Virtus Verona, il presidente Fresco: “Situazione che destabilizza. Mi sento pienamente rappresentato da Ghirelli”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui

La redazione di Super News ha avuto l’occasione di intervistare il presidente della Virtus Verona Luigi Fresco. I temi trattati vertono principalmente sull’emergenza del coronavirus e sulle misure adottate per la prevenzione e la salute dei tesserati, ma il presidente ci ha anche parlato della condizione dei suoi giocatori e dei provvedimenti di Lega Pro stabiliti dal presidente Ghirelli.

Il Coronavirus ha fermato ogni competizione sportiva. Come credete sia stata gestita quest’emergenza in ambito calcistico? Cosa pensate delle misure adottate e del tempismo con il quale sono state attuate?
Secondo me bene, non era facile. A livello calcistico, prima si è fatta una sosta prudenziale, poi un’altra ancora, e poi il nostro presidente Ghirelli si è mosso molto bene, ha incontrato Damiano Tommasi presidente dell’AIC e hanno deciso di star fermi fino al 3 aprile. Hanno dato indicazioni chiare anche sugli allenamenti: gli atleti si tengono in forma da soli. Sono state date indicazioni molto chiare.

L’emergenza CoVid19 ha congelato la classifica: la Virtus Verona dodicesima a 32 punti. Qual è il segreto per non perdere la giusta concentrazione in questo periodo di pausa?
Non è facile. Secondo me, bisogna un po’ mollare e poi riprendere, perché è dura tenerli in forma per due mesi. Bisogna fare come suggerisce Nibali: accettare un calo di forma per poi tornare in forma. Non tenere la forma per due mesi, due mesi e mezzo.

La società ha già stabilito quando riprendere gli allenamenti?
Fino ad ora ci è stato come riferimento la data del 3 aprile. Poi vedremo come si evolverà la situazione, questa qui è una data minima, però è probabile che possa essere spostata ancora più in là. Vedremo cosa succederà. Se il picco del coronavirus cominciasse a calare, non dico che si risolverebbe la situazione, però sarebbe già un passo verso il ritorno alla normalità.

Quali misure preventive verranno adottate per tutelare i suoi tesserati quando verrà ripresa l’attività agonistica?
In una prima fase, secondo me, ci si dovrà allenare più tardi, si potrà fare solo lavoro tattico passivo, lavoro tecnico e atletico, ma non si potranno fare partitine o roba del genere. E non nascondo che ho anche dei dubbi sul lavoro tecnico, perché non so se si possa colpire di testa.

Un’eventuale ripresa del campionato a maggio potrebbe destabilizzare le squadre e le loro prestazioni, secondo Lei? Qual è il vostro auspicio sul proseguimento della stagione?
Sicuramente cambia tutto, sicuramente destabilizzi. Però non c’è altra soluzione. E’ certo che cambi tutto fino allora.

Crede che avverranno delle modifiche al calendario dei playoff e dei playout dei Serie C?
Se iniziamo dal 2 maggio, ovvero da una data credibile, mi vien da dire di no. Se invece inizierà dopo quella data, credo di sì.

Parliamo adesso dei provvedimenti finanziari e fiscali per i club invocati dal presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli. Qual è la vostra posizione in merito a questo delicato punto?
Io mi sento da lui pienamente rappresentato. Tutti i provvedimenti, il discorso della defiscalizzazione e della cassa integrazione, tutte le cose che hanno scritto mi sembrano vadano bene. Noi abbiamo dei problemi con gli sponsor: per prima cosa, adesso a turno mi faccio pubblicità per un paio di mesi e poi, magari, hanno anche l’azienda in crisi e ci dicono: “Come facciamo noi , se ci mettono in cassa integrazione, a lavorare per te come sponsor?”. Perciò, sarà un bel disastro. Per quanto riguarda il corona virus, io ho quasi 60 anni, ma non ho mai visto niente di simile a quello che questo virus ha potuto generare.

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