Intervista esclusiva a David Sesa: "Lecce ha tutto per restare a lungo in Serie A. Napoli fortunato ad avere De Laurentiis, senza di lui..."

Intervista esclusiva della nostra Redazione a David Sesa. L'ex calciatore svizzero, con origini italiane, ha iniziato la carriera da professionista nelle file dello Zurigo, poi in Baden e Servette. L' approdo in Italia nel Lecce grazie a Pantaleo Corvino, collezionando 29 presenze e 7 reti nella Serie A 1999/2000. Anche quattro stagioni a Napoli, di cui quella del 2000/01 vissuta nella massima serie. Negli ultimi anni, oltre che in Palazzolo e Rovigo, anche una significativa esperienza con la SPAL. Ecco le sue dichiarazioni ai nostri microfoni.

Intervista esclusiva della nostra Redazione a David Sesa. Di nazionalità svizzera ma con padre di origini della Provincia di Avellino, si trasferisce al Lecce nell'estate del 1998 in Serie B. È il suo primo anno in Italia e con i salentini ottiene subito la promozione in massima serie, oltre che siglare la rete più veloce nella storia della Coppa Italia contro il Monza. Va al Napoli con grandi aspettative ma l'esperienza partenopea si conclude per via del fallimento societario nel 2004. Ultimi anni in Serie C2 nelle file della SPAL, squadra di cui divenne capitano.

David Sesa, La ringraziamo per essere con la nostra Redazione. La sua nazionalità è Svizzera ma ha radici italiane. Prima sette anni tra Zurigo, Baden e Servette, poi l’approdo in Italia. Come giudica l’attuale calcio italiano? Quale squadra le sta piacendo e quale deludendo, fino a oggi?

Mi tengo sempre aggiornato sugli eventi del calcio italiano, dalla Serie A alla Serie C, con particolare attenzione alle mie ex squadre. In Italia, l'Inter è la più forte in assoluto e manca soltanto la matematica per festeggiare il 20° Scudetto. La Juventus ha rivolto l'attenzione su diversi giovani per iniziare un nuovo capitolo della sua storia; anche sul profilo finanziario, è stata particolarmente attenta a non azzardare grandi investimenti, come accaduto fino a qualche anno fa. Ci vorrà del tempo per ridurre quel gap per la lotta allo Scudetto ma resta una società che ogni anno pone l'obiettivo di vincere il campionato.

Mi sta piacendo particolarmente la Roma; l'arrivo di Daniele De Rossi ha potenziato un organico già forte dall'inizio, quando non c'era troppa serenità nel gruppo. Sul Napoli, sapevo che sarebbe stato difficilissimo ripetere quello che di straordinario è stato compiuto nella passata stagione. I vari cambi di allenatore sono stati determinanti per stravolgere una perfezione raggiunta grazie a Luciano Spalletti. E' stato anche sfortunato nel non poter disporre a pieno di calciatori determinanti per diverso tempo, in particolare di Victor Osimhen.

Proprio a riguardo dell’Italia, David Sesa approda per la prima volta al Lecce grazie a Pantaleo Corvino, attuale Responsabile dell’Area Tecnica del club. Che ricordi ha di quell' esperienza?

Rimasi affascinato dall'offerta e dal pensiero di giocare in uno degli scenari calcistici più belli. Il calcio italiano negli anni 2000 era uno dei più ambiti, con tanti calciatori di altissimo livello e tra i migliori al Mondo. Anche la Serie B era molto competitiva e difficile. Fu una soddisfazione fantastica ottenere la promozione in Serie A al mio primo anno con il Lecce. Imparai tantissimo da quella esperienza e riuscii a ripetermi anche nella stagione successiva, con buoni risultati. Sono stati due anni indimenticabili, in una città calorosissima che regalava un'adrenalina pazzesca.

Grande merito di quella squadra fu di chi mi portò a Lecce: Pantaleo Corvino. Arrivai dal Servette proprio grazie a lui, venne a scoprirmi ed ebbe subito fiducia in me. E' stato ed è tutt'ora un simbolo del calcio italiano, sempre aggiornatissimo sui campionati "minori", con un'abilità eccezionale nel fare scouting e di valorizzare chiunque riuscisse ad acquistare. Lo ha dimostrato anche all'epoca in cui era alla Fiorentina e al Bologna. Resta un maestro.

Del Lecce di oggi, cosa ne pensa David Sesa dell’approdo di Luca Gotti, dopo l’esonero di D’Aversa? Quali dei calciatori le sta dando impressioni positive e da chi si aspettava di più, invece?

Il Lecce era partito molto bene, regalando l'illusione che si potesse ambire a un obiettivo diverso dalla semplice permanenza in Serie A. Invece, proprio perché la Serie A resta sempre un campionato lungo e difficile, i valori della squadra sono venuti fuori con il trascorrere delle giornate. Non mi meraviglia che sia ancora in piena lotta per conquistarsi la salvezza e credo che la società fosse consapevole che l'obiettivo era questo. L'ultima gara giocata a Salerno ha regalato una vittoria importantissima, con tre punti che hanno ridato morale a un gruppo che si sentiva in pericolo dopo la sconfitta in casa contro il Verona. Tutti sanno che non è affatto finita ma sono certo che la squadra tornerà quella della prima parte di campionato.

Tra i più rappresentativi? Citerei Wladimiro Falcone, perché è stato decisivo in diverse occasioni con le sue parate e ha trasmesso tanta sicurezza, in particolare ai compagni del reparto difensivo. A parte le individualità, ritengo che la vera forza di questo Lecce sia nel collettivo. Non si può pensare di raggiungere i risultati affidandosi alle abilità del singolo calciatore. L'arrivo di Luca Gotti darà ancora più compattezza, oltre che la tranquillità per risollevarsi e tenersi distante dalle posizioni pericolose. Questo club ha tutto per restare in Serie A, anche a lungo.

Nella stagione 1998/99 David Sesa totalizza 29 presenze in Serie A con la maglia del Lecce, con 7 reti, tra cui quella più importante in un Lecce-Inter 1-0. Proprio sui "Nerazzurri", si sarebbe aspettato l’eliminazione in Champions League ad opera dell’Atletico Madrid?

La Champions League è una competizione imprevedibile, nessun club può conoscere il proprio destino in anticipo e dagli ottavi di finale ci sono tutte le squadre più forti. Sono sempre i piccoli dettagli a fare grandi differenze. L'Inter se l'è giocata alla pari contro un Atletico Madrid sempre difficilissimo da affrontare. Chi segue anche il calcio spagnolo sa che è una squadra mai da sottovalutare. E' rognosa e riesce a far giocare male qualsiasi avversario, perché difende sempre molto compatta e rilancia velocemente l'offensiva con calciatori di fantasia, quali Antoine Griezmann, Angel Correa o Samuel Lino, che possono farti la giocata decisiva in ogni momento della gara. I rigori, purtroppo, sono stati quel dettaglio a fare la differenza. E' stata un'eliminazione molto cocente per tutti i tifosi e tutto l'ambiente interista, non c'è dubbio, ma fa parte del gioco del calcio e bisogna accettarlo senza fare drammi.

Sempre con la maglia del Lecce, David Sesa sigla la rete più veloce nella storia della Coppa Italia contro il Monza in terra brianzola. Oggi il Monza è in Serie A. Crede che Raffaele Palladino sia l’allenatore giusto per ambire anche a posti per le Coppe Europee, nei prossimi tempi? Quali dei nomi della rosa crede siano da squadre di vertice?

Il Monza ha avuto grande coraggio nell'affidare a Raffaele Palladino la prima squadra, dimostrando di avere ottime qualità di allenatore già nel settore giovanile del club. Ha puntato su una persona che conosceva molto bene e direi che i risultati stanno dando ragione sia a lui che alla società. E' ancora molto giovane ma ha già dimostrato di saperci fare, facendosi rispettare con la sua semplicità. Fa giocare la squadra con entusiasmo e fa divertire. E' anche supportato da un organico di buonissimo livello, con elementi di esperienza e giovani davvero interessanti. Gran parte del merito va dato ad Adriano Galliani, il quale conosce alla perfezione il calcio italiano da tantissimi anni e ha saputo comporre un organico che molti invidiano, oltre alla famiglia Berlusconi che, da subito, ha messo a disposizione un budget molto importante per allestire la squadra.

Monza è anche una città a dimensione per qualsiasi calciatore, perché è un ambiente in cui non c'è la pressione che può esserci nei club più blasonati, si può lavorare con serenità e con qualità. Se si vuole ambire a traguardi più prestigiosi, come un piazzamento in Europa, dovrà compiere investimenti importanti per portare calciatori ancora più forti e competere con club che sono sempre tra le prime posizioni, quali Lazio, Fiorentina, Atalanta, Roma e Napoli. Dipenderà dalla proprietà se azzardare in futuro oppure voler mantenere questo livello attuale. Credo che, se continua così, resterà in Serie A per tantissimi anni.

Esperienza significativa anche a Napoli, dal 2000 al 2004. Che ricordi ha della città e di quel Napoli? Perché David Sesa non riuscì a essere prolifico come a Lecce?

Napoli è una città unica, particolare in tutto. L'ho trovata bellissima, sin dal primo giorno in cui approdai. La squadra di calcio è il simbolo di questa città che, però, è sempre molto esigente. All'epoca, non fui molto fortunato a far parte di una società che viveva una situazione molto difficile. C'erano diverse tensioni anche di natura tecnica, con cambi di allenatori e di calciatori che crearono confusione e discontinuità. Al mio primo anno, il club era stato promosso dalla Serie B e le aspettative erano molto alte, anche perché furono fatti investimenti importanti che portarono all'arrivo di calciatori di qualità, quali Salvatore Fresi, Francesco Moriero, Edmundo e tanti altri, oltre che di un allenatore di carisma come Zdenek Zeman. Pur disponendo di nomi di livello, le aspettative furono deluse ampiamente ma ci furono diversi fattori che fecero andare male quegli anni.

Non resi come a Lecce, è vero, ma sentivo il peso di un clima societario che peggiorava di continuo: difatti, quel club fallì proprio nel mio ultimo anno a Napoli. Purtroppo, dentro di me non volevo affatto che andasse così ma porterò per sempre un bellissimo ricordo. Nonostante ciò, sono stati anni molto formativi per la mia persona.

Che idea si è fatto di Francesco Calzona al Napoli? Quali azioni della stagione in corso intraprese dal Presidente Aurelio De Laurentiis ha condiviso di più e quali meno?

L'eredità lasciata da Spalletti sarebbe stata difficile per chiunque. Troppo facile dire che De Laurentiis ha deluso le attese con le scelte sull'allenatore. Ha puntato su Rudi Garcia pensando di poter mantenere lo stesso equilibrio ma non è andata così. Ripetersi è sempre difficilissimo e basta poco per avere dei cali di rendimento importanti. Ha cercato di rimediare con Walter Mazzarri che è stato un allenatore molto fedele al suo sistema di gioco principale, indipendentemente dai calciatori di cui disponeva. Ha provato a cambiare mentalità nel gioco ma non c'è stato mai quel cambio di passo che sembra sia arrivato con Francesco Calzona, un allenatore molto preparato che già conosceva bene Napoli ai tempi di Maurizio Sarri e di Luciano Spalletti. Mi meraviglio come non sia stato contattato prima dalla società.

Tutti i tifosi del Napoli dovranno sempre dire grazie a De Laurentiis, un Presidente che ha rilevato un club fallito nel 2004 e ha portato un calcio d'elite dopo tanti anni bui. Ha fatto scelte condivisibili o meno ma sempre per il bene della squadra. Ci sono stati calciatori di primissimo livello, facendo gioire tutti con numerose vittorie. Inoltre, mi sembra che sia una dei pochi club con i bilanci sani, sempre attento a stare lontano da difficoltà finanziarie. Se non fosse stato per lui, non so Napoli cosa avrebbe vissuto.

Dal Sud al Nord, con una breve esperienza al Palazzolo, quella finale al Rovigo e nel mezzo tre anni intensi nella SPAL in Serie C2, con 20 reti in più di 70 gare. Che ricordi ha David Sesa della permanenza a Ferrara? Il club potrà ambire di nuovo alla Serie A?

La SPAL rappresenta un'altra parte molto importante della mia vita. Ferrara è una bella città, tranquilla e molto ospitale, sono stato benissimo. Il pubblico è fantastico, passionale e molto legato alle sorti della propria squadra. Anche quì il calcio è importante e lo ha testimoniato il periodo in cui era in Serie A. In quella squadra divenni anche il capitano e tutti mi volevano bene, sentendo sempre la fiducia di tutto l'ambiente. Mi sono divertito e sono contento di avere soltanto bei ricordi.

La realtà attuale della SPAL non è tra le più felici, perché la città ha vissuto tempi più belli e il peso della Serie C si sente tantissimo. E' un campionato molto difficile, dove ci sono tante società che investono e puntano a vincere. La concorrenza è sempre molto spietata e non è facile risalire. La Serie A è sempre il massimo per ciascun club ma credo che una Serie B sia ugualmente un livello molto prestigioso da raggiungere e da tenersi stretto, spero il prima possibile.

Tra qualche mese ci saranno gli Europei. Crede che Luciano Spalletti riuscirà a eguagliare Ferruccio Valcareggi e Roberto Mancini con l’Italia?

L'attuale Nazionale Italiana ha buoni calciatori e ha scelto il CT giusto, perché tutti sanno chi è Luciano Spalletti. La voglia di riscattarsi dalle delusioni degli ultimi tempi, escluso l'Europeo fantastico vinto con Roberto Mancini, sarà la forza principale per raggiungere risultati importanti. Non la vedo tra le favorite alla vittoria finale, sinceramente, perché ci sono tre o quattro nazionali davvero forti e ben strutturate. Però, anche l'Europeo è un torneo dove nessuno sa cosa può accadere e ci può essere sempre la sorpresa. Le motivazioni possono fare tanto e può vincere anche chi, sulla carta, non parte come favorito. L'Italia è sempre l'Italia ed è chiamata a fare bella figura a ogni occasione.

Molto bene! E' stato gentilissimo per aver condiviso i Suoi pensieri. La Redazione ringrazia David Sesa per l'intervista, augurando le migliori soddisfazioni per il prosieguo, oltre che di risentirLa.

"Il piacere è stato mio! Grazie a Voi e alla prossima!"