Tour de France, a Gall il tappone alpino. Pogacar crolla, Vingegaard vede il trionfo

L'austriaco dell'Ag2R Citroen conquista la 17ª tappa a Courchevel con il Col de la Loze. Dopo il minuto e mezzo perso nella crono lo sloveno dice definitivamente addio ai sogni in giallo cedendo di schianto a 14 km dalla fine: Vingegaard scatta e gli rifila quasi 6 minuti

La soluzione del giallo è servita. Dopo due settimane trascorse nella convinzione che il Tour 2023 sarebbe stato assegnato solo alla penultima tappa, ancora una volta le previsioni sono state smentite. La legge del più forte, Jonas Vingegaard, è stata infatti imposta all’inizio dell’ultima settimana. Prima nella mostruosa crono di Combloux e poi nella 17ª tappa, quella del Col de la Loze, Souvenir Henri Desgrange di quest’edizione, con arrivo a Courchevel, la montagna di Marco Pantani. Una tappa vinta dall’austriaco Felix Gall (Ag2R Citroen) e caratterizzata dal crollo di Tadej Pogacar.

Tour de France, Pogacar alza bandiera bianca: che crollo sul Col de la Loze

Quando quindi all’appello manca appunto solo l’ultima tappa di montagna, quella di sabato, Vingegaard ha virtualmente messo in bacheca il secondo Tour consecutivo grazie ai 5’45” rifilati al grande rivale. Pogacar è infatti incappato in una giornata-calvario che lo ha visto staccarsi già a 7 km dal Col de la Loze. A scortare lo sloveno fino al traguardo è stato il fido compagno di squadra Marc Soler. L’altro luogotenente Adam Yates aveva invece avuto il via libera per fare la propria corsa per rafforzare il terzo posto in classifica. Missione compiuta, complice la giornata no di un altro protagonista, lo spagnolo Carlos Rodriguez. Difficile capire se Pogacar abbia pagato più sul piano psicologico per la netta sconfitta nella crono di martedì o le conseguenze di una preparazione fisica fatalmente approssimativa dopo la frattura al posto subita ad aprile alla Liegi. Il distacco in classifica generale di 7'35" dal primo posto è però ormai incolmabile.

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Vingegaard contento... a metà: lo scatto è solo dimostrativo, trionfa Felix Gall

Quel che è certo è che Vingegaard si è dimostrato più forte, con tanto di nuova lezione impressa proprio sull’ultima salita, non coronata però dal successo di tappa. Il danese si è dovuto accontentare di un 4° posto che avrà comunque un sapore dolcissimo. Jonas e la sua Jumbo Visma avevano comunque altri programmi per la giornata, ovvero quello di mettere la ciliegina sulla torta al Tour vincendo la tappa simbolo di quest’edizione. Il segnale era arrivato dalla presenza dei “ganci” Benoot e Kelderman nel folto gruppo degli attaccanti della prima ora. Un chiaro messaggio mandato al gruppo circa il piano di Vingegaard di attaccare prima del gran finale. Come poi è successo, quando Pogacar si era già staccato. Lo scatto è stato in realtà più un’azione dimostrativa fine a sé stessa, dal momento che anche per il super Jonas di questo Tour era impossibile recuperare il distacco da Gall e da Simon Yates, primo e secondo al traguardo, staccati di 20”.

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Giulio Ciccone vede la storia: rafforzato il primato tra gli scalatori

Il capitano dell’Ag2R e quello della Jayco AlUla hanno così dato concretezza al gran lavoro dei rispettivi gregari, Ben O'Connor e Chris Harper, che hanno tirato per oltre 100 km. Vingegaard ha via via raccolto sulla strada lo stesso Haper, Bilbao e Gaudu, questi ultimi due rimasti però col danese fino al traguardo, con un distacco di 1’50” dal vincitore. Pogacar ha invece chiuso a 7’37” da Gall, con l’unico obiettivo rimasto di salvare il posto sul podio nella tappa di sabato. Obiettivo centrato invece per Giulio Ciccone, transitato per primo nei primi tre Gpm della giornata, prima di cedere alla fatica. L’abruzzese resta in maglia a pois con 6 punti di vantaggio su Gall (88-82, poi Vingegaard a 81). Sabato gli basterà controllare la situazione per diventare il nono italiano della storia a trionfare nella classifica degli scalatori al Tour.

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