Dinamo Sassari, il gm Pasquini: “Promozioni e retrocessioni? In Serie A2 me le aspetto. Il basket necessita di concretezza”.

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui


La redazione di SuperNews intervista il gm della Dinamo Sassari Federico Pasquini. Tra i vari argomenti affrontati, l’umore della società dopo le decisioni della FIP riguardanti la chiusura del campionato, le mancate promozioni e retrocessioni e i danni economici subìti dalla società. Pasquini conclude, infine, esprimendosi su quali basi debba ripartire la pallacanestro.

Quali sono le condizioni di salute della squadra e della società della Dinamo Sassari?
Stiamo tutti bene. Siamo rientrati da Burgos l’11 marzo, dopo la fase di Champions League. Da allora, abbiamo fatto due settimane in quarantena qui in Sardegna. Dopodiché, i giocatori sono rimasti più o meno un mese, per capire quale piega prendesse la situazione CoVid19. Nel momento in cui, poi, si è deciso per la chiusura del campionato, pian piano sono tutti rientrati presso le proprie case. Fortunatamente, nessuno ha riscontrato alcun tipo di sintomatologia legata al virus.

Come è stata accolta dalla società la decisione della chiusura del campionato?
In fin dei conti, in Italia abbiamo ragionato tutti nella stessa maniera: la priorità è stata ed è la salute. E’ una fase incredibile, una tragedia inaspettata che ha generato numeri spaventosi di casi. Chiaramente, davanti a tutto questo, ci siamo convinti della necessità di anteporre la salute allo sport. Non vedevamo alternative alla decisione presa dalla FIP, assolutamente condivisa dalla Dinamo.

Qual è l’umore della Dinamo Sassari? Quanto può essere dannosa l’impossibilità di disputare i playoff?
Penso che, da un punto di vista prettamente umano, dia fastidio, dal momento che per noi è un lavoro, ma in primis un hobby. Quando inizi a fare della pallacanestro il tuo lavoro, raggiungendo il sogno che avevi da bambino,  è difficile accettare una decisione del genere. Noi viviamo secondo i ritmi del campionato della pallacanestro, quindi essere privati di questo significa essere privati di parte della propria quotidianità. Tuttavia, secondo un ragionamento economico-societario, è risaputo che il basket si regga sugli incassi che un playoff può garantire, insieme alla possibilità di poter arrivare in fondo alla competizione. Quindi, è evidente che l’impossibilità di giocare i playoff sia un danno importante, costituito dal dato numerico di un mancato incasso che si unisce alla consapevolezza della propria competitività. Inoltre, è importante anche parlare degli sponsor, che in una situazione delicata come quella che stiamo affrontando, hanno la priorità di pensare alla propria attività e ai propri dipendenti, prima che allo sport.

A quanto ammontano le perdite economiche della Dinamo, dopo la decisione della chiusura della stagione?
Credo che, per quasi tutte le società d’Italia, il danno economico si aggiri intorno al 30-40% del budget. La pallacanestro, non avendo la risorsa degli introiti derivanti dai diritti televisivi, a differenza del calcio, si basa sulle sponsorizzazioni e gli incassi del botteghino. La situazione, quindi, è ben diversa. Quando iniziano a mancare gli incassi, per una società come la Dinamo che era abituata al “tutto esaurito”, e le cento aziende che collaborano con noi a livello di sponsorizzazione iniziano ad accusare il colpo dell’emergenza CoVid19, è normale che tutto ciò destabilizzi le società sportive.
Ora, secondo me, bisognerà essere bravi a pianificare dei progetti che abbiano due o tre anni di vita da qui in avanti, e andare a togliere una fetta di budget ogni anno, per poi riuscire, fra due o tre anni, a ritornare alla condizione in cui eravamo prima del coronavirus.

La società approva la decisione della FIP riguardante le mancate promozioni e retrocessioni?
Io ho un’idea un po’ diversa. Quando hai giocato indicativamente venti partite in Serie A1 e circa ventisei in Serie A2, secondo me si hanno gli strumenti per capire chi possa essere premiato. Parlando di calcio, mentre per la Serie A l’assegnazione dello scudetto sembra essere utopia, non capisco il perché alcune squadre della Serie B, che hanno talmente tanto vantaggio, come il Benevento, non debbano essere premiate, essendo così vicine al traguardo. Quindi, dalla Serie A1 di pallacanestro non mi aspetto l’assegnazione dello scudetto, ma per la Serie A2 potrei aspettarmi qualcuno che venga promosso e qualcuno che invece venga retrocesso.

Di cosa ha bisogno la pallacanestro per riprogrammare il futuro? Quali passi falsi sono da evitare, al contrario?
Ho letto tante proposte utopiche, fantastiche. La cosa di cui abbiamo bisogno ora, invece, è la concretezza. Quello che deve cambiare è la garanzia economica che i club devono dare. Le squadre dovranno essere in una condizione economica ottimale, dopo che “la macchina sarà rimessa in moto”. Bisogna sfruttare questo periodo di stasi per pianificare e attuare regole solide e concrete, quelle stesse regole che hanno permesso alla Lega tedesca di essere una realtà perfetta. Serve concretezza, niente di più.

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