Sergio Zavoli: si è spenta una delle stelle più splendenti del giornalismo sportivo- politico italiano

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui


Sergio Zavoli:
Chi era il maestro che ha lasciato in lutto il mondo del giornalismo sportivo?

Nato a Ravenna il 21 settembre del 1923, tra poco più  di un mese avrebbe compiuto 97 anni.
Come lui stesso amava raccontare, da bambino adorava il calcio e giocava nel ruolo di  portiere e la mamma gli cuciva piccole imbottiture ai bordi dei pantaloncini per attutire eventuali cadute  mentre cercava di parare il pallone.
Sergio è  molto conosciuto anche per essere stato l’ideatore e creatore del prototipo dei programmi sportivi italiani.
Il Processo alla tappa nasce nel 1962 ed è incentrato sul Giro d’Italia, che prevedeva interviste agli atleti e agli addetti ai lavori nel dopo tappa, come del resto avviene tutt’oggi.

Altri programmi di successo sono statiNascita di una dittatura”nel 1972.
È  stato anche coideatore di “Tutto il calcio minuto per minuto” nota trasmissione radiofonica.

Dal 1980 al 1986 è stato presidente della RAI.
Lasciato il prestigioso incarico,  Zavoli ha proseguito la sua carriera televisiva  con i programmiViaggio intorno all’uomo e  ” La notte della Repubblica”.

Storico  anche il suo sodalizio lavorativo con Enzo Biagi.

Il celebre programma  “Processo alla Tappa”, di cui parlavamo poc’anzi,  ha introdotto una importante innovazione tecnologica prima di allora mai sperimentata : la moviola,  che permetteva di osservare più  nel dettaglio le gare  a rallentatore per precisare e commentare tecnicamente eventuali errori.
Sergio ascoltava tutti e valorizzava gli umili.
Epica la scena in cui nel 1969, Zavoli fu testimone del pianto irrefrenabile del “cannibale” Eddy Merckx, squalificato per doping al Giro d’Italia.

E’ stato senatore della Repubblica Italiana dal 2001 al 2018 per 4 legislature,l’ultima delle quali tra le fila del PD.

Sergio Zavoli era un grande amante della comunicazione e tra le sue citazioni ne ricordiamo una in particolare, che ci rammenta che i mass- media proprio per la loro capacità  di rapidissima penetrazione ed evoluzione,
allontanano l’uomo dal contatto con se  stesso e dalla propria interiorità,  creando dei grandi vuoti esistenziali.

L’ Uomo giornalista e pratico  dei programmi sportivi e quello introspettivo, che emerge nei suoi lavori scritti, si fondono nella straordinaria persona del maestro Zavoli, che ci ha lasciato ricchi insegnamenti da tramandare ai posteri.

Tra i suoi numerosi libri, ricordiamo “Dieci anni della nostra vita”; “Viaggio intorno all’uomo”;Socialista di Dio”; “La strategia dell’ombra”(raccolta poetica).

Certo, anche se continuerà  a vivere attraverso le sue opere, sapere che non c’è  più  fisicamente, ci lascia un senso di vuoto e smarrimento, perché  persone di tale spessore sono molto rare  al giorno d’oggi, e chissà  come il magister Sergio  avrebbe passato il giorno della Milano- Sanremo 2020.

Le sue ultime volontà  sono state quelle di essere seppellito nella città  di Rimini accanto al suo amico Federico Fellini.

La cerimonia religiosa si terrà  a Roma nella chiesa di San Salvatore in Lauro nella mattinata di venerdì. La salma sarà  poi trasferita a Rimini presso il Teatro Galli, dove verrà  allestita  la camera ardente in cui il pubblico potrà  accedervi dalle 17 alle 19  e il sabato dalle 10 alle 12 per dare l’ultimo saluto.

Il Maestro ha avuto molti premi e riconoscimenti, ma quello più ambito è  senza dubbio il rispetto, l’affetto e l’empatia che aveva creato con il suo pubblico.

Si è  perso il contatto con noi stessi: non indugiamo più su noi stessi.E questo dipende molto dalla velocità della comunicazione, che non ci mette più  in condizioni di indugiare su nulla”

Sergio Zavoli

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