Umberto Zapelloni in esclusiva a Supernews: “Nel 2021 la Ferrari dovrà limitare i danni. Hamilton nella top 5 della storia della F1”

Pubblicato il autore: Mattia Dalmazio Segui


Supernews ha avuto l’onore e il piacere di intervistare una delle firme più apprezzate e più esperte del mondo dei motori e in particolare della F1, Umberto Zapelloni, vicedirettore de “La Gazzetta dello Sport” per oltre dodici anni e attuale inviato sulla Formula 1 per  “Il Giornale” e  per “Il Foglio” , scrittore di tanti libri di successo sulla F1, tra cui “Il grande libro della F1” scritto insieme a Luca Dal Monte con la prefazione del pilota della Ferrari Charles Leclerc e “La storia della F1 in 50 ritratti”, scritto insieme a Roberto Rinaldi. Il  giornalista e scrittore lombardo ha analizzato i temi del passato, del presente e del futuro della  massima categoria automobilistica.

Anche quest’anno, la Mercedes sembra star già prendendo il largo con Hamilton e Bottas: crede che il prossimo anno le Ferrari siano in grado di recuperare il divario accumulato in questa stagione?

Credo che l’anno prossimo la Ferrari  non lotterà per vincere il Mondiale, ma non lo credo solo io: lo credono anche Binotto, Camilleri e il presidente Elkan. Sarà una Ferrari che lotterà per il podio, questo sì, ma per il Mondiale la vedo molto difficile, bisognerà attendere il 2022 per questo.

Che cosa le piace di questa stagione di F1?

In questa stagione mi piace che siano riscoperti o scoperti alcuni circuiti molto belli , “duri e puri” come ha detto lo stesso Hamilton, perché correre a Imola o al Mugello, o anche a Portimao, ha portato una ventata di novità a questa F1, che poi è tornata anche al Nürburgring, molto più belli questi circuiti rispetto a tanti altri a cui siamo abituati a vedere la Formula 1.

La F1 di trent’anni fa, agli occhi dei tifosi, appare come “la vera F1”. Quanto di vero c’è in questo? Non si rischia di richiamare i tempi che furono per pura e semplice nostalgia?

Non so se sia vera o falsa. La Formula 1 di trent’anni fa era sicuramente diversa, perché si rischiava molto di più, i piloti di allora rischiavano la vita. Inoltre, probabilmente erano più a contatto con la gente rispetto a quelli di oggi, anche se si sta cercando di cambiare questa tendenza grazie ai social. Nella F1 di trent’anni fa, c’erano meno case costruttrici coinvolte rispetto ad oggi, e c’era più libertà di azione da parte dei piloti, che forse erano un po’ più autentici. Tuttavia, ricordo che i giovani che stanno arrivando oggi possono restituire alla F1 quella allure che c’era a quei tempi.

Tra le grandi rivalità della storia, se dovesse sceglierne una, quale sceglierebbe?

Per me, la rivalità della storia per la F1 è quella tra Senna e Prost. L’ho vissuta in prima persona, ai tempi in pista come inviato de “Il Giornale”. E’ sicuramente il più grande duello della F1 , forse uno dei più grandi della storia dello sport. L’augurio é che un domani possano essere Max Verstappen e Charles Leclerc a ripetere un duello di quel tipo, un duello senza limiti, senza freni, una sfida che è anche andata spesso oltre i limiti regolamentari, ma pur sempre una lotta tra due uomini veri. Senna e Prost sono due piloti che non si sono mai risparmiati, ma che si sono stimati profondamente, come dimostra l’ultimo colloquio via radio a Imola in quel maledetto 1994.

Parliamo dei circuiti : non crede che, fermo restando l’importanza della sicurezza, si sia perso il senso del motorsport con questi enormi parcheggi senza personalità dell’era Tilke?

I tilkodromi, come sono soprannominati gli autodromi progettati da Tilke, non sono belli da vedere e forse non sono neanche belli ed emozionanti da percorrere. Quest’anno, La Formula 1, in questa stagione sfortunata e maledetta in cui ha dovuto combattere contro il virus, ha comunque riscoperto degli autodromi veri, e spero che tutto ciò possa essere d’aiuto. Stefano Domenicali, quando dovrà fare i calendari del futuro, dovrà certo guardare al portafoglio, ma credo che la tradizione e la bellezza di certe piste non vada ignorata.

Hamilton è un fenomeno non solo al volante, ma anche fuori dai circuiti. È un personaggio che fa tendenza, ma resta un grandissimo atleta. Che ruolo assegna al campione della Mercedes nella storia della F1 e del motorsport?

Quando in primavera avevo pubblicato il mio libro sulla Formula 1 in 50 ritratti, Lewis Hamilton era in copertina insieme a Michael Schumacher , Enzo Ferrari e Ayrton Senna, per cui già questo dimostra quale reputazione io abbia di Hamilton. E’ sicuramente nei top 5 della storia della F1

Verstappen, Leclerc, Norris, Gasly e Russell : chi diventerà un giorno campione del mondo?

Si diventa “campione del mondo” perché si guida una macchina che ti permette di diventare campione del mondo. Ayrton Senna, Michael Schumacher o Lewis Hamilton, con la Minardi di allora, non sarebbero mai diventati campioni del mondo, nonostante la bontà di quel progetto. Molto dipenderà dalle macchine che avranno a disposizione. Credo che Leclerc, Verstappen e forse anche Norris abbiano le qualità per diventare campioni del mondo. Russell sbaglia un po’ troppo, soprattutto in gara piuttosto che in qualifica, dove invece dimostra di essere un grandissimo pilota. Gasly lo vedo leggermente inferiore agli altri, però Verstappen e Leclerc credo che abbiano le doti e le qualità per arrivare in alto. Tuttavia, tutto dipenderà dal tipo di macchine che guideranno.

Mick Schumacher sta calamitando l’attenzione, per il cognome ingombrante, ma anche per le sue ottime doti di guida: Mick è pronto per il salto in F1?

Fino a qualche tempo fa, Mick Schumacher era soltanto un cognome, mentre adesso è molto di più, perché ha dimostrato di essere un ragazzo che si applica e che, nonostante non abbia il talento puro del padre, stagione dopo stagione è sempre migliorato. Impara dai suoi errori e da quello che fa in pista. Mick ha migliorato il suo rendimento nella seconda stagione in F2, quindi credo che abbia qualità per migliorare in F1, anche perché, fino a poche settimane fa, avevamo un Magnussen o un Grosjean in Formula 1, e credo che Mick, ma anche qualche suo compagno di avventura in F2, abbia le carte più in regola di questi ultimi.

L’impressione è che in Ferrari stiano già pensando alla rivoluzione del 2022. E’ così?

La Ferrari sta cercando di limitare i danni in questa stagione e cercherà di fare altrettanto nella stagione 2021. Dopodichè, si concentrerà sul 2022. La domanda che ci facciamo è: gli uomini che ci sono oggi in Ferrari possono garantire un 2022 all’altezza di Mercedes e Red Bull? L’augurio é che sia possibile, anche se credo che, senza rinforzi di qualità, la Ferrari rischi molto sia nel 2021 sia nel 2022.

Chiudiamo dando un aggettivo ai piloti del presente e del passato:

Lauda: Dissacrante

Prost: Professore

Senna: Immenso

Gilles Villeneuve: Puro

Jacques Villeneueve: Sincero

Michael. Schumacher: Perfezionista

Lewis Hamilton: Implacabile

Raikkonen: Glaciale

Alonso: Irascibile

Leclerc: Futurista

Vettel: Incompiuto

Jody Scheckter: Orsacchiotto

Verstappen: Sfrontato

Mansell: Coraggioso

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