Riccardo Riccò: “Sono stato il capro espiatorio del sistema. Credete che Froome sia pulito? Tornerò nel 2023”

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

La nuova vita di Riccardo Riccò. L’ex ciclista modenese è stato squalificato per doping fino al 2023 in seguito ai due casi che lo hanno coinvolto tra il 2008 e il 2011. Il Cobra ha deciso così di trasferirsi a Tenerife da qualche anno ed allontanarsi dai riflettori dei media italiani che ancora lo considerano un “maledetto” delle due ruote: ha aperto una gelateria di successo con la moglie. Una volta terminata la squalifica, Riccardo Riccò ha intenzione di ritornare al ciclismo professionistico. Intervistato da RollingStone, l’ex corridore confessa: “Mi piacerebbe tornare a correre il Tour, con la testa di adesso e l’allenamento di allora. Sono maturato, ora farei paura. Ma va bene, è andata così. Non demordo invece con l’idea di tornare dopo la squalifica e provare a giocarmi una classica, magari il Lombardia. Ho tante persone nel ciclismo che mi vogliono ancora bene. Sanno che allora ero un ragazzino, che non ha saputo gestire una onda enorme di fama improvvisa“.

Riccardo Riccò e il giudizio sul doping nel ciclismo di oggi. Il libro “Cuore di Cobra” ha destato molto scalpore per le dichiarazioni molto forti fatte dall’ex ciclista sul sistema del doping. Nel corso dell’intervista per RollingStoneRiccardo Riccò ritorna sull’argomento e rincara la dose: “Mediaticamente mi hanno ucciso. Sono stato un po’ il capro espiatorio del ciclismo. Oggi è molto più pericoloso. Usano sostanze in sperimentazione, non ancora sul mercato, di cui non si sanno gli effetti collaterali. Prima c’era un filo di competenza in più sulle sostanze, mi pare. So che vanno ancora tanto le trasfusioni, e poi ci sono sostanze sempre nuove. Ogni tanto qualcuno mi racconta, ma non mi ricordo nemmeno i nomi: non è più il mio lavoro

Riccardo Riccò è convinto che sia impossibile vincere una corsa a tappe o anche semplicemente partecipare senza l’utilizzo di sostanze dopanti. L’ex ciclista modenese mette nel mirino dei sospetti Chris Froome: “Non mi piace stilisticamente, però riconosco che ha fatto un’impresa straordinaria al Giro. Non paragonatelo per favore con Armstrong. L’americano è sempre andato forte, da quando aveva 20 anni. Lui è saltato fuori dal nulla a 30 anni o giù di lì, e io non ci credo a queste storie. Finché lo lasciano correre, per l’amor di Dio, ha ragione lui”.

  •   
  •  
  •  
  •