Caso Froome, Petacchi: “I soldi non sono tutto ma aiutano”

Pubblicato il autore: Alessandro Cheti Segui

Foto Facebook Giro d’Italia pagina ufficiale

Il caso Froome continua a far discutere anche ora che è arrivata la sentenza di assoluzione a mettere la parola fine su quasi dieci mesi di battaglie legali. La sentenza che ha scagionato il campione della Sky ha anzi scatenato ancora tante reazioni, e tra queste una particolarmente interessante, quella di Alessandro Petacchi.

L’ex corridore spezzino fu squalificato per un anno per un caso analogo a quello di Froome. Entrambi asmatici, Petacchi e Froome, utilizzavano il Ventolin come previsto dal regolamento antidoping che ne autorizza l’uso entro certi limiti. Petacchi risultò positivo al Giro d’Italia 2007, in cui vinse cinque tappe. Il controllo evidenziò un valore di salbutamolo oltre il limite prefissato ma più basso di quello riscontrato a Froome nella scorsa Vuelta Espana. Nonostante questo il velocista italiano si beccò un anno di squalifica e si vide cancellate le vittorie al Giro d’Italia 2007, mentre il campione del Team Sky è stato assolto e i suoi successi alla Vuelta e al Giro resteranno ben presenti negli albi d’oro.

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Petacchi ha vissuto questa sentenza favorevole a Froome senza rancori, anzi : “E’ come se avessero assolto anche me” ha dichiarato l’ex corridore ligure, che ha spiegato come anche lui avesse a suo tempo cercato di dimostrare la sua innocenza con dei test scientifici. “Ho provato a dimostrare con i miei legali e i miei periti che il livello di salbutamolo in un singolo campione di urina non è un indicatore affidabile della quantità inalata” ha ricordato l’ex campione, che però fu squalificato per un anno per negligenza, più o meno quello che successo a Diego Ulissi, fermato invece per nove mesi.

Petacchi ha sottolineato come questa sentenza sul caso Froome dia forza anche alle tesi sostenute dai suoi difensori dieci anni fa, ma che alla base del trattamento diverso ci sia l’aspetto economico. “Mi dicono che Froome e la Sky sono arrivati a spendere quasi 10 milioni di euro per difendersi. I soldi non sono tutto ma aiutano” ha sentenziato Petacchi.

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