Scanzo Volley, ds Marco Benvenuti a SuperNews: “Promozione in A? Prima di tutto puntiamo alla crescita. Scanzo abolisce la plastica e punta sul riutilizzo”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone.


SuperNews ha avuto il piacere di intervistare
Marco Benvenuti, direttore sportivo dello Scanzorosciate Pallavolo. La squadra è stata ad un passo dalla promozione in Serie A, sfumata nelle battute finali del campionato di Serie B nella finale playoff giocata contro Saronno. Benvenuti ha fatto il punto sulla stagione appena conclusa e su quella che verrà, parlandoci anche della grande attenzione della società verso i temi della sostenibilità e della cura dell’ambiente.

 

Marco, Lei è il direttore sportivo dello Scanzorosciate Pallavolo – Educare con lo Sport: quali sono i valori che veicolate in questa società? Cosa insegnate ai vostri pallavolisti?

La nostra mission è “educare con lo sport”, dunque l’obiettivo per la Pallavolo Scanzo è sempre stato puntare sul settore giovanile. Oggi Scanzo è una realtà della pallavolo bergamasca, una realtà provinciale e regionale di assoluto livello. Tutti gli anni partecipiamo a tutti i campionati, dal minivolley all’Under 19, che quest’anno ha disputato il campionato di Serie D. Purtroppo, abbiamo perso la finale per salire in Serie A, ma ci riproveremo sicuramente l’anno prossimo, perché Scanzo ha un progetto importante. E sarà altrettanto importante, come ogni anno facciamo, portare i giovani che escono dall’Under 19 in prima squadra.

Alla luce della promozione sfumata in A3, si può dire che di aver fallito l’obiettivo o la stagione rimane ugualmente ottima?
La stagione rimane ottima. Alla fine del girone d’andata eravamo quarti. All’inizio dell’anno eravamo convinti di aver allestito una bella squadra, che era anche composta da tanti giovani, avendo cambiato molto e ritornando dopo due anni di Covid. Tra la fine dell’andata e l’inizio del ritorno si è sbloccato qualcosa: abbiamo fatto una serie di 11 vittorie consecutive terminando la regular season al primo posto. Poi, abbiamo vinto le due semifinali playoff, fallendo invece la finale: abbiamo perso l’andata per 3 a 0, ed è lì che abbiamo pagato. La vittoria per 3 a 2 nella gara di ritorno non è bastata, e a salire in Serie A è stata la Pallavolo Saronno, che ha anche rinunciato alla promozione. E’ stato un peccato, perché se fossimo saliti noi avremmo avuto la possibilità di giocare in A. Così fa ancora più male. Saronno ha sicuramente meritato, ha giocato meglio di noi in finale. Tuttavia, noi abbiamo giocato un ottimo campionato. Certo, è mancata “la ciliegina sulla torta”, ma siamo contenti della stagione disputata.

Questa “ciliegina” sarà l’obiettivo della prossima stagione?
Il progetto Scanzo sarà un progetto giovane ed improntato alla crescita. Dopodiché, sicuramente la promozione è un obiettivo che perseguiremo.

Simone Gandini non è più l’allenatore del club. L’ex coach ha portato alla vittoria della regular season del girone B, traguardo mai raggiunto prima dal club giallorosso, grazie alla cavalcata con 13 successi di fila. Una progressione che si è fermata soltanto sul più bello, in finale play-off promozione contro Saronno. Come è arrivata la scelta di un cambio in panchina? Da cosa ripartirà la squadra?
La squadra ripartirà dal secondo allenatore nonché preparatore atletico dello Scanzo, che da due anni è con noi. Avendo il terzo grado, potrà candidarsi al ruolo di primo allenatore. Lo scorso anno è terminato un mini-ciclo, quindi abbiamo deciso di dare priorità al ringiovanimento della squadra. Abbiamo avuto qualche giocatore che ha deciso di abbandonare la pallavolo, come il nostro capitano Marcelo Costa, che all’alba dei 40 anni ha deciso di smettere. Così, abbiamo deciso di tracciare una nuova direzione. Con Simone ho giocato insieme tanti anni fa, da direttore sportivo sono stato io a portarlo a Scanzo, sono personalmente dispiaciuto di interrompere questo rapporto, ma insieme alla società abbiamo deciso di chiudere definitivamente un ciclo e di riaprirne un altro, totalmente nuovo, che ha come obiettivo quello di essere competitivi con giocatori giovani.

Scanzo è un club attento all’ambiente e alla sostenibilità, come testimoniano varie partnership, tra cui quella con “Liberi dalla Plastica APS”. Quanto è importante, in piena crisi climatica, farsi portavoce e promotori del cambiamento e di un nuovo modo di pensare e di vivere? In quali azioni quotidiane siete attenti all’ambiente e cercare di ridurre il vostro impatto?
Noi abbiamo fatto una scelta ben precisa due anni fa, anche se poi il Covid ha complicato le cose. Avevamo fatto un progetto insieme all’azienda Ecogenia, che tratta il brand Acqualife, e abbiamo pensato a come gestire l’acqua e al concetto di “ricarica”: durante l’allenamento, invece di consumare un’enormità di bottigliette d’acqua in plastica, i nostri ragazzi possono utilizzare delle borracce personalizzate da ricaricare con un erogatore d’acqua installato all’interno nel nostro palazzetto. Questo è stato indubbiamente un vantaggio, che ha portato alla netta riduzione di bottigliette in plastica, ad un più ampio spazio in magazzino e all’accesso all’acqua da parte dei nostri pallavolisti in maniera potenzialmente illimitata. I ragazzi sono stati molto felici di questa iniziativa. Inoltre, con Egogenia e tramite il Comune di Scanzo abbiamo dato l’opportunità poi, a tutti gli abitanti del paese, di avere delle tariffe agevolate sui depuratori.  La nostra società ha spinto tanto in questa direzione, con l’obiettivo di liberarci della plastica, ma purtroppo il Covid non ci ha permesso di svolgere quest’ultima attività nella maniera migliore. Potremmo sicuramente replicarla in futuro.

Perché il sistema va a rilento anche nell’adottare misure, come quelle di cui mi ha parlato, che possono avere un impatto positivo per questa crisi ambientale e climatica?
Le rispondo in maniera particolare. Io, oltre ad essere il direttore sportivo dello Scanzo, collaboro con la ditta Allegrini, un’azienda di detergenza e chimica per l’ambiente che punta tanto sul riutilizzo del flacone, per non disperdere la plastica. Purtroppo, tante aziende non hanno ancora la giusta sensibilità verso questo tema, ed è per questo che sarà ben difficile contrastare il grosso problema ambientale che abbiamo. Per farlo, dovrebbe esserci più collaborazione tra le realtà che operano in questi settori, che ormai dovrebbero puntare sul concetto del riutilizzo e del riciclo.

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