Riccardo Mancini (DAZN) a Supernews: “In Coppa Italia vedo favorita l’Inter. Per lo scudetto il Milan mi ha sorpreso”

Pubblicato il autore: Mattia DElia


SuperNews ha avuto il piacere di intervistare Riccardo Mancini, giornalista italiano e telecronista Dazn, facendo il punto su vari temi: dalla finale di Coppa Italia tra Juventus ed Inter, passando per la Premier League fino alla finale di Champions League tra Real Madrid e Liverpool. Ecco le parole della voce “british” dei telecronisti Dazn.

Partiamo dall’ultima partita che hai commentato, ovvero Genoa-Juventus. Cosa pensi del gesto di Domenico Criscito di calciare il rigore al 95′ minuto nonostante il rigore sbagliato nel derby contro la Sampdoria?
Criscito è un calciatore con gli attributi pazzeschi, che di fatto ha mostrato nell’esultanza dopo il goal. In realtà lo definirei come un mix tra attributi, carattere, orgoglio e personalità. In quanti si sarebbero presentati sul dischetto dopo l’errore pesantissimo nel derby? Lui lo ha fatto e adesso rischia di svoltare la stagione. Inoltre, ha mandato un segnale forte ai giovani, ai tifosi e a tutto l’ambiente. Onore a Criscito che ha voluto dimenticare quell’errore.

Rimanendo in chiave Juventus, cosa pensi della stagione della formazione di Massimiliano Allegri?
La stagione della Juventus è una stagione po’ strana. In molti si aspettavano un miglioramento rispetto all’anno scorso e invece più o meno siamo lì. Una parte dei giudizi la sposterà la finale di Coppa Italia: infatti, un quarto posto e una Coppa Italia in bacheca renderebbero la stagione dei bianconeri accettabile, anche se non a livello delle ambizioni della Juventus di sempre. E’ stata una stagione strana anche dal punto di vista degli infortuni perché a centrocampo, soprattutto negli ultimi due mesi, Allegri ne ha avuti a disposizione pochi e nei primi sei mesi di campionato, finché non è arrivato Vlahovic, non ha avuto a disposizione un attaccante che segnasse con regolarità. Adesso si sta contestando Vlahovic perché non segna da tre partite, ma secondo me la pressione su questo ragazzo dovrebbe essere minore anche perché sta aiutando molto la squadra. Metterlo in croce a 22 anni direi che non è il caso se lo si vuol far crescere nella maniera migliore.

Abbiamo parlato di Coppa Italia. Chi è per te la favorita tra Juventus ed Inter nella finale di mercoledì?
Tra Juventus ed Inter vedo favorita la formazione nerazzurra. Il motivo? La forza della rosa di Simone Inzaghi è maggiore rispetto a quella di Allegri, anche se in gara secca e in campo neutro tutto può succedere. Bisogna ricordare, però, che l’Inter mentalmente non sta benissimo e sta sprecando molte energie nella rincorsa al Milan. Infatti, il primo obiettivo dell’Inter è lo scudetto, ma al tempo stesso tutto l’ambiente nerazzurro sa bene che un eventuale vittoria della Coppa Italia potrebbe dare la spinta giusta per lo sprint finale. Sprint che vorrebbe dire fare sei punti nelle ultime due partite e sperare che il Milan si fermi.

Lotta scudetto che vede Milan e Inter distanti di soli 2 punti: chi la spunterà?
Mi ha sorpreso molto il Milan perché non pensavo durasse così tanto. E’ stato bravissimo Stefano Pioli e credo che lui sia il protagonista numero uno di questa meravigliosa cavalcata del Milan. Dico questo perché se prendi singolarmente, uomo per uomo, la formazione dell’Inter è più forte, ma Pioli è riuscito a tirare il meglio dai suoi giovani, dai suo veterani e a rendere la squadra una famiglia. Vedo una bella lotta, perché erano tanti anni che non si vedeva una lotta così accesa fino all’ultima giornata di campionato e ad oggi la favorita è il Milan perché è davanti. Io ho sempre creduto nell’Inter, perché la reputo come la più forte a livello di rosa, però ci può stare che entrino in gioco altre variabili e che il Milan adesso sia favorito. Sicuramente se la formazione rossonera riuscisse a superare lo scoglio Atalanta, che è l’ostacolo più difficile da superare, credo che non si suiciderebbe all’ultima giornata.

Parlando di episodi che possono decidere una lotta, in questo caso quella per l’Europa, c’è il goal di Acerbi in fuorigioco contro lo Spezia. Cosa ne pensi e quale è stata la prima sensazione, visto che eri tu a commentare quel match?
La prima sensazione è stata quella che non ci fosse nulla di irregolare al goal di Acerbi. A noi hanno mandato un replay e mezzo (nel secondo replay non veniva inquadrato il momento in cui Luis Alberto calciava) e quindi non potevamo mai immaginare che fosse in fuorigioco. Il tutto è arrivato dopo con le immagini perché da cabina commento ce lo siamo perso.

Altra lotta e altro titolo. Questa volta andiamo in Inghilterra, vista la tua tua passione per il calcio inglese, e parliamo della lotta tra Manchester City e Liverpool. Qual è il tuo pensiero dopo i risultati dell’ultima giornata? (Manchester City-Newcastle 5-0 e Liverpool-Tottenham 1-1)
Direi che il pareggio del Liverpool contro il Tottenham sia stata la parola fine sulle speranze della vittoria del titolo. Il Manchester City ha dimostrato di essere più continuo, più forte, e il Liverpool ha evidentemente la testa da un’altra parte. Il City non credo che perderà i tre punti di margine, a tre giornate dalla fine, visto anche il calendario che non è molto complicato. Bisogna ricordare che la stagione del Liverpool non è finita e che c’è ancora un’altra possibilità per diventare magnifica.

Quest’altra possibilità è la finale di Champions League contro il Real Madrid. Chi vedi favorito tra la formazione di Klopp e la formazione di Ancelotti?
Tra Liverpool e Real Madrid non riesco a dire chi è la favorita perché è una delle migliori partite che il panorama calcistico ci possa offrire, insieme a Liverpool-Manchester City. Il Real Madrid è risorto grazie alla mentalità vincente di Carlo Ancelotti e le sue capacità di dar valore ai giovani come Rodrygo e Vinicius e a rispolverare i veterani come Benzema. L’attaccante francese è stratosferico, merita assolutamente il pallone d’oro e credo che non ci siano dubbi. Dall’altra parte abbiamo un Liverpool che esprime un bel calcio, divertente, efficace e con una squadra che è cresciuta negli ultimi anni con Klopp. Dico cresciuta perché la società ha lavorato sul mercato e ha offerto a Klopp una squadra sempre più competitiva: un esempio è l’attacco. L’attacco dei Reds fino a due anni fa aveva tre interpreti e basta, mentre adesso ha anche un titolare come Diogo Jota e un fuoriclasse come Luis Diaz. Dico solo che ci aspetta un partitone.

Ora parliamo un po’ di te. Come è nata la passione per il giornalismo e per le telecronache?
La passione nasce da piccolo. A sei anni mi innamoro del calcio ed essendo appassionato mi studiavo qualsiasi cosa. Quando ero piccolo non c’era la possibilità di venire a contatto con immagini e quindi mi rifacevo ai giornali e ai mensili. Quindi possiamo dire che la mia passione nasce leggendo molto, appassionandomi alle partite che venivano trasmesse in chiaro e alla mia voglia di parlare di calcio. Per quanto riguarda le telecronache, mi divertivo molto a farle con i miei amici alla Playstation e tutto nasce da lì. Mi reputo abbastanza fortunato per il percorso che ho fatto e questo perché, non avendo mai fatto una telecronaca vera e propria ufficiale, sono riuscito a far sentire una telecronaca durante uno stage a Sky al responsabile della Serie B e lui ha deciso che ero pronto. Sono partito così, facendo il Gubbio da Roma, e poi il secondo anno ho fatto da Milano sempre la Serie B. Quindi mi ritengo fortunato perché mi sono trovato al posto giusto con le persone giuste.

Quale delle tue esperienze lavorative ti ha fatto crescere maggiormente?
In questo caso si dice che tutte siano state propedeutiche per la mia crescita e alla fine è vero. E’ stata una salita, con mille ostacoli, però a Sky posso dire di essere nato come giornalista televisivo e come telecronista. A Fox Sports c’è stato il compimento perché mi occupavo solamente delle telecronache e ho incontrato persone che mi hanno dato consigli giusti come Corazzi, Foroni e Badagnini. A Dazn ho ritrovato la stessa squadra che c’era a Fox ma con delle aggiunte di persone fondamentali per la mia crescita.

Qual è stata la partita più emozionante che ti sei ritrovato a raccontare fino ad ora? E quale ti piacerebbe un giorno raccontare?
La più emozionante è stata la prima a Wembley, ovvero la finale di Community Shield tra il Leicester campione d’Inghilterra e il Manchester United di Mourinho e Ibrahimovic. Non la scorderò mai perché è stata la prima esperienza lontano dall’Italia per quanto riguarda le telecronache. Inoltre, accanto a me c’era Fabio Capello e ricordo la sensazione di quando sono arrivato allo stadio. Invece, una partita che mi piacerebbe raccontare è una partita che assegna lo scudetto con i festeggiamenti nel post partita. Mi piacerebbe anche per esempio una partita in Inghilterra in stile Manchester City-Queens Park Rangers, con la rimonta della formazione di Mancini nei minuti finali. Queste sarebbero sicuramente partite top da commentare, per non dire una finale di un Mondiale o di Champions League. Queste sono tutte partite che per ogni telecronista sono un obiettivo di vita.

Si ringrazia Riccardo Mancini per la disponibilità e la gentilezza mostrata in questa intervista.

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