Intervista a Giovanni Tedesco leader del Palermo per anni

Pubblicato il autore: Cristina Guercio Segui

Giovanni Tedesco leader della squadra rosanero per anni, in una intervista ricorda la sua esperienza. “Io i primi anni al Palermo ho giocato di più, mentre negli ultimi anni, obiettivamente, sono stato impiegato poco. Meritavo di giocare qualche partita in più, ma la mia età al presidente Zamparini non andava tanto giù. Non dimentichiamo che, in Palermo-Napoli, a 37 anni ho fatto una doppietta che ha regalato la vittoria ai rosanero. In quella partita non avrei dovuto giocare, perché l’ex patron preferiva e cercava di consigliare caldamente al tecnico l’utilizzo di altri giocatori più giovani, ma Colantuono ha avuto gli attributi per scegliere di schierarmi in campo ed io l’ho ripagato. Zamparini è venuto giù nel tunnel e mi ha detto: “Giovannino, non mi aspettavo che alla tua età avresti potuto fare una prestazione di questo genere”. È un aneddoto che descrive al meglio l’indole dell’allora presidente. Ho fatto 10 gol nella mia avventura in rosanero, tra campionato e Coppa Uefa. Nella gara contro lo Slavia Praga sul tiro di Conteh c’è stata una mia deviazione di testa, anche se sulle statistiche ufficiali non me lo assegnano. Le reti messe a segno con la maglia del Palermo sono tutte belle, mi hanno regalato delle emozioni indescrivibili: dalla doppietta col Napoli al gol nel derby contro il Catania sotto la Curva Nord, fino all’ultimo contro il Cagliari. Erano sogni che mi portavo dietro fin da bambino e poi ho fortunatamente realizzato. Ogni tanto mi piace ricordarli quei momenti meravigliosi. Sono stato bene in tante città, ma quelle in cui ho lasciato il segno sono Palermo e Perugia, perché sono stato lì sei anni nel top della mia carriera mettendo a segno circa 8 gol a stagione da centrocampista e la qualità della Serie A era molto più alta di adesso. Erano anni ai vertici della mia carriera, in cui ho sfiorato anche la convocazione in Nazionale. Cosmi mi diceva che Trapattoni mi seguiva attentamente ed il suo staff veniva ad osservarmi. Io sono andato via di casa a quindici anni per andare alla Reggina, poi tornare a 33 anni a Palermo, nella mia città e a fianco della mia tifoseria, è stato il coronamento di un sogno. Mi fa piacere quando sento i miei ex allenatori parlare di me positivamente. Ho avuto un bel rapporto con quasi tutti i tecnici, da Francesco Guidolin a Davide Ballardini, ma anche Delio Rossi e Walter Zenga. Uno di cui si parla poco è mister Giuseppe Papadopulo, ma ci tengo a sottolineare che nella stagione sotto la sua guida il Palermo ha fatto cose straordinarie, sia in campionato che nelle coppe. In Coppa UEFA siamo stati eliminati dallo Schalke 04 in maniera strana, perché se Corini non fosse stato espulso a fine primo tempo e l’arbitro non avesse concesso il calcio di rigore nella gara di ritorno probabilmente sarebbe finita in modo diverso. In Coppa Italia, invece, siamo arrivati in semifinale. Questa è una stagione che in pochi ricordano ma è stata davvero eccezionale. Ripeto, io ho avuto un buon rapporto con tutti i miei tecnici, ma se dovessi stilare una lista metterei in testa Delio Rossi e Guidolin, che mi hanno lasciato qualcosa di più a livello di doti e conoscenze calcistiche e ai quali ho carpito nozioni e segreti insiti oggi nel mio bagaglio di allenatore. Nella mia idea di calcio e nella metodologia di lavoro, infatti, mi porto dentro molte loro caratteristiche. Ciò non significa che gli altri allenatori, come Ballardini o Stefano Colantuono, non siano anch’essi grandi allenatori, anche perché lo hanno ampiamente dimostrato nel corso della loro carriera”.




 

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