Roberto Rizzo in esclusiva a SuperNews: “Tante soddisfazioni con il mio Lecce. Lukaku? Con Conte un gioco diverso da quello di Inzaghi…”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone.

SuperNews ha intervistato Roberto Rizzo, ex giocatore e allenatore del Lecce. Alla guida della Primavera giallorossa Rizzo ha vinto ben due campionati nelle stagioni 2002-2003 e 2003-2004, battendo in finale l’Inter entrambe le volte, così come due Coppe Italia e due Supercoppe di Lega. Tante le soddisfazioni con la maglia della sua terra, sia da calciatore che da tecnico, come quella arrivata nel 2006, quando il suo Lecce vinse in casa per 1 a 0 contro il grande Milan di Ancelotti. Ai nostri microfoni, l’ex allenatore salentino ricorda i momenti salienti della sua carriera, esprimendo la propria opinione anche sul calciomercato delle big di Serie A.

Roberto, Lecce è la tua città. Sei stato l’allenatore della Primavera giallorossa, con cui hai vinto ben 2 campionati nelle stagioni 2002-2003 e 2003-2004, entrambi ai danni l’Inter, così come due Coppe Italia nel 2001-2002 e 2004-2005 e due Supercoppe di Lega. Che ricordi hai di quei successi?
Fu un momento storico particolare. La società era stata acquistata da Giovanni Semeraro, poi gestita dai figli, e quello della famiglia Semeraro fu un processo innovativo che traghettò il Lecce in una dimensione differente, quella del calcio moderno. Anche l’arrivo di Corvino determinò una forte influenza all’interno del settore giovanile: si iniziò a ragionare in termini di prospettiva. Tuttavia, noi iniziammo già a vincere quasi subito, dall’anno successivo, con la prima Coppa Italia contro il Torino. Quel periodo fu qualcosa di straordinario, perché non era unicamente il movimento del Lecce, ma dell’intero Salento. La gente veniva ad assistere alle partite da tutte le province: ricordo che per il match della prima Supercoppa, giocato al Via Del Mare, c’erano 13.000 spettatori, cosa inusuale per una partita di calcio Primavera.

La rosa di quella Primavera giallorossa era composta da giocatori che poi hanno fatto il salto in prima squadra e anche in Serie A, come Rosati, Konan, Bojinov, Pellè, Ledesma, Esposito, Vučinić, Rullo, Esposito. Quanto ti rende orgoglioso aver guidato questi calciatori e averli fatti maturare calcisticamente per l’avventura in prima squadra? Ti saresti immaginato l’esplosione di alcuni di loro?
Sono tanto orgoglioso. Partecipavo a qualcosa che rappresentava la mia terra, la mia città, qualcosa di assolutamente diverso da altri contesti. Il fatto che poi tanti di loro siano arrivati in prima squadra non è da attribuire unicamente a me, perché c’era tanta altra gente e tanti altri professionisti dietro a quel risultato. Io finalizzavo il lavoro, ma è stata una vittoria collettiva del settore giovanile giallorosso. Sì, vedere alcuni di loro arrivare a giocare a grandi livelli dà una soddisfazione particolare. Ci sono, poi, tanti altri calciatori che sono stati un po’ meno fortunati, ma che avrebbero meritato altrettante soddisfazioni. Per esempio noi, nel corso degli anni, abbiamo avuto in squadra anche Morleo, capitano del Bologna che ha giocato tante partite in Serie A, e tanti altri ragazzi che magari non risplendevano come altri, ma che sono riusciti a realizzarsi ad alti livelli anche passando per la porta di servizio.

Nel 2010-2011 sei stato il vice di De Canio. Alla 26ª giornata di campionato hai sostituito il tecnico, squalificato, ottenendo una vittoria per 2-0 contro la Juventus grazie ai gol di Mesbah e Bertolacci. Cos’hai provato a vincere contro una big del calcio italiano come la Vecchia Signora?
Sì, tornai a Lecce dopo la vittoria del campionato e della Coppa Italia a Matera. Ebbi l’opportunità di tornare come vice, e ci ritornai con piacere, perché sentivo il club giallorosso come qualcosa di mio. Nel caso specifico, anche se in quell’occasione sostituivo l’allenatore, rimanevo comunque il vice, quindi assumevo un ruolo principalmente esecutivo. Quella fu una bellissima soddisfazione, ma ancora prima ne ebbi delle altre, come per esempio quella di fine gennaio 2006, quando diventai allenatore della prima squadra di un Lecce praticamente retrocesso. Avevo una media punti di 1 a partita, in una circostanza normale questo ci avrebbe garantito la salvezza. Ricordo che me ne andai con grande dignità, ma ricordo anche che quello stesso anno il mio Lecce vinse per la prima volta in casa grazie al gol di Konan contro il Milan stellare, quello che poi vinse la Champions League.

Concentrandoci adesso sul calciomercato delle big di Serie A, l’Inter ha ufficialmente acquistato Onana, Mkhitaryan, Lukaku, Asllani, Bellanova, e tratta ancora per Dybala e Bremer. Quale colpo del club ti sembra quello più funzionale e/o decisivo? E a quale nome non rinunceresti?
Sento molto parlare di Lukaku. Il belga è sicuramente un giocatore clamoroso, molto forte, ma con Conte era calato in un altro contesto: il gioco era più verticale e meno palleggiato. Molte volte si aveva l’impressione che l’attaccante si facesse aggredire per poi partire nello spazio. Con il Chelsea, che ha un gioco più palleggiato come quello di Inzaghi, Lukaku non ha fatto grandi cose. Quindi, io mi riserverei un punto di domanda sul belga. In ogni caso, l’Inter era già forte prima degli ultimi colpi di mercato, perciò quello che è arrivato in questi giorni non fa che aumentare la qualità complessiva della rosa, sicuramente la più forte dello scorso campionato.

Parlando invece dei campioni d’Italia in carica, il Milan, quali sono i nomi che potrebbero completare la rosa per la prossima stagione? Che ne pensi dell’acquisto di Origi e dei nomi che circolano negli ultimi giorni, come quello di Ziyech?
Sicuramente il Milan disponeva di una rosa qualitativamente inferiore rispetto all’Inter, ma quando i cervelli funzionano si possono raggiungere grandi risultati, e i rossoneri hanno fatto proprio questo, giocando di squadra. Il Milan adesso, a parte Origi, si sta orientando su giocatori come Ziyech e De Ketelaere, profili di grande qualità per una maggiore competitività e una dimensione un po’ più internazionale. Il fatto che Maldini abbia rinnovato pochi giorni fa ha fatto sì che alcune trattative entrassero in stand-by, ma l’intento del club rossonero è quello di seguire quei nomi in grado di dare ancora maggiore qualità alla rosa.

La Juventus, invece, pensa a Pogba e Di Maria, che sembrerebbero molto vicini al club, mentre valuta la cessione di De Ligt, Ramsey, Rabiot, Arthur. E’ l’anno in cui il club bianconero potrà ritornare al top, dal momento che riavrà disponibile Chiesa e potrà puntare sul talento di Vlahovic?
Attualmente la Juventus è ancora un punto interrogativo. In ogni caso, Di Maria è un giocatore che dà grande qualità e dinamismo alla fase offensiva. Se Chiesa recupera la sua condizione al 100%, ritorna il giocatore con gamba e con grandi strappi. Vlahovic, dovesse ripetere l’annata con la Fiorentina, sarà incontenibile, e l’eventuale trio potrebbe essere una macchina da guerra. Io non credo che il club bianconero si fermi a questi nomi, perché chiedere 100 milioni per De Ligt fa presumere che poi con quel guadagno si vogliano fare altre operazioni, come l’acquisto di Pogba o di altri profili top.

Il Napoli dovrà giocare la Champions quest’anno, ma giocatori importanti come Insigne e Ospina hanno abbandonato il club, mentre Mertens e altri calciatori non sanno se rinnoveranno. Che stagione si prospetta per i partenopei?
Non so se il Napoli abbia intenzione di ridimensionarsi o no. Sicuramente il club partenopeo ha perso giocatori importanti. A parte il riscatto di Anguissa, giocatori come Ospina, Ghoulam hanno lasciato Napoli, e potrebbe farlo anche Mertens. Questi sono stati calciatori che nel corso degli anni hanno fatto tanto e che ora hanno bisogno di nuovi stimoli. Da quello che si sente, anche il Napoli ha intenzione di attendere un po’ il mercato. Davanti è una squadra già sufficientemente forte, con Lozano e Osimhen, e se volessero giocare ancora con due ali aperte Deulofeu potrebbe essere un giocatore interessante, ma è ancora tutto in itinere.

Chiudiamo con Fiorentina, Lazio e Roma: che campionato si prospetta per ognuno dei club, alla luce della stagione da poco conclusa e degli ultimi colpi di mercato?
La Fiorentina, allo stato attuale, è anche lei un punto interrogativo. La Viola ha preso Gollini e Mandragora, ma è anche vero che ha perso giocatori come Torreira e Odriozola, che hanno disputato un campionato eccellente. Davanti è una squadra “crack”, è molto forte, ha giocatori di gamba come Cabral, Ikonè, Gonzalez. Certo, Torreira in mezzo al campo faceva la differenza, ma ci sarà tempo per ricostruire. Ad eccezione dell’ultimo mese della scorsa stagione, la Fiorentina è stata per me una delle squadre che ha espresso il miglior calcio in Italia. Per quanto riguarda la Lazio, ha fatto ancora poco: sono rientrati giocatori da fine prestito, molto probabilmente arriverà Romagnoli dal Milan, ma credo che cambi poco. Conosco Sarri e il suo modo di giocare a calcio, quindi sicuramente arriveranno altri rinforzi. In ultima analisi, la Roma, che credo abbia un problema: ha tanti giocatori appetibili. Si vocifera che alcuni di loro possano andare via, come Zaniolo, che potrebbe essere una perdita abbastanza grave. Tuttavia, un acquisto come Matic, giocatore di livello internazionale, insieme a Cristante sicuramente potrà dare un impatto diverso a centrocampo. Anche in questo caso, credo che Mourinho non si accontenterà soltanto del centrocampista serbo. Ci vorrà sicuramente qualcun altro.

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