Johan Bruyneel tuona: “Il ciclismo è pieno di ipocriti. Lance Armstrong era meno dopato di gente come Basso e Ullrich”

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui

Johan Bruyneel difende Armstrong, parole al veleno sul ciclismo. In una lunga intervista rilasciata a Eurosport, l’ex direttore sportivo della US Postal ha deciso ancora una volta di togliersi qualche sassolino sulla scarpa in relazione al più grande scandalo doping che lo ha visto coinvolto in prima persona insieme al campione americano. Bruyneel parla così di Armstrong:  “Il personaggio di Lance è stato assassinato. Questa demonizzazione collettiva è difficile da accettare, soprattutto perché c’è stata un sacco di ipocrisia. Doping o no, nella storia del ciclismo, ogni grande campione è sempre stato il migliore della sua generazione. E Lance non fa eccezione a questa regola. Dopo Lance, nel ciclismo non è cambiato niente. Sì, il ciclismo alla fine è cambiato, ma non grazie al caso Armstrong. Ciò che ha permesso di andare avanti è stata l’evoluzione dei metodi di rilevazione, l’introduzione del passaporto biologico, una serie di misure che hanno reso più difficile e meno vantaggioso doparsi. Quando l’EPO apparve per la prima volta, era il contrario. I benefici erano impressionanti e non si veniva beccati. Non è stato Lance a inventare questo. Tutto era già in atto prima di lui ed è continuato dopo di lui “.

Bruyneel continua: “Lance non era l’unico a doparsi. L’USADA ha detto che è stato il più grande sistema di doping nella storia dello sport. Dire queste cose è una schifezza! Abbiamo visto di peggio, in Russia o nella Germania dell’Est. Lance non ha fatto più degli altri. Arriverei persino a dire che ha fatto molto meno, soprattutto rispetto ai corridori che sono stati beccati nell’Operacion Puerto, con il dottor Fuentes. Mayo, Basso, Ullrich, Hamilton, ecc, che erano i principali avversari di Armstrong. Lance usava ancora il vecchio modo. Estraeva il sangue e se lo reiniettava dopo tre settimane. Fuentes, d’altra parte, aveva un sistema di macchine che permetteva al sangue di essere conservato più a lungo. In termini di programmazione, era molto più comodo”.

 

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