Interviste D valore, Elia Dal Cortivo a SN: “Il calcio è frustrazione e rabbia perché non sempre si vince ma essendo uno sport ti dà sempre una seconda occasione”

Pubblicato il autore: Vincenzo Palumbo Segui

elia dal cortivo
Per la rubrica Interviste D valore, conosciamo oggi Elia Dal Cortivo, giovane difensore che sta attirando l’attenzione con la maglia del Sona in Serie D. Il calciatore classe 2001, dall’alto dei suoi 190 cm, riesce a farsi rispettare non solo grazie al suo fisico ma anche alla sua intelligenza tattica. Elia Dal Cortivo è cresciuto molto nell’ultima stagione grazie ai consigli degli esperti compagni di reparto: Zamboni, Dellafiore e Maicon. Il cartellino del giovane calciatore di proprietà dell’Hellas Verona, sta aumentando di prestazione in prestazione ed Elia Dal Cortivo sembra destinato a importanti palcoscenici.

Ciao Elia, il Verona è proprietario del tuo cartellino e in accordo con la società hai accettato il prestito al Sona. Al momento vanti 29 presenze e ben 3 gol che per un difensore non sono pochi. Essendo quasi a fine stagione, come valuti questa tua esperienza?
La mia prima esperienza tra i grandi la reputo più che positiva, non solo per i numeri citati, ma anche per la crescita personale che ho avuto quest’anno. Approcciarsi al mondo dei grandi per me è stato abbastanza semplice, dato che i miei compagni mi hanno accolto piacevolmente fin dal primo giorno, infatti mi sono ambientato subito e per questo gli sarò sempre grato.

Il Sona conta in rosa diversi calciatori con una carriera importante: Zamboni, Dellafiore e Maicon. Com’è allenarsi e giocare con loro?
Giocare con questo tipo di calciatori non può che farti crescere sia calcisticamente che personalmente. Ringrazierò sempre moltissimo Paolo e Zambo per i numerosissimi consigli dati. Sono persone splendide e nonostante abbiano giocato per tutta la carriera in squadre professionistiche, sono molto umili e non si arrendono mai. Non perdono un’attimo nell’aiutarti e subito capiscono l’errore commesso (per esempio quando subiamo goal). Quando mi trovo in difficoltà sono il mio punto di riferimento. Per quanto riguarda Maicon è sicuramente una persona molto riservata. Non avrei mai pensato di incontrare un campione del suo livello, giocarci insieme e parlare con lui è un qualcosa di unico e indimenticabile che sarò fiero di portare sempre con me.

Sei un classe 2001 eppure già vanti diverse esperienze di un certo rilievo, tra cui gli allenamenti in prima squadra con Juric e una finale di Coppa Italia primavera. Ci racconti il tuo percorso calcistico?
Il mio percorso calcistico inizia quando a 10 anni il Verona decide di tesserarmi per poi accogliermi e accompagnarmi in tutto il settore giovanile. L’anno scorso è stato uno degli anni più belli, non solo per la finale in Coppa Italia, ma per la continua interazione avuta con la prima squadra. Mister Juric era solito fare partitelle in famiglia e ogni settimana alcuni di noi andavano ad allenarsi con la prima squadra. Giocare a fianco di Amrabat, Rrahmani, Kumbulla, Pessina e Pazzini, non può che aiutarti nel percorso di crescita. Non a caso con la primavera siamo arrivati in finale di Coppa Italia, un’esperienza indimenticabile che porterò per sempre dentro di me.

Il tuo valore di mercato, grazie all’ottima stagione, sta salendo. Il prossimo anno torni a Verona oppure continui a ‘farti le ossa’ in D? Inoltre so che stai anche studiando, ci parli dei tuoi progetti futuri oltre la sfera calcistica?
Sono in prestito al Sona, fino al 30 giugno, dopodiché il Verona deciderà se farmi firmare un contratto con loro o svincolarmi. Non avendo ancora parlato con la società non ho notizie sul mio futuro, quando sarà il momento giusto ci troveremo a parlarne. Per quanto riguarda la sfera scolastica, studio all’Università telematica presso la facoltà di Scienze Motorie al primo anno. In questo modo posso organizzare al meglio calcio e studio: alla mattina seguo le lezioni online e poi dedico il pomeriggio all’allenamento.

Cos’è il calcio per te?
Personalmente reputo il calcio uno sport bellissimo, fatto di passione, felicità, libertà. È un gioco e per questo sia al parco con gli amici sia Serie A, deve essere divertente ed entusiasmante, poiché senza questi due elementi, secondo me, non può essere chiamato tale. Allo stesso tempo però il calcio è frustrazione e rabbia perché non sempre si vince ma essendo uno sport ti dà sempre una seconda occasione. Basta saperla cogliere e sfruttarla nel migliore dei modi per raggiungere il proprio sogno.

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