Simone Cremisio a SuperNews: “Giusta la sospensione dei campionati da parte della FIPAV. Spero che le istituzioni non si dimentichino di noi”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui


SuperNews ha intervistato Simone Cremisio, ex pallavolista e oggi allenatore della squadra maschile di Serie B dell’Amis Admo Chiavari Lavagna. La squadra risulta ferma, insieme a tutte quelle dei campionati inferiori alla massima serie, dopo la decisione della FIPAV di sospendere i campionati di pallavolo, ad eccezione di quello di Serie A. Il nostro intervistato ci ha parlato della realtà dell’Amis Admo Chiavari Lavagna e del particolare momento che la squadra, la società e in generale il mondo del volley sta attraversando.

Come è nata la passione per la pallavolo e il desiderio, poi, di intraprendere la carriera da allenatore?
Ho iniziato a giocare a pallavolo fin da bambino, poiché in famiglia era una passione molto radicata. Sono nato e cresciuto nella società in cui tutt’ora lavoro, dove ho giocato per tanti anni. Il mio ruolo era quello del palleggiatore. Sono stato giocatore per tanto tempo, ho disputato gare in giro per l’Italia. Dal 2009, l’Amis Chiavari e l’Admo Volley si sono unite sul territorio dando vita ad un’unica realtà pallavolistica. Durante la mia carriera ho giocato ad Asti, poi sono rientrato a Lavagna, nel “periodo d’oro” in cui siamo riusciti a conquistare il campionato di B1, mentre tra il 2007-2009 sono sceso in Puglia a giocare a Fasano e ad Alberobello. Ho terminato la carriera da pallavolista quando è nata la mia bambina. Intraprendere la carriera da allenatore è stata una conseguenza naturale. Da sette anni seguo la prima squadra maschile, in un percorso bellissimo che ci ha portato dalle giovanili alla promozione in Serie B dello scorso anno. Eravamo saliti in B già tre anni fa, ma per via delle spese troppo alte da affrontare e per l’organico molto giovane abbiamo deciso di rinunciarci. Tuttavia, l’anno scorso si è presentata l’occasione giusta. Eravamo partiti bene, avevamo vinto tutte le partite ed eravamo primi in classifica in Liguria. Così, abbiamo accettato la proposta della FIPAV del reintegro in Serie B. Non sapevamo cosa ci aspettasse dal punto di vista dell’emergenza sanitaria, ma ci siamo preparati ad affrontare questa avventura.

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I campionati di volley, eccetto quello di Serie A, sono stati sospesi a causa dell’emergenza sanitaria. Come è stata accolta questa decisione in casa Amis Admo?
Abbiamo accolto questa decisione come abbiamo accolto tutte le altre decisioni che viviamo giorno per giorno. Stiamo vivendo di settimana in settimana. Due giorni fa abbiamo scoperto che la Liguria sarebbe diventata “zona arancione”. Dunque, bisogna attrezzarsi e permettere ai ragazzi di allenarsi, di fornire loro le autocertificazioni e fare tutto ciò che possa consentire agli atleti di svolgere gli allenamenti. Noi cerchiamo di aiutarli in tutto questo e di seguire i protocolli della FIPAV. La Federazione, secondo me, si è mossa molto bene, perché non è facile in questo momento prendere determinate decisioni. Ci vorrebbe più collaborazione da parte delle istituzioni politiche e dei comuni. Il nostro è un mondo che ha bisogno di sostegno, altrimenti rischia di andare in sofferenza. Questo discorso vale soprattutto per le piccole società, che fanno tantissima fatica a reggere questa situazione e che probabilmente non riusciranno a sopravvivere.

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Gli allenamenti continuano ad essere svolti? Se sì, in che modalità?
Noi stiamo seguendo i protocolli emanati dalla Federazione e dal governo. Per la Serie B maschile, abbiamo svolto dal 19 al 30 ottobre tutti i test sierologici al gruppo squadra, allo staff medico, alla dirigenza e a tutte le persone che ruotano intorno all’orbita della prima squadra. Fortunatamente, abbiamo la possibilità di allenarci nel palazzetto Parco Tigullio, a Lavagna, quindi non abbiamo avuto problemi per quanto riguarda l’utilizzo dell’impianto. Stiamo consentendo gli allenamenti solo agli atleti ai quali è concesso, quindi abbiamo dovuto fermare tutti i ragazzi delle prime divisioni, sia maschili che femminili, tutti i ragazzi over, tutti i piccoli, molti dei quali si affacciavano per la prima volta al mondo della pallavolo. E’ un peccato aver dovuto fermare l’attività. Per tutte queste ragioni, il nostro obiettivo è far lavorare almeno gli atleti che ne hanno voglia nel rispetto dei protocolli. Certo, la mancanza dell’elemento “partita” è un problema, dal momento che è un po’ il test di tutto ciò che si svolge in allenamento, però in questo momento difficile rinunciamo alla programmazione e puntiamo a far divertire i nostri ragazzi.

Credi che uno stop di questo tipo possa essere nocivo ai fini del rendimento e della classifica in generale?
Secondo me, i campionati che verranno fuori saranno molto particolari, probabilmente anche un po’ falsati, come sta succedendo ed è successo nelle categorie di Serie A: alcune partite vengono sospese, alcune squadre non giocano anche per un mese, alcuni giocatori non sono disponibili, ecc. Non so quali saranno gli scenari futuri, ma al momento la decisione della sospensione credo sia quella migliore, anche per via della poca chiarezza sull’organizzazione e sul modo di procedere.

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Quali sono gli auspici per il 2021? Si può sperare in una graduale riapertura dei palazzetti?
Spero che tutto torni alla normalità nel più breve tempo possibile, così come spero di poter ritornare a giocare in presenza del nostro pubblico, un elemento essenziale del nostro sport. Entrare in un palazzetto pieno di tifosi riempie di gioia. Il nostro, poi, è un pubblico costituito da amici, familiari, da tutte le persone legate al territorio e alla squadra. L’auspicio è quello che di possa tornare gradualmente alla normalità. Purtroppo, ci vorranno mesi prima di ottenere questo. Tuttavia, magari con la scoperta di soluzioni a livello medico-scientifico e con il conseguente miglioramento dei dati, spero si possa tornare a respirare un po’ di normalità e rivivere le emozioni che vivevamo prima di questa pandemia. Spero che le istituzioni politiche non si dimentichino di noi e che ci aiutino a rialzarci.

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