26 maggio 2013, Vincenzo Nibali: sette anni fa lo “Squalo” trionfava al Giro d’Italia

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

Oggi 26 maggio sono passati sette anni da quando il ciclista azzurro Vincenzo Nibali trionfava al Giro d’Italia per la prima volta (impresa poi bissata nel 2016); quell’anno per lo “Squalo” fu fantastico perchè oltre alla vittoria della corsa rosa, giunse secondo alla Vuelta.

Vincenzo Nibali e il suo trionfo al Giro d’Italia

In quell’edizione del Giro d’Italia il grande favorito della vigilia è il britannico Bradley Wiggins, mentre dietro di lui partono con i favori del pronostico Nibali, Scarponi, Evans e il campione uscente Hesjedal. Dopo il prologo di Napoli vinto da Cavendish, nella cronometro a squadre il messinese ottiene un ottimo terzo posto e dopo una prima settimana abbastanza tranquilla, ecco il suo primo attacco e grazie all’ottimo quarto posto (solamente undici secondi di ritardo da Wiggins) nella crono individuale Gabicce Mare-Saltare, conquista dopo tre anni la maglia rosa. Il terzo posto nella decima tappa con il primo vero arrivo in salita (altopiano del Montasio), fa capire ancor di più che questo è il suo Giro confermato due frazioni dopo con il britannico Wiggins che ormai arrancando sempre più, decide di ritirarsi definitivamente dalla corsa.

Nel weekend della seconda settimana ecco l’attacco sul monte Jafferau senza tuttavia riuscire a staccare Mauro Santambrogio che riesce a vincere nello sprint conclusivo. Nella tappa del giorno dopo, sul Colle del Galibier, mantiene il vantaggio in classifica nei confronti degli inseguitori; mentre il passo decisivo arriva nella diciottesima frazione, ovvero la cronoscalata da Mori a Polsa, dove si aggiudica la vittoria staccando di 2’36” Evans in quel momento secondo nella classifica generale e che alla fine di quella tappa vede lo svantaggio salire a 4’02”.
Il giorno dopo la terzultima frazione (Ponte di Legno-Val Martello) viene annullata causa maltempo e dunque al trionfo manca solamente l’ultima fatica, quella delle Tre Cime di Lavaredo che puntualmente Nibali fa sua dimostrando semmai ce ne fosse bisogno di essere in quel momento il numero uno in assoluto e trionfando nella classifica generale con un vantaggio di 4’43” sul colombiano Uran e addirittura 5’52” sull’australiano Evans, crollato nel finale.

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