Luigi Corino a SuperNews: “Il rapporto con i tifosi è stato meraviglioso. Gascoigne è il giocatore più forte con cui ho giocato”

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

SuperNews ha avuto il grande piacere di intervistare Luigi Corino, attuale vice allenatore delle rappresentative di Lega Pro ed ex difensore con una carriera quasi ventennale nei professionisti, dove ha sempre dimostrato grande impegno e attaccamento alla maglia. Sicuramente la Lazio è stato il club più importante dove ha giocato e proprio della sua esperienza in biancoceleste parliamo in questa intervista.

Ciao Luigi innanzitutto grazie per la tua disponibilità e la prima domanda è sul tuo approdo a Roma nell’estate del 1991 quando il presidente Gian Marco Calleri ti acquistò dalla Triestina: quando sei sbarcato a Roma quali erano le tue aspettative?

Il giorno che fui acquistato dalla Lazio ero in vacanza con mia moglie, ad un certo punto mi chiamò il DS dell’epoca Carlo Regalia per comunicarmi che il giorno successivo avrei dovuto presentarmi a Roma per fare le visite mediche e per firmare. Le emozioni furono fortissime e allo stesso tempo ero carico per iniziare la mia prima esperienza in seria A in una società importante e storica come la Lazio.

Sei stato in biancoceleste per tre stagioni dove ti sei fatto fin da subito amare dai tifosi: quale era il tuo rapporto con loro? E nei derby, che all’epoca erano sentitissimi, come ti sentivi alla vigilia?

Il rapporto con i tifosi nei miei tre anni trascorsi a Roma è stato meraviglioso, il tifoso laziale ha sempre apprezzato calciatori che cercano di dare tutto per la maglia e che non mollano mai, addirittura mi dedicarono un coro che ancora oggi, girando per la città, incontro tanta gente che mi ferma e iniziano ad intonarlo e ogni volta provo un emozione speciale. I derby che ho vissuto sono stati quattro e in due occasioni ho giocato. Personalmente i pre-derby non li ho vissuti benissimo perché provavo grande tensione, probabilmente perché mi sentivo molto coinvolto emotivamente e non vedevo l’ora di scendere in campo.

L’allenatore di quel triennio a Roma era Dino Zoff: come ti sei trovato con lui?

Il rapporto con Mister Dino Zoff è stato meraviglioso;  io arrivavo alla prima esperienza in A e per me è stata una fortuna trovare un allenatore ma soprattutto una persona come lui dove mi ha sempre dato grande fiducia fin dal primo giorno. Noi proponevamo un bellissimo calcio spesso con tantissimi giocatori offensivi contemporaneamente come Gascoigne, Rubén Sosa, Riedle e Doll.

Nella stagione 1992-93 dopo sedici anni siete riusciti con merito a tornare in Europa, con la vittoria decisiva arrivata alla penultima giornata contro il Napoli per 4-3: dopo aver raggiunto l’obiettivo che tutti i tifosi aspettavano con trepidazione, quali sensazioni hai provato al fischio finale?

Tornare in Europa dopo sedici anni, vincendo contro il Napoli fu veramente una grande gioia dopo una lunga cavalcata affrontando squadre più quotate di noi. Aver reso felici i nostri tifosi che ci hanno sostenuto sempre sia in casa che fuori, è stato un grande motivo di orgoglio.

Il 24 aprile 1994, dopo un lungo e grave infortunio mister Dino Zoff ti fece entrare al 70′ nell’ultimo match casalingo stagionale contro il Lecce, con i supporters biancocelesti che ti acclamarono a gran voce nonostante già si sapesse che la stagione successiva non saresti più rimasto a Roma. Te lo aspettavi un commiato così bello? Al fischio finale come ti sei sentito? E fosse stato per te, saresti rimasto a giocare nella capitale?

Il rientro dal mio infortunio al crociato anteriore fu veramente un emozione straordinaria, nell’ultima giornata allo stadio Olimpico sentire tutto lo stadio acclamare il mio nome per vedermi entrare dopo otto mesi, probabilmente è stata l’emozione più grande nella mia vita calcistica.
Io sarei rimasto a vita nella Lazio, in quel momento società e nuovo allenatore optarono per la mia cessione, sinceramente ci rimasi molto male ma questo è il calcio e non sempre le cose vanno come uno desidera.

Sicuramente in quegli anni Paul Gascoigne era un autentico mito per la tifoseria: come era il tuo rapporto con il campione inglese? 

Fin dal primo giorno il mio rapporto con Gascoigne fu molto stretto, infatti nelle partitelle di allenamento voleva sempre che giocassi in squadra con lui perché secondo lui ero un difensore all inglese e spesso stavamo insieme anche dopo l’allenamento ( fino ad una certa ora ahahahaha). Gascoigne è stato una grande campione, chiaramente le sue problematiche extracalcio lo hanno limitato ma sicuramente è il giocatore più forte con cui ho giocato.

Un pensiero sulla Lazio di oggi che in Champions League ha fatto benissimo, mentre in campionato ha perso un pò di terreno: a tuo parere i biancocelesti riusciranno anche in questa stagione a raggiungere l’Europa che conta, oppure sarà difficile bissare la qualificazione per il secondo anno di fila? Contro il Bayern Monaco invece c’è qualche possibilità di passare il turno, oppure è una sfida dal pronostico chiuso contro i campioni uscenti?

La Lazio di oggi ha concentrato le sue energie sulla Champions, ma sono certo che con il recupero di tutti i calciatori e senza l’impegno europeo, sicuramente tornerà in corsa per i primi quattro posti. Il Bayern Monaco è la squadra più forte di Europa, ma la Lazio venderà cara la pelle e nel calcio mai dire mai.

Infine un tuo saluto ai tifosi biancocelesti che leggeranno questa intervista.

Voglio ringraziare tutta la tifoseria della Lazio e augurare buone feste a tutti.

Ringraziamo Luigi Corino per la sua disponibilità augurandogli buon Natale e un felice 2021.

 

 

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