Matteo Marani: ‘Il Guerino ha uno spirito magico’

Pubblicato il autore: Martina Carella Segui

Matteo Marani

Roma – Come ogni lunedì, torna l’appuntamento speciale di SuperNews con esperti e giornalisti del mondo sportivo, dei pronostici e delle scommesse. L’ospite di oggi è Matteo Marani che ci ha svelato qualche curiosità sul Guerin Sportivo, la rivista di cronaca e commento calcistico più antica d’Italia e da lui magistralmente diretta.

Buongiorno Matteo, ci racconti come è nata la tua passione per il calcio?
La passione per il calcio ce l’ho da sempre. Ricordo i primi amori per il calcio internazionale e quando ero più giovane poter guardare il calcio estero in tv era a dir poco complicato. Con il tempo l’interesse è diventato anche passione e lavoro.

Oggi sei Direttore del Guerin Sportivo. Quel ragazzo che giovanissimo pubblicava il suo primo articolo ci avrebbe mai scommesso?
Ovviamente no. Le cose sono venute da sole, in modo naturale. Ho Iniziato a scrivere per il Guerin 16 anni fa. Ho avuto la fortuna di diventare giornalista quando ero ancora giovanissimo e di lavorare con grandi Direttori (Italo Cucci, Marino Bartoletti, Ivan Zazzaroni) da cui ho cercato di apprendere più che potevo.

Il Guerino è la più antica rivista sportiva del mondo che ha saputo rinnovarsi nel tempo. Qual è il segreto del suo successo?
E’ lo spirito magico che pervadere questo giornale: il Guerino insegue l’approfondimento e non la polemica, come invece fanno le altre testate. Non siamo schierati per nessuna piazza, non facciamo il tifo per nessuna squadra. L’unica squadra per cui tifiamo è l’Italia. Aggiungo con orgoglio che dirigo una rivista scritta bene. I nostri giornalisti di punta sono Roberto Beccantini e Gianni Mura, i migliori che in questo momento abbiamo in Italia. Anche il pubblico è magico perchè ama l’approfondimento, è appassionato, è competente, si intende di calcio internazionale molto più della media e guarda con grande interesse e curiosità alla storia di questo sport. Il Guerino racconta le cose come stanno, senza soggezione, senza timori e con il fair play che lo contraddistingue.

Dal punto di vista dei contenuti, in cosa il Guerino si differenzia dalle altre testate sportive?
Innanzitutto, il Guerino non è schiacciato sulla cronaca e questo non vuol dire essere distaccati dall’attualità, ma vuol dire guardare all’attualità con tempi e modi diversi. Una rubrica amatissima dai nostri lettori, per esempio, è quella dell’Amarcord, spazio che propone interviste ai calciatori del passato: è una cosa che solo al Guerino può avere successo. I nostri lettori la adorano e apprezzano questi campioni che raccontano il loro passato calcistico. Negli ultimi tempi la rivista è anche riuscita a legare la filosofia che la si ispira alla contemporaneità. Lo abbiamo fatto attraverso la rubrica dei ‘100’, classifica di personaggi o avvenimenti curiosi molto seguita dai lettori perché accende il dibattito e la discussione. Il nostro è un giornale pulito e onesto che riesce a far rivivere la sacralità che il calcio ha perduto.

Nel 2010 il settimanale è diventato mensile. Ci spieghi il perché di questa scelta?
La scelta era difficile, ma obbligata per una questione oggettiva. Venivamo da anni molto difficili, in cui il giornale soffriva nelle vendite e soffriva dal punto di vista economico. Fortunatamente siamo riusciti ad invertire il trend: il giornale oggi va bene e il coraggio ci ha premiato. L’impostazione che la rivista adottava era stata definita da Cucci nel 1975, quando il calcio aveva un calendario diverso e le partite si giocavano per lo più la domenica. Poi c’è stata una rivoluzione, uno stravolgimento totale che ha portato questo sport ad essere giocato tutti i giorni. Ciò rendeva complicatissima l’organizzazione interna della nostra testata, eravamo sempre in ritardo e non riuscivamo più a raccontare gli avvenimenti. E’ per questa ragione che abbiamo dovuto adottare una formula diversa, nuova, adatta alla realtà dei nostri giorni e che rendesse il giornale sempre attuale. Ci siamo riusciti perchè oggi il Guerin non è mai vecchio, e questa è la sua forza. Certamente non è stato facile, si trattava di una scelta molto rischiosa e non indolore. Ricordo di aver riposto ad un migliaio di lettori disorientati. Però la scelta ci ha premiato ed altri giornali che non hanno voluto rischiare non sono riusciti a sopravvivere.

La rivista ha ospitato sempre grandi firme. A quale di queste il Guerin è più affezionato e riconoscente?
A Gianni Brera. E’ stato l’uomo che ha rivoluzionato il linguaggio sportivo. Dobbiamo a lui il vocabolario del calcio. E’ stato il più ​​grande di tutti.

I lettori riservano sempre grande attenzione alla copertina della rivista. A chi sarà dedicata la prossima?
A Carlos Tevez.

Proprio a Tevez non molto tempo fa è stato consegnato il Guerin d’Oro. A giugno è prevista l’assegnazione del prestigioso Trofeo Bravo. Secondo te, chi merita di vincere quest’anno?
Abbiamo una lista di possibili vincitori e un’idea ce l’abbiamo già in testa, però non anticipo nulla.

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