Fabiano Santacroce a SuperNews: “Napoli-Milan 1 a 3? Errori evitabili in difesa, ma ottimo lavoro di Gattuso. Crespo l’attaccante più difficile da marcare”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui


SuperNews ha intervistato Fabiano Santacroce, ex difensore di Como, Brescia, Napoli, Parma, ma anche della Nazionale Under 21 nell’annata 2007-2009. Il giocatore brasiliano ha ripercorso ai nostri microfoni le sue esperienze calcistiche più significative, come l’esordio in Serie B con il Brescia a 19 anni, quello in Serie A con la maglia del Napoli nel 2008 e la parentesi nel Parma nel 2011. Infine, Santacroce ci ha parlato del rapporto con alcuni dei suoi mister, Borgonovo e Reja su tutti, e si è espresso sul match Napoli-Milan di ieri, finito 1 a 3.

Hai iniziato a giocare nel Como, in C1, poi nel 2005 il tuo esordio in Serie B con il Brescia. Come valuteresti la tua permanenza a Brescia? Cosa prova un ragazzo di 19 anni ad esordire in Serie B?
Tante emozioni. Il Brescia era davvero una bella società, una piazza molto seguita. Entrare in campo con lo stadio pieno di gente era fantastico. Inoltre, il mio esordio è stata opera di un allenatore del calibro di Zeman, una figura che guardavo in televisione, quando ero bambino, e da cui mi sono ritrovato ad essere allenato. E’ stato molto emozionante.

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Nel 2008 diventi un giocatore del Napoli. Esordisci in Serie A a 21 anni, in Napoli-Udinese 3 a 1. Cos’hai provato ad entrare al San Paolo gremito di tifosi?
Una splendida sensazione, anche perché il San Paolo è uno degli stadi italiani che fa più effetto, non è semplice giocarci e non possono giocarci tutti. Ricordo di aver dovuto marcare giocatori come Di Natale, Quagliarella e altri campioni del calcio italiano. E’ stata un’emozione fortissima, soprattutto perché esordivo in Serie A a vent’anni.

Al Napoli sei stato sotto la guida del tecnico Reja. Che rapporto avevi con il mister?
Reja è un signore. Prima di essere un grande allenatore, è una grandissima persona. Mi ci sono trovato benissimo. Reja è un tecnico che tiene al rapporto con i suoi giocatori, e questo è stato fondamentale per farmi ambientare in una realtà difficile come la Serie A.

C’è un allenatore che ti ha lasciato qualcosa in più rispetto agli altri?
Borgonovo. Ho avuto la fortuna di essere un suo allievo durante le giovanili. E’ stato colui che mi ha insegnato a giocare con passione, a non rinunciare al divertimento, ma anche al lavoro duro.

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Perché hai lasciato i partenopei?
Ho subìto due infortuni importanti alle ginocchia. Avevo bisogno di giocare, ma con mister Mazzari non avevo la possibilità di farlo. Non trovavo spazio. Così, ho deciso di giocare qualche anno all’estero.

Il Napoli è stato il club che ti ha permesso maggiormente di esprimerti? Sei ancora in contatto con alcuni ex compagni?
Sicuramente, il Napoli mi ha dato più visibilità, anche se poi il mio rendimento è stato compromesso dai miei infortuni, che non mi hanno permesso in seguito di esprimere a pieno le mie qualità calcistiche. Per quanto riguarda i miei ex compagni di squadra, sì. Sento spesso Lavezzi e Hamsik. Siamo rimasti molto legati.

Nel 2011 sei approdato al Parma. Che parentesi è stata quella in Emilia-Romagna?
Gradevole. Un’esperienza gradevole, ma finita nella maniera peggiore possibile, dal momento che sarebbe arrivato il fallimento della società. Infortuni a parte, sono stato bene, avevamo un buon gruppo, che era riuscito a raggiungere l’Europa League, e credo di aver dato il mio contributo alla crescita del club.

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Uno degli attaccanti che hai marcato con maggiore difficoltà?
Crespo è stato uno degli attaccanti che mi ha dato più filo da torcere.

Ieri il Napoli ha perso 1 a 3 contro il Milan. Cosa è mancato ai partenopei?
Il Napoli ha fatto degli errori a livello difensivo, sulle occasioni da gol del Milan, che sono assolutamente da evitare. Tuttavia, credo che i partenopei non abbiano disputato una cattiva partita. Sicuramente, serve più velocità e concretezza, ma il Napoli non ha giocato male. Credo che Gattuso stia facendo un ottimo lavoro, la squadra è in crescita e ha dei grandissimi giocatori, con un grande potenziale di ulteriore miglioramento.

Per quanto riguarda il Milan, secondo te può ambire alla top 3 della classifica?
Sì, può ambire alle prime tre posizioni. E’ una squadra molto giovane, per questo deve stare attenta ai possibili momenti di crisi, che sono i più difficili da gestire e quelli che richiedono un po’ più di esperienza in campo. Tuttavia, il Milan è una squadra che si fa valere in questo campionato.

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