Kittel, Cavendish ed Ewan, gli sprinter che chiudono in anticipo la loro stagione

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui
ABU DHABI, UNITED ARAB EMIRATES - OCTOBER 21: Mark Cavendish of Great Britain and dimension data celebrates wining the Nation Towers Stage Two of the 2016 Abu Dhabi Tour on October 21, 2016 in Abu Dhabi, United Arab Emirates. (Photo by Tom Dulat/Getty Images)

Mark Cavendish – Foto originale Getty Images© selezionata da SuperNews

La stagione ciclistica è più o meno agli sgoccioli, sebbene Vuelta e Mondiale (più le ultime classiche autunnali) chiudono sì l’annata ma i calendari ormai si allungano oltre gli eventi WorldTour sino a fine ottobre. Per tre corridori però la parola fine su questo 2018 è arrivata con un certo anticipo, e considerando il loro rendimento si tratta di un parola provvidenziale: parliamo di Marcel Kittel, Mark Cavendish e Caleb Ewan, tutti sprinter, tutti reduci da una stagione che definire deludente sarebbe come fare i complimenti. E pare che due di loro siano ai ferri corti con i loro team.

La fine dell’avventura in Mitchelton-Scott per Caleb Ewan

Prendiamo ad esempio Ewan, che rispetto al collega tedesco e britannico qualche soddisfazione in più se l’è tolta quest’anno. Lo sprinter australiano rappresentava uno dei prospetti più interessanti nella categoria delle ruote veloci, con diverse tappe vinte tra Giro e Vuelta, mattatore del Tour Down Under, la corsa di casa, e vittorie anche nelle frazioni del Tour of Britain. Quest’anno Ewan ha ottenuto ben 20 podi che però hanno lasciato un po’ di frustrazione al corridore a fronte di una sfilza di piazzamenti (come quello che spicca di più alla Milano Sanremo) che per poco non si sono tramutati in successi di tappa. I primi posti del 2018 sono sino ad oggi in tutto tre, e comprendono una vittoria nella seconda frazione del Tour Down Under, il trionfo alla Clasica de Almeria e una tappa alla Hammer Sportzone Limburg, brevissimo giro corso a giugno. Null’altro.
Il velocista è rimasto deluso dal suo team, la Mitchelton-Scott, che decise di non convocarlo per il Tour de France giacché bisognava fare posto per degli scudieri che potessero aiutare al meglio il capitano Adam Yates in ottica classifica. Ora Ewan è in predicato di trasferirsi alla Lotto Soudal per sostituire l’avversario di volata André Greipel, e si porterà con sé il compagno di squadra Roger Kluge, supporto essenziale per per trainarlo verso gli sprint e proteggerlo dal vento contrario.
La Grande Boucle è un obiettivo a cui l’australiano non ha mai fatto mistero di puntare, nonché unico grande giro a cui ancora non ha partecipato in carriera: il team belga rappresenterà la sua chance di poter correre anche in Francia e cercare di ottenere i successi di tappa a cui punta.
L’attuale partecipazione al Tour of Britain rappresenta quindi, salvo colpi di scena tipo chiamate all’ultimo minuto (ma in ottobre si sposa, pare improbabile che venga chiamato a rapporto dal team durante la luna di miele), la sua ultima gara del 2018 nonché con la maglia della Mitchelton-Scott. Lo stesso Ewan ammette di non avere lo spirito per correre in altre competizioni quest’anno: «Sarei felice di chiudere qui – rivela l’australiano ai microfoni di CyclingNewsvoglio lasciarmi questa stagione alle spalle, non è stato un gran bell’anno per me, perciò voglio mettere un punto fermo e focalizzarmi per la prossima stagione, per quello che sarà per me un nuovo inizio».

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I misteriosi guai fisici di Marcel Kittel

Marcel Kittel si è accasato quest’anno con la Katusha Alpecin dopo due fortunati anni passati con la Quick Step, a sua volta seguiti da un periodo buio nella sua ultima apparizione con la maglia della Giant. Era il 2015 e il tedescone si era perso un po’ per strada, raccogliendo pochissimo rispetto al suo talento anche per una serie di problemi di salute che gli fanno saltare più di una corsa, come le classiche primaverili. Dopo essersi ripreso alla grande con il team belga, nel 2018 Kittel ha cercato nuovi stimoli e nuovi spazi (lontano dalla concorrenza interna con Fernando Gaviria) cominciando l’anno abbastanza bene con la vittoria di due tappe alla Tirreno Adriatico. Poi però la luce si spegne e nessuno è più entrato in casa: i due successi nelle breve corsa organizzata da RCS Sport sono gli unici scratch di stagione, e neppure al Tour, dove giusto l’anno prima si portò a casa ben cinque trionfi di tappa, gli ha dato qualche soddisfazione. Kittel infatti per la prima volta nella storia delle sue partecipazioni alla Grande Boucle è finito fuori tempo massimo nel corso dell’undicesima tappa. A ciò poi si aggiunge il flop della sua prima esperienza alla Milano Sanremo e un finale di stagione in cui, a parte un secondo posto nella prima frazione del Binck Bank Tour (ma per un velocista un piazzamento del genere significa essere il primo dei perdenti) non c’è stato altro, neppure nel “suo” Giro di Germania. In una stagione abbastanza opaca per i velocisti, come si è visto al Tour, alla fine chi ha svettato di più è stato il nostro Elia Viviani, al quale il cambio di casacca (dal Team Sky alla Quick Step Floors) ha invece fatto benissimo.
Recentemente su Instagram il corridore teutonico ha spiegato di soffrire nuovamente di problemi fisici che lo hanno spinto a concludere anzitempo la stagione. Ultimamente ha poi spiegato che l’incidente avvenuto nella tappa numero 17 di Serre-Chevalier al Tour 2017 (proprio mentre guidava la classifica della maglia verde) gli ha lasciato alcuni postumi da cui non è riuscito a riprendersi completamente, ma i motivi dei suoi guai fisici restano avvolti nel mistero. Kittel ha escluso si possa trattare di una infezione virale, come è avvenuto invece ad un altro velocista anche lui costretto a terminare prima la stagione 2018 quale è Mark Cavendish, alle prese con la mononucleosi, per di più in scadenza di contratto con la Dimension Data e reduce da un biennio estremamente deludente ed opaco.

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«Ciò che è chiaro è che il mio corpo adesso necessita semplicemente di riposarsi» ha sentenziato il tedesco della Katusha, che deve fronteggiare le critiche da parte della sua stessa squadra, proferite dal direttore sportivo Dimitri Konyshev che ha rinfacciato a Kittel il suo lauto stipendio a fronte di un impegno non corrispondente da parte di un ciclista che, secondo il dirigente, è concentrato solo su stesso. Il velocista ha comunque negato ci sia la possibilità che rescinda il contratto anzitempo per accasarsi in una nuova formazione dal 2019 e, parlando della terribile sorte occorsa a Kristina Vogel, la fuoriclasse regina delle piste che è finita paralizzata dopo un incidente in allenamento a luglio, ha ridimensionato i suoi problemi «che diventano infinitesimali, e la mia frustrazione per questa stagione al confronto è da liquidare con una risata». Seguendo il suo esempio, Kittel ha poi aggiunto: «Che donna forte! Se lei riesce a dare prova di così tanto coraggio ed ottimismo dopo una esperienza così tragica, allora io posso sicuramente dimenticarmi di questo 2018 e rimettersi in sesto per il 2019». Dagli torto.

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