Vibonese, il ds Lo Schiavo: “Il protocollo sanitario? Quasi impossibile da attuare. Servono immediati aiuti concreti, le riforme vengono dopo”.

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui

SuperNews intervista il direttore sportivo della Vibonese Simone Lo Schiavo. Il diesse ci ha informato sullo stato di salute della squadra, ci ha fornito alcuni dettagli economici dopo la crisi generata dall’emergenza CoVid19 e ha infine espresso la propria opinione in merito alla delicatissima situazione della Lega Pro.

Quali sono le condizioni di salute della squadra e della società della Vibonese?
Noi, in Calabria, fortunatamente abbiamo subìto poco l’influenza del coronavirus, rispetto ad altre zone d’Italia. I ragazzi sono stati seguiti dal nostro staff medico e nessuno ha riscontrato sintomi legati al virus. I nostri giocatori hanno seguito un programma di allenamento personalizzato da poter svolgere in casa.

Gli allenamenti sono stati ripresi?
Non ancora. Siamo in attesa delle decisioni che verranno prese dall’Assemblea di Lega Pro, che si terrà oggi, prima di prendere qualsiasi iniziativa. Aspettiamo le direttive delle istituzioni. Per questa ragione, i nostri giocatori continuano ad allenarsi individualmente presso le proprie abitazioni.

Quali soluzioni sperate che possano essere adottate dall’Assemblea di Lega che si unirà a breve?
Noi siamo aperti a tutti i tipi di soluzione. Ovviamente, sarà difficile riprendere l’attività, dal momento che in Serie C le società non hanno le stesse risorse di quelle di Serie A. L’adozione del protocollo sanitario è quasi impossibile da seguire per la Lega Pro, e soprattutto si rischia di sconfinare nella prossima stagione. Dobbiamo capire, quindi, in caso di stop del campionato, come evolverà la situazione.

Quali norme sanitarie saranno adottate in caso di ripresa dell’attività agonistica?
Il protocollo sanitario si compone di una serie di prescrizioni che vanno dai tamponi, ai ritiri, alla sanificazione dei centri sportivi. Si tratta di norme che in Lega Pro sarebbero difficilmente attuabili.

La Vibonese ha effettuato dei tagli, dal punto di vista economico, a causa della crisi generata dall’emergenza CoVid19?
La Vibonese non ha effettuato alcun taglio economico ai compensi dei suoi tesserati. Merito di una società molto solida e seria. La proprietà si è dimostrata comprensiva con tutti, e ha portato a termine tutti gli impegni economici previsti.

Quali sono gli strumenti necessari per salvare la Lega Pro da questa crisi?
Bisogna studiare un piano di aiuti economici per la Lega Pro, poiché le società in questa Serie, come anche quelle dei settori giovanili, subiranno maggiormente la crisi economica generata dal CoVid19.
Non ci sarà la possibilità dell’incasso del botteghino, inoltre noi, contrariamente alla Serie A, dai diritti tv non riceviamo quasi nulla, è un mondo diverso il nostro. E’ necessario che il Governo costruisca un piano di sgravi fiscali, non si può prescindere da questo, poichè i presidenti delle società non possono caricare unicamente sulle loro spalle il peso degli oneri tributari. E’ giusto che si dia un aiuto alle società di Serie C, poiché molte di esse rischiano di sparire.

Dunque, si tratta di quel tipo di riforme che il presidente Ghirelli sta cercando di portare avanti?
Sì, anche se le riforme, secondo la mia opinione, non sono la priorità, al momento. La priorità ora è salvare il sistema calcio e in particolare la Lega Pro. Soltanto dopo si potranno attuare le riforme.
Da due mesi, le società della Serie C non ricevono alcun incentivo e alcuna risposta ai loro problemi, per questo motivo bisogna agire in fretta, aiutarle in maniera concreta, prima che la situazione diventi irreversibile.

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