fino alla 19° tappa, le condizioni in cui ero mi avrebbero fatto fermare prima. Avevo un’ora di autonomia‘ ha rivelato Aru per dare un segno ben preciso delle difficoltà che ha vissuto durante la corsa rosa.

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Dopo aver toccato il fondo Aru sembra però aver trovato ora le certezze e la fiducia per ripartire verso la seconda parte della stagione. La squadra ha fatto una parte importante in questo momento difficile. “Ho trovato un gruppo che ha creduto in me e non era scontato” ha dichiarato il Campione d’Italia, che ha parlato dei programmi che lo attendono e delle novità con cui cercherà di correggere errori e problemi che lo hanno portato al flop del Giro d’Italia.

Aru non correrà nè il Campionato italiano di sabato prossimo, nè il Tour de France. Dopo una lunga riflessione in cui è stata forte l’idea di tornare subito alla Grande Boucle in cerca di riscatto, ha prevalso un progetto più prudente che mira alla Vuelta Espana e ai Mondiali, ma con un calendario meno scarno rispetto a quello a cui ha abituato il corridore sardo. Proprio l’impegno in un maggior numero di corse sarà una delle novità del nuovo Aru. Il capitano della UAE ha ammesso di essersi logorato con un’infinita serie di ritiri in quota in cui si è impegnato in allenamenti sempre più lunghi e sfiancanti per cercare di raggiungere una buona condizione, ottenendo invece il risultato contrario. Aru tornerà al Giro di Vallonia, una corsa nuova per lui, dal 28 luglio. Correrà poi il Giro di Polonia, la Vuelta Espana, i Mondiali e le classiche italiane fino al Lombardia. L’altra novità di Aru riguarda l’alimentazione ed è dettata dai risultati dei controlli a cui si è sottoposto al termine del Giro e che hanno rilevato un’intolleranza al glutine e alla caseina. “Ho limitato pasta e carboidrati e eliminato i latticini e mi sento più leggero, più fluido in bici” ha dichiarato Aru.

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