Filippo Pozzato ricoverato per Covid, situazione non bella

Lo sportivo Filippo Pozzato è attualmente ricoverato all'ospedale in seguito all'aver contratto il Covid.
Dopo aver organizzato le sue tre corse per professionisti e una Gran Fondo, tre eventi su strada e la novità Gravel andate in scena dal 13 al 17 ottobre, Filippo Pozzato si trova da tre giorni ospedalizzato al San Bortolo di Vicenza, reparto di pneumologia per Covid.
La situazione di Filippo Pozzato
L'ex ciclista su strada e pistard italiano, respira con l'ausilio dell'ossigeno. Il 40enne di Sandrigo non era ancora vaccinato, decisione che ora rimpiange amaramente: "Sono stato un cogli***, mi sentivo forte. La saturazione dell'ossigeno è crollata, non mi reggevo nemmeno in piedi. Ora ho una polmonite forte".
Filippo Pozzato ha dichiarato, che se potesse tornare indietro, si sottoporrebbe al vaccino all'istante. In realtà, quest'ultimo aveva soltanto rimandato, e avrebbe dovuto fare il vaccino tre giorni dopo essersi contagiato con il virus: "L'appuntamento era per il 25 ottobre. Ci ho messo un po' a decidermi perché mi sono sempre sentito forte, sono stato in mezzo a gente che aveva avuto il Covid e non mi era mai successo niente, e perché in quanto organizzatore, ero sempre a tutta con le corse. Per questo motivo avevo deciso di farlo dopo. Ho sbagliato e mi sono preso una bella batosta. Non ho ancora la maschera, ma se peggioro me la mettono".
L'aggravarsi della malattia
Pippo Pozzato si è raccontato a La Gazzetta dello Sport: "Il 23 ottobre ho iniziato a stare male. Qualche linea di febbre tutto il giorno, 37 e mezzo, poi 38. Faccio subito il tampone, è Covid. Poi ho avuto 39 e mezzo per quasi dieci giorni, ero morto. Tre giorni fa mi è andata via la febbre, ma la saturazione dell'ossigeno è crollata, sono sceso a 83, non riuscivo a stare vigile, e mi hanno portato qui. Senti gente che dice che il Covid sembra una cazz***, ma quando lo prendi capisci che non lo è per niente. Io sono sempre stato sano, non mi sono mai preso nulla, ma il Covid mi ha buttato a terra. Sono attaccato all'ossigeno per farmi aprire i bronchi, ma se peggioro mi mettono la maschera. Mi sono portato tre liberi, leggo, dormo, guardo la televisione. Per fortuna ho due ragazzi del mio team che sanno tutto e mi sostituiscono", conclude dalla sua stanza d'ospedale.