Pugilato: Il gladiatore alla conquista di Las Vegas

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui

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Il campione ventiseienne dei supermassimi Guido Vianello sta portando una ventata di aria fresca al futuro del pugilato italiano?  Il giovane vive negli Usa, dove questo sport gode di maggiore considerazione rispetto all’ Italia.
In America, come ha ribadito in diverse interviste il pugile, si organizzano grandi eventi  di pugilato, e lo sparring si affronta con atleti abbastanza duri, per cui ci si fortifica con tali allenamenti e ci si prepara ai match importanti.
Il desiderio più  grande del Gladiatore, così  viene soprannominato Vianello, e non solo per la maschera da gladiatore con cui si presenta prima di ogni match, ma anche per la sua possente stazza fisica, è  di organizzare un maxi evento pugilistico a Roma, proprio con l’intento di rilanciare questo affascinante sport,  fatto di sudore e sacrifici, nel nostro paese.  Noi lo speriamo insieme a lui, perché  il pugilato insegna la disciplina e il rispetto delle regole e dell’avversario, sul ring e al di fuori, nella vita, e aiuta ad affrontarla con tenacia e determinazione per raggiungere importanti obiettivi esistenziali.
Grazie a questo ragazzo, sarà  possibile forse abbattere un altro brutto stereotipo: quello di associare la boxe alla vita di strada di molti pugili prima del successo, unica via  per riscattarsi dalla miseria, escludendo una vita normale e l’istruzione, infatti Vianello studia scienze politiche e contemporaneamente continua la sua brillante carriera nella boxe, senza contare anche la sua grande passione per il piano, regalandoci  poi sul ring incontri entusiasmanti ed adrenalinici, e di sicuro arriverà  in alto, onorando il nostro paese come altri campioni del passato.

Di seguito riportiamo l’intervista che il giovane boxeur  Vianello ci ha gentilmente rilasciato.

1) Siamo pronti per sbancare Las Vegas?

Guido:” Sono pronto a sbancare con la boxe, ma non con i casinò, per fortuna non sono un appassionato del gioco”.

 

2) L’ America le sta dando una grande possibilità,  che in Italia difficilmente avrebbe avuto; quando è  scattata in lei la molla che l’ha spinta oltreoceano?

Guido:” È  scattata quando incontrai a Londra il mio attuale manager San Jones.Tra di noi è  nata subito una bella intesa, ed è  grazie a lui se ho firmato con la Top Rank di Bob Arum”.

 

3) Quali sono state le emozioni e le sensazioni che ha vissuto sul ring il giorno del primissimo incontro della sua vita americana?

Guido:”  Ho esordito al Madison Square di New York, avevo tanta tensione, dato il luogo sacro in cui mi trovavo”.

4) Quando ha capito che il pugilato avrebbe preso il posto della racchetta da tennis? Come ha reagito la sua famiglia a questa decisione?

Guido:Per caso sono entrato in una palestra di boxe all’età  di 15 anni. La mia famiglia era un po’ spaventata, ma poi non ci siamo più  fermati”.

5) Dei sei incontri disputati,  quale è  stato il più  difficile per lei e le criticità trovate?

Guido:” Tutti e sei sono stati facili.Ora le difficoltà maggiori le trovo in palestra con
forti sparring partners”.

6) Rispetto a qualche anno fa lei sembra aver cambiato modo di boxare: è  corretta questa impressione?

Guido:” Sono migliorato molto. Qui sanno come impostare al meglio i pugili”.

7) Quale è  l’alimentazione tipica del pre-gara di un peso massimo di 108 kg, come  cura l’agilità e la resistenza?

Guido:” Mangio molto ma pulito senza condimenti extra o fritti. L’ abilità  la curo sul ring cercando di muovermi molto e alterno corsa e bici per aumentare la resistenza, oltre ovviamente a fare tanto sparring”.

 

8) In cosa consiste la prepugilistica, che spesso viene utilizzata in parte come allenamento aerobico bruciagrassi nelle comuni palestre?

Guido:” È  un semplice allenamento divertente per provare a grandi linee cosa è  la boxe”.

9) Quante ore si allena a settimana un pugile professionista? Come programma i giorni di scarico del pre-incontro?

Guido:” Mi alleno 2 volte al giorno fino al sabato.
La settimana pre-match faccio solo un’ora al giorno di mantenimento ed il giorno prima dell’evento, riposo completo “.

10) È  consapevole che con il passare del tempo il livello dei suoi avversari sarà  sempre maggiore in vista della scalata mondiale?

Guido:” Assolutamente si. Sono qui per scalare la classifica un passo alla volta”.

11) A quali pugili si ispira quando combatte sul ring?

Guido:” Mi ispiro a Wladimir Klitscho e Tyson Fury”.

 

12) Dove pensa di poter migliorare ancora?

Guido:” Devo migliorare nel combattere più  riprese con la stessa intensità “.

13) Da ex carabiniere, come sta vivendo il dramma della morte di Jeorgie Floyd?

Guido:” Sono molto amareggiato.Per me non esistono né  distinzioni di razza né  di sesso”.

14) Da quanto tempo non vede i suoi cari? Immagino le manchino molto!

Guido:” Non li vedo da gennaio. Sto vedendo crescere la figlia di mia sorella su WhatsApp, che ha 9 mesi. Mi dispiace  ma fa parte del gioco la lontananza da tutto “.

15) Tutti sappiamo che il suo sogno è  quello di realizzare  un grande evento di boxe a Roma, con personaggi illustri, tra cui Totti,  ci promette che inviterà  anche noi di Supernews?

 

Guido:” Ci proverò!”.

 

16) Facendo un parallelo scherzoso con il tennis è  meglio evitare un ace di Goran Ivanisevic o un jab sinistro di Guido Vianello?

 

Guido:” Il tennis fa male, ma la boxe di più “.

Non ci resta che salutare il nostro campione e fargli un grandissimo in bocca al lupo per l’incontro contro Don Haynesworth, che si terrà all’MGM Grand di Las Vegas il 9 giugno.

Forza Guido!
L’ Italia della boxe(e non solo) tifa per te, anche perché  sappiamo che da tempo ormai il tuo sparring partner è  un certo Tyson Fury, che è  il detentore del titolo mondiale WBC nella categoria dei pesi massimi!

 

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