Alessandro Petacchi a OA Sport: "Il mio più grande rimpianto? Ne ho due..."

Alessandro Petacchi

Alessandro Petacchi si è raccontato ai microfoni di OA Sport. Durante il colloquio telefonico ha ripercorso alcuni momenti della sua carriera ricordando la passata rivalità con Mario Cipollini. Uno dei più grandi velocisti della storia del ciclismo italiano, purtroppo, ha dovuto scontare due anni di squalifica per doping che lo hanno tenuto lontano dall'ambiente delle biciclette. Ha pubblicamente ringraziato la RAI per essergli stata accanto nei momenti più bui.

Alessandro Petacchi intervista ad OA Sport: "Ho accettato le conseguenze dei due anni di squalifica"

L'ex ciclista alla testa sportiva riguardo alla cosiddetta "Operazione Adarlass" da cui poi è scaturita la squalifica ha detto: "E’ andata così e per chiuderla il prima possibile ho accettato le conseguenze e quindi i due anni di squalifica. Ho accettato perché l’accordo con l’UCI prevedeva che io potessi tornare a commentare in Rai, ma la televisione di Stato ha preferito aspettare la fine della mia sospensione. Sarei potuto tornare a metà maggio con il Giro d'Italia ma non me la sono sentita. Era talmente fresca la cosa che non avevo voglia di domande e commenti. Ho preferito stare a casa". E sulle dichiarazioni rilasciate da Danilo Hondo ha affermato: "Danilo lo avevo incontrato una settimana prima dell’uscita delle dichiarazioni dopo anni che non lo vedevo ma non avevamo parlato di quella faccenda. Una volta uscite le dichiarazioni ho chiamato Hondo e gli ho chiesto spiegazioni. Il tutto è stato travisato dai giornali, io ho letto il suo interrogatorio che mi ha fornito grazie al suo avvocato e niente di quello che c'era scritto sui giornali corrispondeva alle dichiarazioni di Danilo. A me fondamentalmente non cambiava niente, avevo già accettato le conseguenze".

"La Rai mi è sempre stata vicina"

Alla domanda se l'episodio legato alla squalifica per doping ha macchiato la sua carriera l'ex atleta ha risposto: "Sicuramente sì, ma devo ammettere che la Rai mi è sempre stata vicina e ho capito la loro scelta. Secondo l’accordo con l’UCI potevo tornare a commentare ma non potevo accedere in alcune zone, come ad esempio non mi sarei potuto avvicinare ai corridori. Quindi ho preferito evitare per non avere ulteriori problemi".

"Sicuramente Mario è stato uno dei più grandi velocisti della storia"

Alessandro Petacchi è tornato anche sulla vecchia rivalità con Mario Cipollini. Al riguardo alla testata sportiva ha dichiarato che poteva superarlo: "Nel 2002 quando in un paio di occasioni l'avevo battuto. Quindi sapevo come fare, dovevo solo affinare la tecnica". E poi ha speso parole di elogio nei confronti del collega: "Sicuramente Mario è stato uno dei più grandi velocisti della storia, ma ogni corridore ha la sua epoca".

Alessandro Petacchi: "Ho avuto la mia occasione ma non l'ho centrata..."

E sulle opportunità di vincere una maglia iridata: "Ho avuto la mia occasione ma non l'ho centrata. Poteva essere Madrid nel 2005 ma forse non ero ancora così pronto. Forse avrei dovuto ritirarmi dalla Vuelta una settimana prima ma stavo lottando per la maglia a punti... Forse essere rimasto a Madrid dopo la Vuelta, fino al Mondiale, non è stato il massimo per gli allenamenti. Non lo so, è andata così..."

"Il più grande rammarico? Ne ho due..."

L'ex corridore ha due rimpianti che si porta dentro: "Il primo è che avrei potuto vincere qualche Sanremo in più, il secondo è che mi sono reso conto troppo tardi dei miei mezzi e delle mie potenzialità. A fine carriera". 

"Ho capito di avere ragione"

Sulla revoca delle cinque tappe del Giro d'Italia non solo ha confermato il provvedimento ma ha aggiunto: "Si. Ma dopo che Chris Froome è stato assolto ho capito ancora una volta di avere ragione. Lui è riuscito a dimostrare quello che ho sempre sostenuto, ma probabilmente non avevo i mezzi giusti per farlo. Nessuno mi ha ridato quello che ho perso, ma a livello morale è stata una bella vittoria". Infine, parlando della rinascita del  movimento del ciclismo italiano di oggi: "Sicuramente Colbrelli ci ha dato una grande mano, ha fatto qualcosa di straordinario. Gli augurio di ripetersi nelle prossime stagioni. Dal punto di vista delle corse a tappe doversi appoggiare sempre a Nibali non è il massimo. Vincenzo è un grande campione e un grande talento ma anche lui inizia ad avere la sua età. Servirebbe qualche giovane che possa  fare da suo erede ma non sarà facile trovarlo". 

"Il futuro? Mi piacerebbe rimanere nell'ambiente"

 Petacchi ha anche discusso del suo futuro: "Mi piacerebbe rimanere nell'ambiente. In questo momento mi sto dedicando solo alla mia famiglia e sto bene. Se poi in futuro ci sarà la possibilità di far parte di questo ambiente, magari in una squadra non come direttore sportivo, perchè no...Del resto è sempre stata la mia vita".