Intervista esclusiva ad Alfredo Aglietti: "De Laurentiis vorrà vincere anche in Europa. Non mi sarei aspettato l'arrivo di De Bruyne. Il Napoli in Champions? Può diventare..."

Intervista esclusiva della nostra Redazione ad Alfredo Aglietti. Dopo i primi anni in Serie C2 tra le file di Rondinella Marzocco, Montevarchi e Pontedera, nella stagione 1994/95 veste la maglia della Reggina e contribuisce alla promozione in Serie B degli amaranto con 20 reti, grazie alle quali ottiene anche il titolo di capocannoniere. Conosce per la prima volta la Serie A due anni più tardi grazie al Napoli, con cui disputa anche una finale di Coppa Italia. In seguito, approda all'Hellas Verona per tre stagioni, prima di un'esperienza al Chievo in cadetteria. Ritorna in Toscana con la Pistoiese, per concludere con il professionismo nell'Arezzo.

Intervista esclusiva della nostra Redazione ad Alfredo Aglietti. L'ex calciatore, nativo di San Giovanni Valdarno, ha rilasciato le proprie opinioni a riguardo dell'inizio dell'attuale Serie A, con un focus sul club con cui da calciatore ha esordito nel massimo campionato italiano, il Napoli. Considerazioni interessanti anche sulla Fiorentina di Stefano Pioli, oltre che dire la propria sulle condizioni di altre sue ex: l'Hellas Verona di Paolo Zanetti, l'Arezzo di Cristian Bucchi, capolista provvisoria del Girone B di Serie C a punteggio pieno, e la Reggina di Bruno Trocini, militante in Serie D.

Alfredo, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.

Dopo le prime due giornate di campionato con altrettante vittorie, quali sono state le impressioni personali sul Napoli?

Partire bene non è mai una cosa facile e scontata, anche per una squadra forte come il Napoli, per cui è soltanto un bene essere a punteggio pieno, anche perché si è vista già una Juventus ambiziosa che vuole stare al passo con tanta determinazione. Risultati a parte, si è vista qualche difficoltà nello sviluppo del gioco, ma siamo appena agli inizi e le gambe hanno ancora il peso della preparazione; ciò nonostante e specialmente contro il Cagliari, ho visto una squadra che non ha mai mollato, con una pressione costante esercitata sull'avversario per cercare la strada del goal; come si è visto, non è stata affatto una passeggiata e la vittoria è arrivata all'ultima azione utile, ma l'importante è aver centrato i tre punti.

Il Napoli è una squadra che si è rinforzata tantissimo sul mercato, ha fatto dei colpi davvero importanti e ritengo che abbia qualcosa in più delle altre. Resta la favorita per vincere il prossimo scudetto.

Con l'arrivo di Rasmus Højlund, c'è il rischio che Lorenzo Lucca possa risentire della presenza del nazionale danese e diventare, di conseguenza, una seconda scelta per Antonio Conte?

Occorre vedere come Conte ha in mente di far giocare la squadra; non è da escludere che potrà provare anche delle soluzioni con le due punte, ma dipenderà dall'avversario da affrontare e dalle condizioni dei singoli. L'infortunio di Lukaku, naturalmente, ha fatto sì che il Napoli tornasse di nuovo sul mercato per non lasciare nulla al caso in attacco, perché si sarà ragionato sulla base dei tantissimi impegni che dovrà affrontare la squadra, soprattutto in Champions League.

L'acquisto di Højlund è stato un grande segnale da parte della società, sotto tutti gli aspetti, perché ha dato prova della volontà di raggiungere i traguardi più lontani; si tratta di un attaccante che ha già una grande esperienza, nonostante sia ancora molto giovane. Può soltanto crescere ulteriormente.

Le partite da affrontare sono tantissime e ci sarà spazio per tutti, anche per Lucca che è stato acquistato con l'intento di farlo crescere proprio alle spalle di Lukaku; è probabile che lui abbia anche sentito la pressione con il passaggio dall'Udinese al Napoli, ma è molto giovane e avrà tanto tempo per fare bene. Quando rientrerà di nuovo Lukaku, sarà inevitabile che per Lucca ci sarà più difficoltà nel trovare spazio da titolare, ma credo che non si tratti di una seconda scelta, perché in questa squadra tutti saranno chiamati in causa e dovranno rendersi utili. Bisogna attendere la fine di gennaio, da lì in avanti si comincerà a capire qualcosa di più sulle reali potenzialità di questo ragazzo.

Manca poco anche per l'inizio della stagione europea. Per essere ritenuto soddisfacente il proprio percorso in Champions League, fin dove dovrà spingersi il Napoli?

È difficile stabilirlo sin da ora, ma credo che l'obiettivo principale che vorrà raggiungere il Napoli sarà quello di superare il primo turno agevolmente; è vero che potrà farlo anche mediante gli spareggi, ma sarebbe molto meglio evitare questa strada. Il minimo sarebbe raggiungere le gare degli ottavi di finale, poi chissà.

Sarebbe esagerato inserire il Napoli tra le prime quattro squadre della prossima Champions League?

Non lo è, secondo me, anche se resta difficilissimo riuscire ad arrivare lontano in questa coppa. Il livello è molto alto e ci sono squadre che hanno delle qualità notevoli, ma credo che il Napoli abbia i mezzi per diventare la classica outsider pronta a impensierire quelle che, almeno sulla carta, restano le favorite per la vittoria finale. De Laurentiis ha accontentato Conte in tutto e per tutto, perché intende aprire insieme a lui un ciclo vincente non soltanto in campionato, ma anche in Champions League; sono stati fatti acquisti importanti, a cominciare da De Bruyne che ha una caratura mondiale ed è un lusso, per cui viene naturale il desiderio di portare questa squadra tra le grandi d'Europa. La presenza dei campioni resta uno sprone per l'intero gruppo, quindi ben vengano giocatori del genere.

Dopo la sosta per le Nazionali, riprende il campionato. In casa della Fiorentina sarà il primo vero banco di prova per il Napoli?

Sì, sarà una partita che dirà qualcosa d'importante per entrambe, perché il Napoli ha sei punti, ma qualche difficoltà nelle prime due partite l'ha avuta, mentre la Fiorentina ne ha raccolti due, per cui vorrà prontamente riscattarsi e fare risultato pieno. A parte questa partita, quest'anno c'è grande entusiasmo a Firenze. Il presidente Commisso ha fatto grandi acquisti e ha tenuto giocatori importanti come Comuzzo e, soprattutto, Kean, il quale ha rinunciato anche a fior di soldi da altri campionati meno prestigiosi, ma più profittevoli; è stata la dimostrazione che il progetto della Fiorentina resta molto serio e ambizioso, dando anche prova di una società sana che ha soltanto voglia di fare bene. I risultati arriveranno, perché la qualità c'è.

Poi, è stato ingaggiato Pioli che è una garanzia per il campionato italiano. Resta una di quelle squadre che seguirò con grande curiosità, perché, secondo me, potrà dare fastidio a tutte.

Se il Napoli resta la favorita principale per aggiudicarsi il prossimo Scudetto, quale potrà essere la sua antagonista principale?

Credo che resti l'Inter, anche se non la vedo come quella degli ultimi anni. Può darsi che, inconsciamente, le delusioni della scorsa stagione abbiano condizionato a livello psicologico, perché la squadra non è riuscita a ottenere risultati in linea con quelle che erano le aspettative iniziali. Non è facile tenere il peso di due finali di Champions League perse, specialmente quella contro il Paris Saint-Germain, oltre che dell'ultimo campionato.

Subito dopo, aggiungo la Juventus, che mi sembra abbia maggiore convinzione delle proprie capacità e proverà a stare lì per il vertice; anche il Milan è tra quelle che vorranno restare stare al passo per le prime posizioni, come sono sicuro che farà altrettanto bene la Roma di Gasperini, un allenatore che già sta creando le condizioni per portare questa squadra a un margine di miglioramento molto ampio, per cui sarà una squadra che dovranno affrontare tutti con la massima attenzione.

Ci sarà molta concorrenza, ma credo siano queste le squadre che si giocheranno le posizioni della classifica che contano di più.

C'è stata la conferma di Paolo Zanetti in panchina, ma sono anche avvenute cessioni importanti. Crede che l'Hellas Verona di questa stagione farà più fatica rispetto all'ultima trascorsa?

Di certo, l'obiettivo del Verona resta la salvezza. Oltre alle cessioni di alcuni, non bisogna dimenticare che si tratta della prima stagione in cui la nuova società ha potuto programmare tutto dall'inizio. Mi sembra che si sia insediata piuttosto bene, ma credo che Setti, pur non essendo più il proprietario, farà sentire la sua presenza all'interno dello staff dirigenziale. Lui ha fatto tantissimo per questa società.

Verona, si sa, è una grande piazza, con una tifoseria straordinaria, ma sempre molto esigente. Bisogna andare sempre cauti, perché l'unico pensiero che si può avere è mantenere la Serie A. Anche se sono andati via dei giocatori importanti, credo che questa squadra abbia tutte le carte in regola per ripetersi di nuovo, sapendo che ci sarà da soffrire fino all'ultima giornata. L'importante è non inanellare dei filotti negativi lunghi, altrimenti le difficoltà possono moltiplicarsi in pochissimo tempo.

Credo che Zanetti abbia già dimostrato lo scorso anno di essere un mister in grado di mantenere gli equilibri, fare quadrato e tenere lontana l'ansia. Siamo agli inizi e ci sarà da rimboccarsi subito le maniche già dalla prossima, ma il Verona potrà dire la sua anche quest'anno.

Gli occhi sono maggiormente puntati su Gift Orban, in prestito dall' Hoffenheim. Crede che l'attaccante nigeriano potrà concludere la stagione in doppia cifra con la maglia dell'Hellas Verona?

All'inizio, resta sempre un'incognita per tutti i giocatori che arrivano per la prima volta nel campionato italiano, perché è molto più tattico rispetto agli altri ed è più improntato sulla fisicità; in linee generali, si è visto che diverse squadre lasciano pochi spazi e giocano colpo su colpo. Oltretutto, quando si cambia nazione, c'è sempre bisogno che chi arriva abbia un po' di tempo per ambientarsi, ma spero che questo ragazzo potrà trovarsi subito a proprio agio per contribuire alla salvezza del Verona.

Andrà valutato insieme alla squadra, perché non ci si può aspettare che soltanto Orban possa risolvere tutti i problemi in attacco; l'importante è creare una gruppo unito, senza aspettarsi che arrivi qualcuno a compiere miracoli.

Si sarebbe aspettato di vedere una delle neopromosse a punteggio pieno, la Cremonese?

No, sinceramente, anche perché la Cremonese, storicamente, non è mai partita così bene nei suoi trascorsi in Serie A. Ha dalla sua un allenatore che stimo tantissimo ed è uno di quelli che meriterebbe una chance in qualche squadra più importante, senza nulla togliere alla Cremonese. Si può dire che proprio Nicola è il valore aggiunto di un gruppo che resta in buonissime mani.

Sa benissimo che l'obiettivo resta soltanto quello della salvezza, ma ha iniziato alla grande con un punteggio pieno che regala tantissimo morale. Non perché abbia vinto alle prime due, ma si è visto già dall'atteggiamento in campo che la squadra segue il suo allenatore, riuscendo subito a inculcare la sua mentalità; specialmente contro il Sassuolo, c'è stata una reazione importante, perché c'era quella voglia di vincere a tutti i costi e sono stati premiati all'ultimo minuto. Intanto, sei punti sono tantissimi per una squadra che sa che deve salvarsi, ma la Cremonese sta dimostrando che ha un organico in grado di togliersi belle soddisfazioni in questo campionato.

Con il mercato concluso da poco tempo, quali sono stati gli acquisti in Serie A che più sono piaciuti ad Alfredo Aglietti?

Quello di De Bruyne è stato il colpo più importante, perché si tratta di un calciatore con un curriculum come pochi al mondo. Passare dal Manchester City al Napoli sembrava che fosse per lui una sorta di passo indietro nella sua carriera, ma la dimensione che sta avendo questo Napoli avvalora ancora di più la scelta che ha compiuto questo campione, perché ha accettato di mettersi alla prova in uno dei campionati più difficili. Sinceramente, non mi sarei aspettato che il Napoli riuscisse a prenderlo.

Mi è piaciuta anche la scelta che il Milan ha fatto per Modrić, nonostante non abbia più un'età giovanissima, ma si tratta ugualmente di un campione che darà la sua esperienza a tutto l'ambiente, non soltanto con la qualità delle giocate; si tratta di un giocatore che ha vinto tutto, con una mentalità vincente che potrà trasmettere a tutti i suoi compagni. Sarà lui il motore trainante per cercare di raggiungere, il prima possibile, uno status che possa proiettare il Milan di nuovo ai livelli europei di un tempo.

L'Arezzo si ritrova a punteggio pieno dopo tre giornate di campionato. È troppo presto per iniziare a pensare al gradino più alto della classifica?

Sì, assolutamente, però l'Arezzo è una di quelle squadre che, secondo me, lotterà per vincere il campionato. Hanno degli ottimi giocatori, hanno una rosa importante e conosco piuttosto bene questa realtà. C'è un allenatore bravo, come Bucchi, che ha avuto diverse esperienze anche in categorie importanti, oltre a esserci un direttore sportivo molto giovane che si sta già facendo valere, tra l'altro un mio ex giocatore; proprio con Cutolo ho avuto la possibilità di dialogare di recente, confermandomi che in questa stagione c'è l'intento di fare le cose in grande.

C'è anche una proprietà forte alle spalle e Arezzo è una piazza molto calorosa che ti invoglia a lavorare bene. Il campionato è lunghissimo, però è sempre un bene iniziare con un filotto importante di risultati, perché vincere aiuta sempre. Mi auguro che possa tornare in Serie B già l'anno prossimo, sarebbe la giusta dimensione per questo ambiente.

Quali potrebbero essere le principali antagoniste dell'Arezzo in questo campionato?

Adesso, si fa ancora fatica a intravedere quali siano le squadre in grado di competere con l'Arezzo. La Serie C, poi, è stranissima e viene fuori sempre qualche sorpresa. Dovremmo vedere una Ternana desiderosa di riscatto, specie dopo i Playoff persi qualche mese fa, ma mi sembra che sia una squadra più in difficoltà rispetto alla passata stagione, anche per via di una situazione societaria non proprio facile da gestire. Credo che per questa squadra ci vorrà del tempo per ingranare e spingersi di nuovo ad alti livelli, come penso che possa essere lo stesso per un'altra grande come il Perugia.

Anche Livorno è una piazza importantissima, rientrata nel calcio professionistico dopo diversi anni di purgatorio tra i Dilettanti, ma credo che disputerà un campionato per assestarsi nella categoria.

Potrebbe esserci una sorpresa dal Campobasso e dal Ravenna, come anche dalla stessa Sambenedettese che è tornata nei professionisti dopo tanti anni, suscitando un entusiasmo incredibile in città.

Queste che ho citato, forse, non riusciranno a competere con l'Arezzo, perché mi sembra davvero la squadra più completa, ma saranno in grado di ambire per un posto nei Playoff.

Esordio in campionato con una sconfitta esterna per la Reggina. Parole dure di Trocini nel post gara contro il CastrumFavara. C'è già da preoccuparsi per il prosieguo della stagione?

Si può perdere una partita, ma questo aspetto non deve assolutamente preoccupare. I risultati sorprendenti, soprattutto all'inizio del campionato, ci sono sempre, specie quando i carichi di lavoro si fanno ancora sentire nelle gambe. Non c'è soltanto il risultato da considerare, ma è chiaro una sconfitta non fa felice nessuno; però, bisogna restare tranquilli e concentrati, senza creare inutili tensioni all'ambiente.

Da ex, non posso che augurarmi di rivederla tra i professionisti il prima possibile, perché per Reggio sarebbe il minimo. Purtroppo, l'ambiente sta soffrendo molto le situazioni che si sono susseguite negli ultimi anni a livello societario. La Serie D è un campionato complicato, ci vuole calma e pazienza, anche se ti chiami Reggina. La rosa mi sembra di buon livello e Trocini è un allenatore che sa fare molto bene il suo mestiere, per cui resto ampiamente fiducioso per il prosieguo.