Benevento Calcio, il ds Foggia a SuperNews: “C’è rammarico per la mancata promozione, ma bilancio positivo. Milan? Ha vinto lo scudetto della competenza, Pioli nella mia top 3 degli allenatori italiani”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone.


SuperNews ha avuto il piacere di intervistare
Pasquale Foggia, ex calciatore, tra le tante, di Milan, Empoli, Lazio, Sampdoria, Salernitana, oggi direttore sportivo del Benevento Calcio. Ai nostri microfoni, Foggia ha fatto il bilancio della stagione del club giallorosso, che ha visto sfumare il sogno Serie A nella fase playoff contro il Pisa. Inoltre, l’ex centrocampista ha ripercorso alcune tappe del suo passato calcistico e commentato l’avvincente campionato di Serie A da poco conclusosi.


Pasquale, il Benevento ha chiuso la stagione al settimo posto della classifica di Serie B e ha visto sfumare il sogno della A nella fase playoff contro il Pisa. Quanto rammarico c’è in casa giallorossa? Qual è il bilancio di questa stagione? Cosa è mancato al Benevento per raggiungere la Serie A?
Il rammarico c’è, soprattutto dopo essere stati eliminati nonostante la nostra vittoria casalinga per 1 a 0 nell’andata della semifinale playoff contro il Pisa. Tuttavia, il bilancio della stagione è positivo. Non siamo partiti con l’idea di vincere il campionato, come invece è stato due anni fa con Inzaghi, quando anche il mercato era indirizzato in quel senso e su una tipologia differente di giocatori. Quella stagione prendemmo Hetemaj, Schiattarella, Sau, giocatori di grande esperienza e affidabilità che hanno poi fatto la differenza. Quest’anno, invece, abbiamo ringiovanito la rosa e fatto delle “scommesse”, alcune vinte e altre perse. Abbiamo puntato su giovani come Calò, Elia, Viviani, Acampora, che si è rivelato un calciatore fondamentale, Brignola, che non giocava con continuità da un po’ di anni. Abbiamo iniziato il campionato con una programmazione diversa, quindi per me il bilancio complessivo è positivo, con il rammarico di non aver sfruttato nell’arco del campionato quelle possibilità che ci avrebbero permesso di arrivare tra le prime due.

Dal 2018 vesti i panni del direttore sportivo della prima squadra: come definiresti il tuo nuovo percorso? Che anni sono stati e continuano ad essere, quelli da ds del Benevento?
È un ruolo totalmente diverso: da calciatore pensavi principalmente a te stesso in un gruppo squadra, da direttore hai responsabilità e mansioni differenti. Non solo ci si occupa della trattativa d’acquisto o della cessione dei giocatori, bisogna anche gestire i calciatori, i procuratori, lo staff tecnico, la stampa, i tifosi. È un lavoro complesso, ma che mi rende vivo e che mi piace tantissimo. Quello di questi quattro anni è stato un percorso importante, e continuerà ad esserlo, perché di sicuro il presidente del Benevento punterà sempre a disputare campionati importanti.

Diverse testate sportive hanno ripreso le pesanti esternazioni del patron dell’Ascoli Pulcinelli, che dopo l’eliminazione del Benevento nella semifinale playoff contro il Pisa ha commentato sulle Instagram Stories l’evento con le seguenti dichiarazioni: “Ooohhh noooohhhh!! Peccatooooo e saluti a tutte le città del sud con la barba…Caserta…Foggia. Ci vediamo il prossimo anno, pagliacci.” “Peccatooooo! Perdete tempo ancora… alla fine il conto arriva sempre.” “Da Caserta a Foggia andare a casa con la barba fatta è un attimo… ultimo atto di una sceneggiata ridicola, senza calcio… dio esiste”. Ti senti di commentare quanto successo? 
Le commento con una risata, anche perché mi piacerebbe capire da cosa derivano queste parole. Sono dichiarazioni che si commentano da sole e che rimangono a chi le dice.

Il Benevento andrà in ritiro precampionato l’11 luglio a Cascia. Da cosa ripartirà il club in vista della prossima stagione? Ci saranno operazioni di mercato particolari? Molti giocatori sono in scadenza di contratto, tra questi Marco Sau.
Partiremo da Cascia, sarà il terzo ritiro che faremo lì. È un posto in cui si lavora molto bene. Per quanto riguarda le operazioni di mercato, sicuramente interverremo nei reparti in cui mancano dei tasselli. Il mercato va gestito sul lungo periodo, non si può pensare al “tutto e subito”, anche perché il calciomercato può riservare delle sorprese, quindi bisogna saper attendere.

Lecce, Cremonese e Monza sono salite in Serie A: erano le favorite ad inizio campionato? Potranno far bene nella massima serie?
Secondo me, quest’anno in Serie B non c’erano delle favorite, e lo ha dimostrato il campionato stesso. Ci sono stati 7, 8 club che potevano ambire alla promozione diretta. Inoltre le squadre sono state costruite in maniera importante, con alle spalle proprietà forti che sono mancate negli ultimi anni, quindi non possiamo che aspettarci una prossima stagione emozionante.

Da calciatore, con la Lazio vinci Coppa Italia e Supercoppa nella stagione 2008-2009. Quanto ha contato per te vestire la maglia biancoceleste? Come valuteresti quest’annata della Lazio guidata da Maurizio Sarri?
Gli anni alla Lazio sono stati i più intensi, i più belli. A distanza di anni ho conservato degli ottimi rapporti all’interno del club. La stagione della Lazio è stata una stagione importante: ha raggiunto il quinto posto nonostante il ricambio di cultura tecnica segnato dal passaggio da Inzaghi a Sarri, tecnici che hanno due modi differenti di fare calcio. Secondo me, il club biancoceleste ha fatto un gran lavoro.

Parlando invece del Napoli, perché secondo te il club partenopeo si è perso per strada in questa grande annata di Serie A? Con Spalletti potrà ambire nuovamente allo scudetto la prossima stagione, nonostante un addio importante come quello di Insigne?
Il Napoli ha fatto un campionato importantissimo. Poi, c’è la delusione nata dal fatto di aver potuto pensare a qualcosa di più prestigioso e di diverso, ma il Napoli è arrivato terzo, con un nuovo allenatore, in un campionato con tante squadre forti. Vincere lo scudetto non è una cosa di tutti i giorni. Spalletti, grande tecnico e grande persona, si è integrato subito nell’ambiente, guidando il club in un’annata che io reputo davvero importante. 

Alla fine, dopo il lungo duello milanese, è stato il Milan ad aver vinto lo scudetto: che ne pensi dell’annata di Stefano Pioli e dei suoi uomini?
Credo sia un punto di partenza per tutto il calcio italiano, perché è veramente lo scudetto della competenza, del sacrificio, delle idee. Il Milan è forse la squadra più giovane del campionato, plasmata da Maldini e Massara, i quali in tre anni hanno costruito un progetto vincente. Pioli è riuscito, poi, ad esprimere quello che non ha espresso negli anni precedenti. Per me, il tecnico rossonero è nella top 3 degli allenatori italiani.

Quest’anno è stata agguerrita anche la lotta salvezza, con il tuo ex club la Salernitana che è riuscito a salvarsi e a rimanere in Serie A. Ti aspettavi un epilogo simile? Cosa ha premiato i granata?
È stato un finale di campionato emozionante, anche per la lotta salvezza. Vedere la Salernitana salvarsi all’ultima giornata perdendo 4 a 0 in casa, quando era già data per retrocessa da tutti, credo sia un evento da ricordare per anni. Credo che a Salerno abbiano inciso più fattori sul raggiungimento della salvezza: l’entusiasmo di una nuova proprietà, l’entusiasmo ritrovato dai tifosi, la carica di Nicola e dei giocatori motivati.

 

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Si ringrazia la disponibilità e la cortesia dell’ufficio stampa del Benevento Calcio e del direttore sportivo Pasquale Foggia per l’intervista.

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