Dybala – Del Piero: le parole della diretta Instagram

Pubblicato il autore: Paolo Russo Segui

Oggi alle 20:45 è andata in onda la diretta Instagram tra Paulo Dybala e Alessandro Del Piero. Tra battute, risate e viaggi nel passato, abbiamo raccolto le loro parole per voi.

Le parole di Dybala e Del Piero

Si è cominciato col parlare dell’attuale situazione Coronavirus che ha visto coinvolti in prima persona Dybala e la sua fidanzata Oriana.

Dybala
: “Siamo rimasti a Torino con Oriana aspettando che passasse tutto. Abbiamo avuto sintomi, non fortissimi, però io più di lei. Tutto sommato sono stato tranquillo, ho parlato con i dottori, mi hanno mandato vitamine e ho aspettato che tutto passasse. Ora siamo senza sintomi e sto aspettando per ricominciare a muovermi un po’.

Del Piero: “Dovevo venire a vedere la Juventus in Champions, ma poi è stato tutto rimandato. Ora a casa è tutto tranquillo, ma per mettere calma ai bambini per fare questa videochiamata ho dovuto sudare, non è sempre così! Si cerca di fare attività nel frattempo per stare tutti insieme. Abbiamo anche iniziato lezioni di spagnolo. Insieme parliamo in italiano a casa, però loro con la scuola parlano solo in inglese, per loro è quasi più facile. Adesso cominciamo con questa terza lingua spagnola che qui a Los Angeles e in California la parlano tanto. Questo è il mio quinto anno qui, ma in Italia torno spesso quindi non mi manca. Qui la vita è diversa. Sto cercando di dare un’esperienza totale ai miei figli”.

Dybala: “Io quello che vorrei sarebbe uscire per andare al campo, non per altro. Stare coi compagni, toccare la palla, sentire tutto l’ambiente del calcio. Non uscire per fare passeggiate e shopping. Il calcio in questo momento mi manca tantissimo”.

Del Piero: “Per me che ho finito di giocare e non ho uno scopo è difficile mettersi in gioco in questo momento, è più facile lasciarsi andare. Poi il calcio è sport di squadra, si fa tutto insieme, da solo è diverso. Forse a fine aprile c’è la possibilità di tornare ad allenarsi, sarebbe una buona cosa per tutti gli sportivi”.

Dybala: “La voglia di tornare a giocare c’è, ma non ci deve portare a commettere un errore, per non contagiarci di nuovo. Ci deve essere una certa sicurezza sia noi giocatori che tra arbitri, dottori, dirigenti e tutti gli altri. Ma io una sfida per te ce l’ho e non serve che ti alleni, perché quando uno è forte è forte: le punizioni!”

Del Piero: “La si fa, la si fa. Si farà, ma tireremo col destro! Anzi, dieci col destro e dieci col sinistro. Faremo questa sfida, è solo rimandata. Bene così perché ora ho uno stimolo in più per muovermi e fare qualcosa”.

Dybala: “Dai allora me la gioco, perché ho molta fiducia nel mio sinistro”.

Del Piero: “Ogni tanto mi allenavo anche con le punizioni col sinistro. Ho sempre cercato di usarli entrambi i piedi”.

Dybala: “Come ti vedresti nel calcio di oggi?”

Del Piero: “Il calcio è cambiato tanto nella comunicazione. Io cominciato in un’era in cui i giornalisti erano fuori dallo spogliatoio, non c’era alcun filtro. Il movimento è cresciuto anche nell’economia, le cifre sono diverse. Crescita esponenziale su tutti i livelli. Poi l’apertura delle frontiere è stata fondamentale. Io ho cominciato in un’epoca in cui il calcio italiano e l’allenatore italiano avevano determinate caratteristiche. Ogni nazione aveva le sue caratteristiche ben definite. Poi pian piano tutto si è mixato: si è cercato quindi di più il dettaglio, il migliorare gli aspetti dove non eravamo pronti tipo il possesso palla e la fisicità. Io mi trovo in una situazione in cui mi dico che magari potessi giocare ancora, perché la voglia di giocare non muore mai”.

Dybala: “A livello fisico è cambiato tanto, penso che si corre molto più di prima. Quando ci consegnano le statistiche di gara vediamo calciatori che hanno corso anche 12 chilometri in una sola partita”.

Del Piero: “Quando io ho smesso già c’erano queste cifre perché il calcio nel frattempo era cambiato. Ad esempio, il passaggio indietro al portiere ha cambiato tutto il calcio. Tante altre cose poi sono cambiate. Il tempo effettivo di gioco è migliorato e si gioca di più. Le prestazioni sono migliorate. Altra cosa, quando ho vinto lo scudetto i primi anni lo staff era formato da 5-6 persone, oggi sono 10?”

Dybala: “Noi calciatori siamo vestiti di nero e lo staff di bianco, a volte sono molti di più loro! Sanno tutto di noi, di cosa abbiamo bisogno, quali muscoli si devono allenare di più. Le grandi società sanno come gestirci e comprendono alla perfezione le nostre caratteristiche, quelle di ogni singolo giocatore. Questo fa la differenza, al di là della qualità dei giocatori che una società ha a disposizione”.

Del Piero: “Il calcio è sì diverso rispetto a tempo fa, ma sulle punizioni questo si vede fino ad un certo punto, quell sono rimaste uguali!” (ride). Quella cosa della maglia ce la vuoi raccontare? Ci siamo scritti un giorno e Paulo mi fa “Ale ho appena perso una tua maglia” ma io non capivo!”

Dybala: “Ho visto la foto di una tua maglia che era in vendita ad un’asta, volevo quella maglia per forza. Era su un sito: entro, faccio l’offerta ma alla fine, dopo qualche giorno, mi accorgo che ho perso la tua maglia per 10 Euro. Ero così arrabbiato e deluso!”

Del Piero: “Facciamo così, quella maglia te la do io. Ne ho ancora poche però sono felice di regalartela”.

Dybala: “Facciamo una cosa più bella? Chi vince la sfida delle punizioni riceve la maglia dall’altro, così la sfida diventa più bella”.

Del Piero: “Come sta la tua famiglia?”

Dybala: “Bene, per fortuna sono tutti negativi, ma quando è arrivata la notizia i medici sono andati a fare i controlli per sicurezza. Io penso che in Argentina le cose stanno andando bene, il governo ha reagito bene. Ha saputo gestire anche grazie alle notizie che arrivavano dall’Europa. Se la gente continua a collaborare così, staremo tutti bene sicuramente.”

Qual era il tuo idolo?

Del Piero: “Ho iniziato con Platini perché ero tifoso della Juventus, in un epoca poi dove c’erano Platini, Zico e Maradona in Italia. Poi non potevi vedere tanto calcio in TV. Si poteva vedere un solo tempo di una partita la domenica, una partita casuale, quindi dovevi sperare che fosse quella della tua squadra. Poi guardavi 90° minuto che faceva vedere tutti i gol e poi la sera la Domenica Sportiva”.

Dybala: “Adesso hai tante possibilità per guardare partite di tutto il mondo, ma noi in Argentina qualsiasi partita fosse la si guardava perché il calcio è sempre bello e pieno di giocatori nuovi da scoprire”.

Del Piero: “Sono stato in Argentina a 20 anni con la Juventus e abbiamo fatto una tournée a Buenos Aires. Dovevamo giocare due partite ma una è saltata e abbiamo giocato solo contro il Vélez, tra l’altro in uno stadio completamente di legno. Poi c’era una pioggia incredibile. Ricordo che durante la partita ha giocato Rampulla, secondo portiere dopo Peruzzi, e per fare un rilancio veloce ha fatto un’uscita, ha preso la palla e nel tentativo di fare il lancio ha preso sulla testa Torricelli. Abbiamo riso da matti. Questa è stata la mia unica volta in Argentina. Devo tornare!”

Dybala: “I tifosi del River si ricorderanno bene di te. Io sono tifoso della squadra dove sono cresciuto. Sono stato sette anni lì, ho fatto l’esordio lì, ho abitato nelle pensioni della società, ho vissuto con tanti amici, andando allo stadio. La mia famiglia mi ci portava sempre da piccolo. L’Instituto de Córdoba gioca in Serie B, ma se tifi una squadra di Serie B tifi per forza anche una di Serie A. Personalmente, mi piaceva tanto Riquelme del Boca, giocatore amato da tanti tifosi anche del River perché era incredibile”.

Quale gol preferisci di Del Piero?

Dybala: “Il gol alla Del Piero, cioè tutti! Quelli erano i tuoi gol. A me ha colpito tantissimo quello al volo contro la Fiorentina, d’esterno sopra il portiere. In che modo hai fatto gol!”

Del Piero: “Anche per me è quello il mio gol più bello, diverso da tutti gli altri. Ero indeciso se stoppare e tirare, poi ho visto il difensore e mi sono detto di tirare subito. A volte meno pensi e meglio è. Ci vuole l’allenamento e la creatività e anche quello che impari da altri, sono tutte cose che immagazzini nel cervello. Poi sul campo non puoi decidere tutto in così poco tempo. Devi lasciare all’istinto che a volte è più veloce degli avversari.”

Quale gol preferisci di Dybala?

Del Piero: “Se parliamo di gesto tecnico, tu hai fatto tanti gol anche a giro sul secondo palo, di una precisione bellissima. Ma credo che, nella complessità di azione, quello contro l’Inter con lo stop a rientrare su Young, l’uno-due, rientro, destro-sinistro, sia il più bello secondo me. Ci sono altri grandi gesti tecnici, ma questo è stato completo. Una genialata.

Dybala: “Anche io sono d’accordo sul gol che hai scelto. Sono riuscito a prendere il tempo ad Handanovic che non si aspettava quel tiro. È stato molto importante per la gara e per i tifosi che non c’erano, purtroppo”.

Gol più bello su punizione

Del Piero: “Mah, penso a quelli col Real Madrid o a quello contro lo Zenit San Pietroburgo nel 2008 in Champions, un anno dopo esser risaliti dalla Serie B. Poi ricordo l’ovazione di Madrid, è stato come vincere non una partita ma un trofeo”.

Dybala: “Il mio gol più bello su punizione è quello contro l’Atletico Madrid perché con quel gol abbiamo vinto e perché anche lì a volte pensare in poco tempo aiuta a prendere la decisione giusta. Mancava un minuto alla fine del primo tempo, non avrei avuto altre occasioni. Poi tutti i giocatori che avevo davanti, erano tantissimi. Però con Pjanic ho detto “Tiro in porta” e lui ha detto “Tirala bassa”. Io ho detto “No, sono tanti, tiro alto e forte: o finisce al secondo anello o faccio gol”. Il portiere non se lo aspettava. Ho segnato a tanti: Oblak, Ter Stegen, De Gea, Neuer, Casillas, Handanovic. Mi manca Gigi! (ride) Quando ero a Palermo non sono riuscito a fargli gol. Anche tu Alex hai fatto gol a portieri importanti”.

Del Piero: “Ho fatto gol a Gigi prima che venisse da noi alla Juventus. Poi alla mia epoca c’erano Peruzzi, Toldo, Antonioli, Pagliuca. Ma la tradizione dei portieri italiani è incredibile”.

Oggi è 10 aprile come il numero 10, il loro numero. Ma è stato un caso, dicono. Grazie mille campioni di oggi e di ieri (e di sempre) per questo meraviglioso viaggio nel tempo!

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