Roberto Oliva: ‘Per me il combattimento è arte’

Pubblicato il autore: Fosco Taccini Segui

Roberto Oliva, “The Butcher”, è un astro nascente del firmamento della Kick boxing italiana. Questo giovane fighter vanta al suo attivo una serie prestigiosa di titoli. L’anno scorso ha conquistato a Tokyo uno dei titoli più prestigiosi al mondo, il Titolo Intercontinentale ISKA di Muay Thai contro il fortissimo padrone di casa, Hiroki Maeda.
Tra un allenamento e l’altro, in vista del prossimo appuntamento sul ring, Roberto ha accettato di rispondere a una serie di domande a 360° su di lui e la kick boxing.

Ciao Roberto, giovanissimo, ma con un palmares notevole. Parlaci dei tuoi titoli.
Ho iniziato a combattere a 13 anni, con il light contact nella federazione Fight1: ho disputato oltre 60 match e vinto per 3 anni consecutivi gli italiani. Compiuto 16 anni, ho potuto esordire nel contatto pieno e anche qui le soddisfazioni non sono mancate: su 25 match, disputati con le protezioni, ho subito una sola sconfitta e vinto per 2 anni i campionati italiani. A 17 anni è avvenuto il mio esordio nel professionismo e solamente un anno dopo, sono riuscito a conquistare il titolo intercontinentale Iska di Muay Thai, a Tokyo, contro il fortissimo padrone di casa Maeda Hiroki. In questo modo sono diventato il primo italiano a vincere un titolo così importante in terra giapponese, perlopiù a 18 anni. Il mio curriculum attuale da professionista è di 10 match di cui 10 vittorie e 4 per Ko“.

C’è un incontro, tra quelli che hai disputato, che ha per te un valore significativo?
Tra tutti gli incontri che ho disputato, sicuramente il più significativo per me è stato il titolo intercontinentale Iska di Muay Thai, in Giappone. Questo match mi ha insegnato che i sacrifici e la costanza pagano sempre. Infatti, ho dovuto fare una dieta durissima per rientrare nella categoria di peso dei 57kg e tutti i giorni per 2 volte al giorno effettuavo allenamenti estenuanti per arrivare al meglio della forma. Avevo solo 18 anni e davanti a me una grandissima sfida da affrontare, il mio avversario aveva 36 anni e all’attivo uno score di tutto rispetto: 39 match totali, 29 vittorie, 9 sconfitte e 1 pareggio. Questa trasferta non me la potrò mai dimenticare. Appena arrivato all’aeroporto di Tokyo, mi arrivò la notizia da mia madre che era morta mia nonna. In questa situazione ho avuto ancora una volta un ulteriore conferma, di avere una seconda famiglia: il mio team, il Raini Clan, guidato da Manuele e Milo Raini, due padri per me, che mi sono stati vicino e mi hanno aiutato a non scoraggiarmi e a focalizzarmi sul mio sogno, così da ottenere la vittoria“.

Come è entrata nella tua vita la kick boxing?
Ho iniziato a praticare la kick boxing a 12 anni per gioco con dei miei amici. Sono stato molto fortunato: mi sono iscritto al Raini Clan per caso, ma grazie a Milo e Manuele mi sono innamorato di questo sport. E dopo un mese, già mi stavo allenando tutti i giorni. Per premiare la mia costanza, 2 mesi dopo, mi fecero  esordire nel light contact, ai campionati italiani fight1, dove vinsi 2 match e compresi che questo sport mi faceva stare bene“.

Cosa rappresenta per te il combattimento?
Per me il combattimento è arte. Gli atleti danno il massimo per inseguire il proprio sogno e ripagare il tempo che il maestro ha speso per loro, dando spettacolo cercando di mettere Ko l’avversario, ma sempre  rispettando le regole. Mi piace combattere perché sul ring tutti sono uguali, chiunque può vincere o perdere con chiunque, dipende unicamente dall’atleta. Una volta che si entra nel quadrato non ci sono scuse che tengano, parlano i fatti, bisogna affrontare le proprie paure, sapendo che un singolo colpo può cambiare il risultato. Nella mia vita la kick boxing mi ha fatto acquisire molta sicurezza e mi ha aiutato a relazionarmi con le persone“.

Quali aspetti caratterizzano maggiormente il tuo stile di combattimento?
Il mio stile di combattimento è molto vario. Ogni match è diverso, dipende dalla strategia studiata dai miei maestri per neutralizzare l’avversario. In generale preferisco la lunga distanza, essendo molto alto per la mia categoria di peso, ciò mi permette di colpire con diretti o colpi di gambe molto puliti e belli da vedere“.

Quali pensieri o suggestioni provi mentre ti avvicini al ring?
Il giorno del match lo vivo molto bene,non ho ansie, ma solo pensieri positivi. Più mi avvicino al ring, più mi sento motivato a dare il massimo ma allo stesso tempo rilassato. Salgo sul ring consapevole di essere preparato nei minimi dettagli, entro nelle corde sempre con il sorriso, col pensiero di divertirmi e di dare spettacolo. Non mi importa del risultato, voglio solamente uscire dal ring senza rimpianti e rendendo orgoglioso tutto il mio team“.

Cosa prevede una tua sessione di allenamento?
Dipende dal giorno della settimana e dalla data dell’eventuale match. In generale, mi alleno tutti i giorni di kick boxing al San Gabriel Gymnasium con il Raini Clan, e 3 volte a settimana faccio doppia lezione per curare la parte atletica. Al Raini Clan i maestri, Manuele e Milo, cercano di variare il più possibile la lezione, alternando lavori di sparring, tecniche al sacco e ai pao, stando attenti e correggendo le imperfezioni degli atleti. Nella preparazione atletica vengo seguito minuziosamente dal coach Claudio Onofri, alterno lavori di pesi a circuiti per l’esplosività. Grazie a lui, ho avuto un miglioramento sia a livello fisico che mentale notevole, sentendomi molto più forte e sicuro“.

Quanto spazio occupa lo sport nella tua vita?
Per adesso ho praticato solo 2 sport. Da bambino,come tutti, ho provato il calcio, sono riuscito a praticarlo solamente per un anno, non mi piaceva che potessi vincere o perdere non per merito mio. Con la kick boxing mi si è aperto un mondo, la pratico da 8 anni: è diventata un chiodo fisso, cerco di migliorarmi  ogni giorno. Per questo gli dedico la maggior parte delle mie giornate. La kick boxing mi accompagna anche fuori dalla  palestra, ogni volta che ho un momento libero guardo e studio gli incontri dei campioni presenti e passati, sognando di diventare in futuro come loro. Questo mi sprona a dare il massimo, e non vedo l’ora di tornare in palestra il giorno dopo“.

Roberto quando togli i guantoni è?
Quando tolgo i guantoni sono una buona forchetta… l’antidieta per eccellenza! Come tutti i ragazzi della mia età mi piace uscire e divertirmi con i miei amici, anche se facendo questo sport ovviamente, i momenti liberi sono pochi, soprattutto quando prepari un match“.

Le sfide per questa seconda metà di 2021?
In questo periodo gli sport da contatto sono un po’ fermi, ci sono poche riunioni a cui partecipare a causa del covid. Il mio prossimo impegno sportivo sarà, uno dei pochi eventi organizzati in Italia: all’Invictus arena a Formello il 18 Luglio, dove combatterò in un torneo a 4 che promette scintille“.

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