Ugo Russo: il mio primo anno a Supernews

Pubblicato il autore: Ugo Russo Segui
Ugo Russo a SuperNews

Ugo Russo con i ragazzi di SuperNews

Tutte le cose gradevoli hanno quasi mai un andamento lineare e scontato; proprio per questo, riservando delle sorprese e delle casualità che le indirizzano verso un percorso tutto loro, vengono additate come particolari, da conquistare e da ricordare a lungo. Così, al momento di lasciare la Rai, dopo la mia ultima radiocronaca di Livorno, ho ricevuto migliaia e migliaia di mail e richieste di interviste (anche dal Giappone, dalla Germania e all’Inghilterra), passando, dopo quasi 50 anni di carriera, da intervistatore ad intervistato.
Non dico che tutto questo non mi abbia fatto piacere, anzi. Cose straordinarie ed appaganti per il mio desiderio di soddisfare il pubblico che per una vita mi aveva seguito (e continua a farlo nelle mie attuali peregrinazioni), a significare di aver colto nel segno, di averlo evidentemente soddisfatto, quel pubblico di miei tele-radioascoltatori. Però, se mi permettete, l’approccio, l’incontro con Supernews ed i suoi splendidi ragazzi é stato dettato dal… destino. Infatti, non andando più io in Rai ho potuto leggere solo per un certo periodo da casa le mail che arrivavano al mio posto di lavoro, poi non più. E Supernews, successivamente, ha continuato a scrivere alla mia posta elettronica di Saxa Rubra per richiedermi, come avevano fatto gli altri abbondantemente prima.
Casualmente ho saputo di questa “ricerca” e quando sono riuscito ad entrare finalmente in contatto con loro mi é stato detto dall’ottima Martina Carella, responsabile della comunicazione e dei contatti per il sito, la prima con cui io abbia parlato a Supernews: “Abbiamo aspettato un po’ a scriverti per tornare ad avere una sorta di nuova esclusiva con te; vogliamo realizzare un’intervista“.
L’abbiamo fatta online nel 2015, molto tempo dopo quella partita di Livorno. Poi siamo rimasti in contatto e nel gennaio 2016 sono stato invitato in redazione, in via Cristoforo Colombo, e ho preso coscienza de “visu” con quella che é la loro (ma dovrei ormai dire la nostra) realtà. Ho visto un sacco di gente che ci lavora e ci collabora (entrando in redazione la mia prima esclamazione é stata: “Quanti siete!”), età media bassissima da far impallidire… Donnarumma, beh, non proprio, ma in ogni caso giovanissimi, tutti vogliosi di ascoltare le mie esperienze e i miei tantissimi aneddoti, riferiti più al calcio di una volta che a quello attuale, insignificante. E inoltre la descrizione dei miei esordi, conditi di tutte quelle cose che poi servono a farti fare gavetta (saccocciate di gettoni nelle prime radiocronache realizzate dalle cabine telefoniche che si affacciavano sugli stadi dei campionati minori; all’albero che sovrastava la Monte Mario da dove, sui gradini ricavati nella corteccia, facevo i primi racconti delle partite dall’Olimpico di Roma grazie ad una ricetrasmittente; oppure le dirette televisive in una stanzetta duexdue con telecamera fissa perché il cameramen doveva trasformarsi in regista e agiva nella stanza accanto ed eri chiamato per due ore a raccontare qualcosa che doveva interessare la gente, altrimenti cambiavano canale. Oggi questi nuovi e imberbi pseudo-giornalisti, magari rinvigoriti da una robusta raccomandazione, chiedono il microfono d’oro e la poltrona di pelle umana alla prima telecronaca dallo stadio…
Quello che mi ha colpito é stata la grande educazione, il rispetto, il sentirsi nella necessità di apprendere di tutti i ragazzi di Supernews (e tutto cio’ é rarissimo trovarlo attualmente), in cui sono ancora inculcati quei valori che il mondo di oggi vorrebbe non farci più riconoscere e perseguire. Insomma, tutte le doti esibite in avvio (e non solo…) di carriera dei grandi del passato, prerogative giuste per diventare a loro volta importanti. Ed é stato in quella occasione che ho conosciuto, tra gli altri e oltre alla già citata Martina, personaggi importanti della struttura, quali il pater familias Riccardo (lui sì una gran persona, non come un altro Riccardo che, purtroppo, ho conosciuto); Sara, direttore responsabile; il caro caporedattore Francesco, che si sarebbe sposato in estate. Tutti disponibili e gentili.
In quella stessa sede mi é stato candidamente chiesto: “Perché non ci scrive un editoriale ogni tanto?“. (Lei rigorosamente tenuto fino a che, quasi subito, non ho esclamato: “Ragazzi, datemi del tu per non farmi sentire ancora più vecchio di quello che sono!“).

Proposta accettata con piacere e da lì é iniziato il mio rapporto con Supernews.
A giugno scorso, poi, in occasione degli Europei di calcio Supernews-Superscommesse ha organizzato magistralmente la radiocronaca di una partita degli azzurri, effettuata da me e dal mio caro amico Lamberto Giorgi in un grande centro fitness della capitale. A precedere il tutto, però, nel primissimo pomeriggio, sono tornato in redazione per un’altra lezione di giornalismo e ho trovato ancora più gente di quella vista la prima volta perché erano stati invitati (e c’erano quasi tutti) i collaboratori del sito, agenti su tutto il territorio nazionale. Ancora massima attenzione alle mie parole, tante domande e ringraziamenti per il tempo dedicato a loro. Sono già avviati sulla buona strada, anche professionalmente, basta leggere i loro prodotti che escono quotidianamente.
A oggi sono stati quasi trenta i miei editoriali, ripresi spesso da altri importanti siti, articoli e partecipazioni a sondaggi vari; scrivere per Supernews mi aggrada molto perché posso mettere la mia esperienza al servizio di giovani che meritano tutta l’attenzione ed il seguito possibili. E memorizzate le firme sui loro articoli: sono certo che più di una sarà nota, molto seguita ed ammirata tra qualche tempo.

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