Silvia La Notte: ‘Il ring è un palcoscenico dove dimostrare il mio valore’

Pubblicato il autore: Fosco Taccini

Quando iniziai questo sport non sapevo quello che sarei diventata. Non lo avevo mai pensato, avevo 16 anni e andavo a scuola. I voti erano buoni, andavo a dormire tardissimo per studiare e mi svegliavo prestissimo per ripassare. In questo modo potevo allenarmi sempre tanto, avevo sviluppato inconsciamente un senso di responsabilità incredibile”. Con queste parole si apre la nostra intervista a Silvia La Notte, soprannominata “Little Devil”, una delle atlete più note a livello internazionale nei sport da combattimento. Il suo palmarès è veramente ricco; è campionessa, infatti, in svariate discipline tra le quali figurano: Muay Thai, K1, Savate, Boxe, Kick-Boxing, Full-Contact e Thai Boxe. Questa tenace e combattiva kickboxer milanese ha disputato oltre 130 match e attualmente è anche Personal trainer.

Ciao Silvia, come riscaldamento per questa intervista, elenca i titoli che compongono il tuo palmarès.
Sei pronto?” (sorride)

Mi preparo alla raffica…
Ho subito iniziato a gareggiare con successo. Le parole chiave per me erano: divertirsi, imparare e il gruppo. Queste sono ancora le cose fondamentali per ogni sfida. Ho capito da subito che volevo diventare un punto di riferimento nei sport da combattimento. Nel mio palmarès ci sono: 3 Europeanchampion; Kickboxing WKN; K1 Rules WPKC; 11 World Champions; 3Savate Fis ; 5 K1 Rules WAKO; 2 Japan NET; Muaythai ISKA. La cosa fondamentale è che bisogna avere una gran testa, perché l’aspetto mentale ti spinge oltre il fisico. Il fisico lo puoi costruire, sulle caratteristiche mentali ci puoi lavorare. Ma la determinazione e il senso del dovere non li costruisci, li hai in te

Descrivici una peculiarità di ciascuna disciplina in cui primeggi.
Confrontarmi in sfide difficili, contro i migliori. Questo accomuna tutte le discipline, insieme alla velocità, esplosività delle mie sempre diverse azioni. Ho fatto del mio stile la peculiarità di tutte le discipline nelle quali mi sono esibita”.

Cosa rappresenta per te il ring?
Un palcoscenico dove dimostrare il mio valore catturando l’attenzione degli spettatori, che vengono a vedere lo spettacolo. Inoltre, essendo una ‘piccola donna’ ci sono sempre riuscita”.

In che modo, e quando, è sbocciato il tuo amore per il combattimento?
Per caso quando ho scelto l’unico sport, che poi è diventato tutto per me. Non lo seguivo neanche in tv, ne ho sentito parlare a scuola. Avevo una palestra sotto casa, perciò ho iniziato e non ho mai voluto smettere”.

Quali suggestioni e sensazioni provi prima di un incontro? E dopo?
Sono cambiate negli anni. Prima ci pensavo notte e giorno a un mese dal match. E combattevo più spesso. Ora, è diventato routine: fa parte di me. Finito il match, qualunque sia, non ci penso più anche se è importantissimo. Sono sensazioni stranissime e veloci”.

Cosa caratterizza maggiormente il tuo stile di combattimento? 
“Dinamicità e spostamenti. Tecniche sempre diverse ed esplosive da subito. Uso tutto il ring: inizio come attendista e poi parto con gli attacchi
”.

Raccontaci un aneddoto di un match che ricordi con particolare piacere.
Dovevo fare la semifinale del primo torneo di Tokyo. La mia traduttrice mi disse che la mia avversaria giapponese in un’intervista aveva parlato di me come un piccolo ostacolo per vincere il torneo. Alla fine del match, la mia avversaria, non riusciva più ad aprire gli occhi per i calci presi al viso. E io vinsi il torneo”. (ride)

Quali consigli vuoi dare alle donne che vogliono praticare queste discipline sportive? 
“Per divertimento di farlo assolutamente. Mentre se lo vogliono fare per agonismo: di cambiare paese. Purtroppo l’Italia non è il paese per diventare famosi, soprattutto per le donne
”.

Silvia La Notte: ‘Il mio stile è la sintesi delle peculiarità di tutte le discipline nelle quali mi sono esibita’

Parlaci della tua attività di Personal trainer.
Lavoro a Milano, esattamente in zona centrale per chi la conosce tra Porta Venezia e Porta Romana. Milano è una città che adoro, offre tanto e quindi molta concorrenza. Ora ci sono tantissime palestre rispetto ad anni fa. Sono riuscita, negli anni, a creare una gradevole clientela di ragazzini che vogliono prendere sicurezza in se stessi. I genitori si fidano molto di me e si allenano anche loro con me. Mi diverto molto nel mio lavoro, trasmettendo alle persone la mia esperienza sul ring per affrontare le sfide del quotidiano. Lavoro con ottime persone nella palestra Montenero Boxing club e questo vuol dire molto in un ambiente maschile come questo sport, dove in passato ho avuto molti problemi in altre palestre”.

Silvia quando si toglie i guantoni è…
Una donna con tanta voglia di divertirsi,ridere, uscire, stare in mezzo agli amici, alla gente, ascoltare musica e viaggiare. Dico un sacco di cavolate (ride). Prima andavo spesso a ballare, ora preferisco andare al cinema… E mi piace il mio lavoro, insegnare, conoscere persone che vogliono raggiungere obiettivi, allenarsi divertendosi”.

Una cosa che vorresti gridare? E una che ti piacerebbe sussurrare?
Una cosa che vorrei gridare è: ci sono! Mentre vorrei sussurrare: partiamo…

In chiusura di questa intervista, uno spazio completamente libero per una tua riflessione a piacere.
Ci vorrebbe più pubblicità per questo sport, per ottenere sponsor come in tutto il resto del mondo. Gli atleti dovrebbero essere tutelati, sia quando sono in attività che quando finiscono la carriera,come in altre parti del mondo”.

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