Giulio Peroni a SuperNews: "Finale di Champions? L'Inter poco funzionale. De Laurentiis non trattiene i giocatori. Con Sousa a Napoli un nuovo laboratorio"

L'esperto opinionista tv e giornalista Giulio Peroni ospite ai microfoni SuperNews. Peroni esprime il suo giudizio sulle principali questioni di mercato attuali ed estive, delle big. L'opinionista approfondisce la mancata vittoria dell'Inter in finale di Champions League ed elenca le difficoltà del club nerazzurro nel decisivo match con il City.

Giulio Peroni a SuperNews

L'esperto opinionista tv e giornalista Giulio Peroni ospite ai microfoni SuperNews. Peroni esprime il suo giudizio sulle principali questioni di calciomercato attuali ed estive, delle big. L'opinionista approfondisce la mancata vittoria dell'Inter in finale di Champions League ed elenca le difficoltà del club nerazzurro nel decisivo match con il City.

Il Manchester City trionfa in una serata in cui i nerazzurri non hanno sfigurato. Ottimo il lavoro in difesa con Acerbi, Dimarco, Bastoni: l'Inter ha faticato di più in attacco? Cosa non ha funzionato?

"Ci tengo a dire che, come ho riportato anche a Sportitalia, in una finale si va per vincere e l'Inter non ha funzionato. L'approccio alla sfida non è stato ottimale, anche se è rimasta compatta, ordinata e virile. Un approccio sbagliato dove si sono posti con un: "Vediamo come va, non abbiamo nulla da perdere". Il mood dell'ambiente non è stato all'altezza del Manchester City. Allo stesso modo, occorre dire quanto la difesa nello sviluppo del gioco sia stata invece ottimale. Darmian, Acerbi e Bastoni hanno avuto un grande carisma: hanno trasmesso una personalità che gli avversari hanno fatto fatica ad affrontare. In zona centrocampo, Barella e Brozovic hanno giocato molto bene e non si sono fatti intimorire. L'unico neo è stato l'attacco: Dzeko è un giocatore formidabile, ma ha 37 anni e non ha più l'elasticità per reggere un tale lasso di tempo. Lukaku e Lautaro sono stati la parte maggiormente in difficoltà: quest'ultimo non è stato in grado di incidere, come già accaduto ai Mondiali, mentre Lukaku, come si è potuto notare nella finale del Belgio e del Chelsea, ha sbagliato dei gol che sono figli di una situazione mentale non idonea per una finale".

L'Inter punta Dodi Lukebakio, l'attaccante passa l'ultima stagione all'Hertha Berlino dove chiude all'ultimo posto il campionato. L'idea pre-Correa è una occasione per l'estate?

Leggi anche:  Intervista esclusiva a Fulvio Collovati: "Fossi stato in Palestra, sarei andato all'Inter. Al Milan non si capisce chi comanda, avrei preferito un allenatore italiano"

"L'Inter deve puntare su un giocatore giovane, affamato di quantità e che sappia dribblare. Il problema dell'Inter è che ci sono periodi isolati riguardo la quantità dei gol e non ha giocatori che sanno dribblare. Possiede pochi cursori, potremmo definirla un'anomalia e criticità della squadra. L'obiettivo sarà acquistare un giocatore fantasioso".

De Laurentiis ha dichiarato di avere 40 candidature per il ruolo di allenatore del Napoli, spuntano i nomi di Sousa o Galtier. Quale dei profili alla fine potrebbe realmente occupare la panchina partenopea?

"Per il Napoli è arrivato il terzo scudetto, è giunto in cima. De Laurentiis è un presidente molto attento ai conti. Il fatto che sia andato via Spalletti, e probabilmente stessa sorte toccherà a Giuntoli, vuol dire che la mission del nuovo Napoli non sarà di sole vittorie. Il fatto che ci siano più di 40 candidature ci fa capire che De Laurentiis non ha le idee chiare. Il nome di Sousa è certamente un nome emergente, ma non è un allenatore più esperto di Luciano Spalletti. Il Napoli con Sousa ripartirebbe con un nuovo laboratorio. Al momento, se devo nominarti un allenatore valido per il Napoli, ti direi Vincenzo Italiano: un allenatore in grado di dare molta carica al gruppo e che, al contempo, possiede un calcio simile a quello del Napoli".

Il Presidente del Napoli blinda il duo Kvaratskhelia-Osimhen, e tiene quest'ultimo lontano da: Bayern Monaco, Real Madrid, Manchester United, Chelsea e probabilmente anche Tottenham. Potrebbe arrivare un'offerta pronta a rompere gli equilibri? 

"Potrebbe arrivare più di una offerta pronta a rompere gli equilibri. Qualora ne dovesse arrivare una buona, De Laurentiis non direbbe certamente di no. Il presidente non è uno che trattiene: se capisce che un giocatore vuole andare via, come ad esempio Koulibaly e Insigne, farà in modo che questo accada. Non ama trattenere i giocatori strapagandoli, una situazione che, al contrario, non accade nella compravendita. Ricordiamo quanto pagò Osimhen. Devo dire che i napoletani hanno fatto questa stupenda festa, risentendo però malinconicamente della mancanza di Osimhen. Questa situazione mi ricorda molto la vicenda Mourinhana del 2010".

In casa Lazio, la Juve sarebbe pronta a offrire Arthur per Milinkovic-Savic. Anche l'Atletico Madrid si fa avanti: quale scelta farà gola al serbo?

Leggi anche:  Intervista esclusiva a Fulvio Collovati: "Fossi stato in Palestra, sarei andato all'Inter. Al Milan non si capisce chi comanda, avrei preferito un allenatore italiano"

"Milinkovic-Savic ha 28 anni ed è un giocatore forte tecnicamente, anche se non è un fuoriclasse. Il serbo è un giocatore che consolida una squadra, ma non te la cambia, altrimenti non si spiegherebbe come mai Lotito, molto attento alle operazioni in uscita, non l'abbia mai venduto. E' chiaro che se si facesse avanti la Juventus la situazione potrebbe subire cambiamenti. C'è da dire che la Lazio ha creato un ambiente forte, con un allenatore che si è unito molto al gruppo. E' una bellissima squadra, un club che può dare fastidio a molti".

Passiamo al Milan. Dopo l'addio a Paolo Maldini, il club rossonero punta N'Dicka, Kamada e Thuram: tra alti e bassi, rimangono tre nomi caldi per la dirigenza. Di quale operazione ha più bisogno il Milan e quale realmente potrebbe concretizzarsi?

"Kamada sarebbe sicuramente importante per il Milan. Il club rossonero ha bisogno come il pane di uno o due centravanti giovani e che facciano goal. Le priorità rimangono un attaccante e un fantasista. Se il Milan vuole andare avanti con questo calcio, appunto con il 4-2-3-1, deve cercare di cambiare alcuni aspetti. A questa nuova proprietà aspetta un compito molto arduo. Nel calcio moderno si tende a non avere più direttori sportivi e Maldini ricopriva un ruolo che non c'è quasi più. Staremo a vedere Cardinale cosa farà in questo Milan".

Dopo Maldini, un comunicato che sancisce il nuovo addio di Massara: due pesanti esoneri per il Milan. Una tua opinione sulla decisione riguardante gli esoneri e sul prossimo obiettivo di mercato sulle posizioni da ricoprire.

Leggi anche:  Intervista esclusiva a Fulvio Collovati: "Fossi stato in Palestra, sarei andato all'Inter. Al Milan non si capisce chi comanda, avrei preferito un allenatore italiano"

"Le posizioni di Maldini e Massara non verranno rimpiazzate. Il Milan è una multinazionale americana che tende a guardare molto i risultati ottenuti. Probabilmente il mercato non è stato soddisfacente e, trovandosi dinanzi una posizione forte come quella di Maldini, il rapporto si è deteriorato. Tolto quest'ultimo, si può dire che la società dietro non ha più milanisti, se non qualche dirigente nel settore della comunicazione dell'epoca berlusconiana. Non è una critica che faccio a Cardinale, ma un dato di fatto: loro, durante il percorso, non guardano in faccia a nessuno". 

In casa Juventus il destino di Adrien Rabiot sembra non trovare posto: il Manchester United in prima fila con un’offerta concreta. Una tua opinione sul futuro del centrocampista.

"Rabiot è un giocatore che è stato subito additato, per via dell'ingaggio altissimo e a causa dell'intervento dei familiari. Ha sicuramente una grande funzionalità nel centrocampo della Juventus, devo dire piuttosto spiccata. Al momento è un giocatore che costa molto. E' vero che la Juve farà probabilmente la Conference League, però ha anche l'obiettivo di far quadrare i conti. Ci sono dei meccanismi interni che noi non conosciamo e Rabiot potrebbe essere un giocatore insofferente nella sua posizione. Ricordiamo Vlahovic e Chiesa che per diversi motivi non si sono inseriti e conseguentemente messi in discussione. Il caso Rabiot potrebbe essere il terzo. Anche Massimiliano Allegri non è sicurissimo che resti alla Juventus e, qualora arrivasse una offerta araba, a Torino non si strapperebbero i capelli".