Kleb Basket Ferrara, il presidente D’Auria: “Danni economici intorno ai 200.000 euro. Aiuti dalla FIP? Spetta a noi rialzarci, adesso”.

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui

La redazione di SuperNews intervista il presidente del Kleb Basket Ferrara Francesco D’Auria. Tra i vari argomenti di discussione, l’umore della società dopo la chiusura del campionato, i danni economici subìti e l’eventuale ripartenza dell’attività agonistica. D’Auria conclude, infine, con una personale opinione su quali debbano essere le basi per un nuovo futuro del basket.

Quali sono le condizioni di salute della squadra? Gli atleti stanno svolgendo esercizi e seguendo una dieta alimentare specifica?
Fortunamente stiamo tutti bene, non abbiamo riscontrato alcun caso di CoVid19. Il nostro preparatore fisico ha assegnato delle diete particolari agli atleti e degli esercizi specifici da svolgere in casa.

Come è stata accolta dalla società la decisione della chiusura del campionato?
Credo sia stata una decisione saggia e giusta. La Serie B aveva già avanzato la richiesta alla FIP dell’annullamento del campionato, e la Federazione l’ha accolta. Al contrario, noi ci siamo adattati all’A1, aspettando fino alla fine per capire se ci fossero margini per una ripresa. Tuttavia, è subentrata la consapevolezza dell’impossibilità di continuare la stagione, quindi abbiamo accettato la decisione.

Qual è l’umore del Ferrara Basket? Gli atleti potrebbero avere una destabilizzazione psicologica, in un periodo di stasi così prolungato?
No, non ci saranno destabilizzazioni, perché parliamo di giocatori professionisti. Noi abbiamo uno staff dirigenziale che ha fatto la differenza, quest’anno. Ovviamente, l’amaro in bocca rimane, dal momento che ci aspettavamo di giocare i playoff. Siamo una delle poche società che ha fatto pochissimi movimenti di mercato in entrata, quindi eravamo pronti a integrare qualche nuovo giocatore per competere nella fase decisiva del campionato. Tuttavia, siamo molto tranquilli, poichè noi non siamo una di quelle società che aspirava necessariamente alla Serie A1. Semplicemente, avevamo come obiettivo far meglio dello scorso anno, e credo che ci siamo riusciti.

Siete fiduciosi di una ripresa dell’attività entro il 18 maggio, data indicata dal presidente del Consiglio Conte?
Il presidente Conte, dal mio punto di vista, ha fatto un’analisi corretta della situazione. Il problema non è la data del 18 maggio. Noi adesso stiamo affrontando la chiusura della stagione 2019/2020, anche per ciò che riguarda la parte contrattualistica. Quindi, dal momento che un giocatore viene pagato, concludendo così la stagione, a partire dal 18 maggio, noi offriremo ai nostri atleti, anche se non sono più sotto contratto, questo tipo di servizio, ovvero tenerli allenati anche se non sappiamo se rimarranno a Ferrara il prossimo anno. Questo lo facciamo per una questione sportiva. Mi aspettavo che la ripresa dell’attività fosse ancora più lontana del 18 maggio, quindi sono contento. Il nostro sport prevede il contatto fisico, per questa ragione ci stiamo informando con esperti di impiantistica tecnologica per capire come attuare eventuali piani di sanificazione del palazzetto, controllo delle temperature e tutto ciò che serve per mantenere le norme sanitarie.

A quanto ammontano le perdite economiche della società?
Secondo me, per una società come la nostra, le perdite non sono inferiori ai 100.000 euro. Abbiamo degli sponsor che hanno sospeso il pagamento, e non sappiamo se porteranno a termine l’impegno economico preso con la società. Siamo una delle poche squadre che ha giocato una partita a porte chiuse in casa, un grande danno economico vista l’assenza del pubblico. Inoltre, l’assenza degli incassi derivanti dalle partite dei playoff risulta un altro fattore di perdita. Ci aggiriamo, quindi, intorno ai 200.000 euro di danno. Tuttavia, adesso è il momento di rimboccarsi le maniche e aiutarsi a vicenda. Non possiamo restare ad aspettare che il Coni o la FIP ci rimborsino le perdite economiche, perché non succederà mai, nè che gli sponsor ci vengano a cercare chiedendoci la partnership. Bisogna creare dei nuovi modi per fare marketing. Noi Kleb Basket Ferrara stiamo già lavorando su questo.

Di cosa ha bisogno la pallacanestro per riprogrammare il futuro?
Ci vogliono sicurezze sui tempi di ripartenza e su come poter garantire una ripartenza a porte aperte. Bisogna rimanere lucidi, attendere che si trovi l’antidoto per sconfiggere il CoVid19 e ripartire con il campionato anche a dicembre, senza avere fretta.

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