Fausto Coppi, 80 anni fa il primo Giro D’Italia

Pubblicato il autore: Demetrio Segui

Fausto Coppi
Ci sono date destinate a rimanere nella storia degli sport. Se nel momento in cui un evento accade non riscuote tutto lo scalpore che potrebbe meritare, a distanza di anni potrebbe essere ricordato come l’inizio di un qualcosa destinato a cambiare per sempre la storia di quel determinato sport. Tutto ciò si può ricondurre a quanto accaduto a Fausto Coppi che, a soli 20 anni e 284 giorni, il 9 giugno 1940 vinceva il suo primo Giro D’Italia. Storia di 80 anni fa, come ricorda sportmediaset.it

80 anni fa nasceva la leggenda Fausto Coppi

Ciò che Fausto ha rappresentato per il ciclismo è oramai noto a tutti, ma, probabilmente 80 anni fa, nonostante la precoce affermazione al Giro D’Italia, nessuno sapeva di trovarsi di fronte ad un ragazzo che avrebbe fatto la storia della bicicletta nelle sue epiche battaglie con Gino Bartali. E’ per questo che oggi, il 9 giugno è ricordato come una data storica, una data che ha dato inizio ad una leggenda. Era un Giro D’Italia anomalo quello del 1940, in Europa si combatteva oramai da mesi la seconda guerra mondiale, l’Italia si era dichiarata neutrale ma la situazione non era comunque tranquilla. In quel momento difficile si aprì il Giro d’Italia. Due sono i favoriti per quell’edizione: Giovanni Valetti, campione in carica, e Gino Bartali, capitano della Legnano del Ds Pavesi. E’ proprio nella Legnano che figura, tra i gregari del capitano, un ragazzo alla prima partecipazione al Giro, Fausto Coppi sarà il nome che consegnerà alla storia. Nella seconda tappa del Giro, Bartali ha una brutta caduta causata dall’attraversamento di un cane. La caduta gli causa la perdita di minuti preziosi, ma è in quel mentre che la Legnano scopre le pedalate sicure del vent’enne Coppi che acquisisce sempre più autostima dei propri mezzi e soprattutto considerazione da parte della squadra. Durante la decima tappa che arriva a Firenze dopo essere partita da Arezzo, Fausto Coppi, dopo il permesso di Pavesi prova un primo attacco ma il suo tentativo non va a buon fine. E’ il preludio a quanto accadrà due giorni dopo nella corsa che da Firenze si sposta a Modena. Arrivato sull’Abetone, Coppi decide che è il momento di cambiare la storia del Giro: lascia il gruppetto degli inseguitori e si lancia a rincorrere il fuggitivo Ezio Cecchi. Al traguardo, dove transiterà da vincitore con 3’e 45″ di vantaggio, Fausto Coppi si vestirà di rosa. Le tappe successive non sono fortunate per Coppi che il 4 giugno durante la Trieste-Pieve Cadore perde 3′ a causa di problemi legati alla digestione. Fu in quel momento che Gino Bartali si travestì da gregario di lusso e lo aiutò a limitare i danni. La tappa del giorno dopo è un monologo della Legnano: Bartali attacca sul Falzarego, Coppi lo raggiunge e gli lascia la vittoria di tappa ad Ortisei. Oramai manca poco alla vittoria finale per colui che sarebbe poi diventato il Campionissimo. Vittoria che viene sancita dopo l’arrivo a Milano del 9 giugno 1940: 80 anni fa nasceva la leggenda di Fausto Coppi. Fa commuovere pensare che il giorno dopo l’Italia avrebbe impugnato le armi e che, a guerra finita, la ripartenza del ciclismo si sarebbe affidata alle pedalate di Coppi e Bartali, in una delle più belle rivalità che hanno caratterizzato lo sport italiano.

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