Ciclismo, Canola: “Perché non posso più correre? Noi non vogliamo la guerra”

Pubblicato il autore: Margot Grossi


CICLISMO, SPORT E GUERRA – Marco Canola, ciclista per il Team Gazprom-RusVelo, ha presentato una lettera indirizzata all’UCI. La formazione ProTeam russa è stata sospesa dall’Unione Ciclistica Internazionale in seguito allo scoppio della guerra. Il General Manager Renat Khamidulin ha annunciato la chiusura della squadra dopo la sospensione. Oggi Canola, ha espresso il suo pensiero e la sua richiesta in merito.

La lettera di Marco Canola, Tram Gazprom-RusVelo

“Cara @uci_cycling perché non posso più correre? Perché non posso avere uno stipendio? Perché devo stare a casa senza una squadra? Tutto questo è successo a causa della vostra decisione, ma in questo momento non avete pensato ad una soluzione per noi ciclisti. Dovreste stare dalla nostra parte, non contro di noi.

Ovviamente tutti noi non vogliamo la guerra, quindi per quale motivo dobbiamo rimetterci in prima persona così tanto come sta accadendo?

Abbiamo dedicato decenni della nostra vita al ciclismo, nel far parte di questo spettacolo che tutti gli appassionati possono godere, abbiamo messo tutto quello che avevamo su questo palcoscenico, una carrellata di foto, sono solo una parte piccolissima dei miei ultimi 10 anni… noi non possiamo più salire su quel palcoscenico per una vostra decisione… ma in questo momento di guerra o ci fermiamo tutti, scendiamo tutti insieme dalle nostre bici e smettiamo di correre, oppure fate immediatamente qualcosa per ridare un senso alla nostra vita. Altrimenti, tutto quello che devo fare è fermare la mia carriera per sempre. A voi sembra giusto?

Se anche ora non vi ho convinti, provate allora ad immaginarvi nella nostra stessa situazione, immaginate i vostri stipendi e le vostre posizioni di lavoro come se stessero per cadere nell’abisso per sempre, vorrei vedere se vi comportereste allo stesso modo.

Sto pensando di smettere e tutto questo non credo di meritarlo.

Ho speso molto tempo cercando di mediare e di ragionare con voi, la nostra ex squadra comprende 52 famiglie e a partire da troppe settimane siamo tutti senza contratto, ho fatto sentire la mia voce attraverso i sindacati e le conference call ma non abbiamo mai ricevuto una risposta in aiuto da voi.

E trovo ridicolo che io sia costretto a fare un post per cercare di smuovervi, vorrei che vi prendeste il tempo di chiamare ognuno di noi, ciclista per ciclista, dispensare rassicurazioni e un piano di recupero per le nostre carriere.

E’ ora di alzarsi e muoversi, basta con il silenzio e la politica perbenista, è ora di alzare il culo e farsi carico di tutti noi che siamo fuori contratto.

Marco Canola”

Stop per il ciclismo, ma non solo

Il corridore vicentino lamenta appunto il fatto di essere stati lasciati completamente soli. Marco Canola chiede chiarezza e più trasparenza. Quello del ciclismo è soltanto uno degli ultimi episodi verificatosi causa guerra. In molti altri sport, le gare sono sospese e gli atleti professionisti sono rimasti momentaneamente senza contratto e stipendio. Da specificare, che ogni sportivo russo o appartenente a tale gruppo, ha manifestato più volte la propria condanna verso la guerra in Ucraina voluta da Vladimir Putin.

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