Doping, condannato il medico ex Sky. The Guardian: “Ombre sui successi di Froome e Wiggins”

Pubblicato il autore: Giuseppe Biscotti Segui


Sospetti sui successi del Team Sky? Un ex medico condannato per doping. Nei giorni scorsi il Medical Practitioners Tribunal Servive di Manchester ha ritenuto colpevole di pratiche dopanti il dottor Richard Freeman. L’ex capo staff sanitario del team Sky e della nazionale britannica di ciclismo dal 2009 al 2017 è stato condannato per aver ordinato testosterone vietato nel 2011 per un ciclista al fine di migliorare le sue prestazioni. Nel Regno Unito si vocifera che il corridore in questione sia Bradley Wiggins, vincitore del Tour de France 2012, anche se l’identità non è stata svelata nel corso dei due anni di indagini. Il management dell’attuale Team Ineos Grenadiers ha preso subito le distanze dalla vicenda dichiarando “Crediamo che nessun atleta abbia mai usato o cercato di usare Testogel o qualsiasi altra sostanza che migliori le prestazioni. Non è stata fornita alcuna prova che ciò sia mai accaduto o che ci sia stato alcun illecito da parte di qualsiasi atleta in qualsiasi momento”.


Il  tabloid The Guardian ha colto l’occasione per ricordare le ombre che aleggiano sulla squadra inglese dopo un decennio di successi ma anche di episodi come la positività al salbutamolo di Froome alla Vuelta 2017. In un articolo si legge: “In uno sport a lungo oscurato dallo scandalo, i meravigliosi risultati del Team Sky sotto la direzione di Dave Brailsford sono stati sempre visti con scetticismo. Ma questa è anche una storia di sotterfugi, procedure di controllo fallite e manipolazione dei fatti, anche prima di un comitato ristretto del governo. Nel 2010 il Team Sky è venuto in soccorso, proclamando la propria integrità, le proprie capacità di controllo e la propria credibilità, giurando di vincere il Tour de France “pulito”. È stato un messaggio che è stato una boccata d’aria fresca per i fan, stanchi di anni di dubbi e delusioni. In Gran Bretagna, il discorso di vendita di Sky come salvatore del ciclismo è stato accolto quasi senza riserve. Eppure, all’interno di uno sport che è ancora ossessionato dal suo passato, ci sono sempre stati sussurri di quanto la squadra si sarebbe avvicinata alla violazione delle regole. In Europa, i sospetti hanno perseguitato la squadra dopo aver invertito le scarse prestazioni delle loro prime uscite nei successi del Tour de France di Wiggins, Froome e Thomas”. 

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