Ciclismo, l’idea di David Lappartient per aumentare lo spettacolo: sei corridori per squadra ed un salary cap

Pubblicato il autore: Andrea Biagini Segui

Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

Sono cambiati i protagonisti ma non gli attori al Tour de France appena che si è appena concluso, con Geraint Thomas che a sorpresa è andato a conquistare la maglia gialla per molti destinata al compagno di squadra Chris Froome, fresco vincitore del Giro d’Italia e a caccia di una storica doppietta Giro-Tour, a 20 anni esatti dall’impresa di Marco Pantani.
Un successo che, in ogni caso, ha permesso al Team Sky di far sua la sesta Grande Boucle negli ultimi sei anni, con il solo Vincenzo Nibali ad interrompere un dominio britannico avviatosi nel 2012 con Bradley Wiggins, tra l’altro primo corridore d’Oltremanica a salire sul gradino più alto del podio francese.

Per questo motivo, nonostante il già recente taglio dei corridori per ciascuna squadra, il presidente dell’UCI David Lappartient ha avanzato nuove proposte proprio per evitare di vedere potenze come quella del Team Sky annichilire la corsa fin dal primo giorno, grazie al lavoro dei gregari di lusso presenti attorno al capitano di turno. L’idea sarebbe quindi quella di ridurre ulteriormente il numero di atleti in gara, evitando di fatto il controllo della corsa durante le tre settimane.

David Lappartient sul Team Sky: “Sono come una squadra di calcio che gioca bene ma non entusiasma”

Questo perché, come affermato da un direttore sportivo francese (rimasto ignoto) al quotidiano Libération, “il problema nel ciclismo di oggi non è più il doping, ma i soldi”: probabilmente il Team Sky, attraverso la definizione di un salary cap, non potrebbe più permettersi di sostenere gli ingaggi di tutti i propri gregari di lusso, diventando di fatto “vulnerabile”.
Frase condivisa poi pienamente da David Lappartient stesso, intervistato in seguito dalla radio France Info e dal quotidiano Le Temps: “Qualcosa deve cambiare. Creeremo un gruppo di lavoro per cercare di rendere le gare più interessanti. L’obiettivo è quello di vedere i migliori atleti in squadre differenti, limitando il budget complessivo” – ha affermato il presidente dell’UCI, continuando poi con il dire – “Il Team Sky è come una squadra di calcio che gioca bene ma non entusiasma. Loro hanno Geraint Thomas, Chris Froome ed Egan Bernal che potenzialmente potrebbero arrivare primo, secondo e terzo al Tour de France. Tuttavia l’interesse del ciclismo è avere i migliori corridori in team differenti, un po’ come accade al Giro d’Italia dove i leader sono meno protetti e di conseguenza si vedono più testa a testa”.

Per concludere, Lappartient è quindi entrato nel già discusso tema delle radioline e dei misuratori di potenza, affermando che “noi tutti vogliamo vedere i corridori pedalare senza essere comandati dall’ammiraglia come degli automi. Analizzeremo qualsiasi aspetto che possa incidere ai fini dello spettacolo, magari portando anche il numero dei corridori a sei (fino allo scorso anno ogni squadra ne aveva a disposizione nove, ndr) per evitare che qualche team possa controllare la corsa, oppure vietando le radioline e i misuratori di potenza sulle bici“.

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