“Fantacalcio Il Viaggio”, Alessandro Costantini: “Su FIV Serie A e Fantacalcio con la mia generosa dose di ironia. Al Milan serve un attaccante, Fiorentina e Pisa con un piede in B. Ecco i miei top player del campionato” 

Gli ingredienti di "Fantacalcio Il Viaggio" sono l'ironia, la competenza, una community fedele e la passione viscerale verso tutto ció che riguarda la Serie A e i suoi interpreti. Il fondatore della nota pagina Instagram Alessandro Costantini ci parla della sua attivitá sui social e di come é nato ed evoluto il suo progetto in quest'intervista rilasciata in esclusiva alla nostra redazione.

Ospite ai nostri microfoni Alessandro Costantini, fondatore della pagina Instagram “FIV - Fantacalcio Il Viaggio”. Indossando il suo immancabile paio di occhiali da sole e mixando passione, competenza e ironia, il creator milanese parla alla sua community di oltre 53mila follower di Serie A e di Fantacalcio, un gioco destinato ad evolvere e ad attirare, sempre di più, l’attenzione di tifosi e addetti ai lavori. FIV, l’acronimo con cui Alessandro è conosciuto, ci ha raccontato la sua storia e le sue ambizioni, oltre che averci dato la sua opinione su numerosi temi legati alle protagoniste del massimo campionato. Conosciamolo meglio. 

Ciao Alessandro, piacere di averti ai nostri microfoni. Raccontaci un po’ chi sei, come è nato il tuo profilo "FIV-Fantacalcio Il Viaggio” e come sei arrivato al seguito attuale. 
 
“Sono Alessandro Costantini, sono nato e cresciuto a Milano. Tra le altre cose, sono laureato in Economia Aziendale, ho fatto uno dei percorsi accademici più classici. Dopo la laurea ho provato anche a lavorare, come tutti, quindi mi sono occupato di marketing per due anni in un’azienda. Contemporaneamente, un giorno, mi sono detto: “Postiamo un video sui social e vediamo come va!”. Il video in questione, che parlava di una squadra particolare che avevo creato per il Fantacalcio, non gira per niente. Il giorno dopo, però, lo stesso video (registrato male, editato peggio, un video nel complesso terrificante) fa circa 200.000 visualizzazioni.  

In quel momento mi sono detto: “È incredibile, allora sono nato per questo!”. Inizio quindi a pubblicare altri video, che performano malissimo. Ma ormai mi sentivo in ballo e “dovevo ballare”: allora ho iniziato, piano piano, a migliorare la qualità della registrazione, il linguaggio da utilizzare sui social, la velocità, i tagli, il ritmo, e a costruire una corposa community molto legata e di cui vado fiero. La pagina unisce la parte dedicata al gioco del Fantacalcio ad una parte più ironica, perché occorre riconoscere il carattere ludico di tutto quello che trattiamo”.  
 
 
Essendo tu esperto di Fantacalcio sei consequenzialmente molto preparato sulla Serie A. Ti chiedo: chi è la reale candidata al tricolore, quest’anno? La Roma può realmente, alla lunga, mantenere i ritmi e vincere lo scudetto? 

“Per rispondere devo scindere la parte del tifoso (sono milanista) da quella di spettatore oggettivo. Di cuore, lasciando da parte la scaramanzia, dico Milan. Vedo il Napoli molto concentrato su una sola competizione, e sappiamo che Conte, quando si focalizza su una sola competizione, fa sempre bene. L’Inter, però, ha la rosa più forte e più completa del campionato. Quindi, vedo un’equilibrata lotta a tre: Inter, Milan e Napoli, chi per un motivo chi per un altro, mi danno tutte e tre “vibes” da scudetto. La Roma, invece, la considero un’ottima candidata per il quarto posto, ma la vedo indietro rispetto al trio citato. Non me ne vogliano gli amici romanisti”. 
 
Si avvicina il mercato di gennaio: quale club di Serie A, secondo te, dovrà ricorrere con una certa urgenza alla finestra di riparazione? 
 
“Il Milan deve sicuramente acquistare un attaccante, perché sta facendo fatica con la mancanza di una vera punta. L’infortunio di Gimenez sta pesando, Pulisic è dovuto guarire in tempi record dalla febbre per la sfida contro il Torino. Bisognerà poi capire se la Juventus vorrà accontentare Spalletti con qualche specifica richiesta, dal momento che la rosa non l’ha scelta lui. E infine, anche solo per tentare di risollevare il morale e dare una scossa, la Fiorentina, protagonista di un enorme paradosso: squadra sulla carta assolutamente competitiva che si trova, però, ultima in classifica”. 
 
In questa prima parte di campionato, quale allenatore ti sta sorprendendo di più? 
 
“La Cremonese di Davide Nicola sta facendo un campionato fantastico, se devo spendere il mio “gettone” lo utilizzo per lui. Anche Gasperini sta facendo molto bene: eravamo tutti curiosi di vederlo lontano da Bergamo, e devo dire che sta facendo una grandissima stagione al primo impatto con un’altra squadra dopo tanti anni sulla panchina della Dea. Poi dico Italiano, perché non è mai facile confermarsi e perché non si parla di lui quanto si dovrebbe. Infine, nomino Chivu: non ero convinto dell’ex Inter, e invece sta performando all’altezza dei suoi predecessori”. 

Dovessi scegliere, attualmente, il miglior calciatore della Serie A per ogni ruolo? Se fai fatica a sceglierne solo uno, quali sono i primi nomi che ti vengono in mente? 

“Non ho dubbi su Svilar in porta: se la Roma è una squadra molto solida è anche per lui, che para qualsiasi cosa. È oggettivamente un fenomeno. In questa stagione, secondo me, Pulisic si sta rivelando un “game changer”. Da grande fan di Leao, noto come Pulisic, grazie anche alla sua mentalità, sia ancora più incisivo nel gioco del Milan. Ne è una prova la sua prestazione da subentrante con il Torino, l’attaccante americano è uno dei migliori giocatori del campionato. Tra i giovani, non possiamo non citare due stelle come Nico Paz e Yildiz. Difficile, poi, non incoronare Lautaro Martinez, un noto un po’ standard, ma un giocatore che trasforma ogni occasione in gol e che ha vinto anche un Mondiale, affare non da poco. Tra i centrocampisti, non si può non dare lo scettro a McTominay: lo scozzese alza sempre il suo ritmo quando si alza quello della partita”. 

 
Spostandoci dalla vetta ai bassifondi della Serie A, tra i club che lottano per la salvezza, chi credi abbia le carte in regola per sfuggire al declassamento in B? E quali giocatori, di questi club a rischio, credi meriterebbero la permanenza per via della loro qualità? 
 
“Bellissima domanda. La classifica è attualmente corta, quindi una bagarre incredibile. Relativamente alla qualità dei singoli di questi club a rischio, direi che la Fiorentina sia da escludere, è scontato che abbiano singoli di un certo spessore rispetto alle dirette rivali. Il Cagliari, secondo me, ha un ottimo organico, e infatti adesso è un po’ più su in classifica rispetto alle altre. Mi piace anche la difesa del Pisa, in particolare Canestrelli è molto bravo. Pensando al Verona, Giovane e Orban sono di una categoria superiore, anche se creano tanto e segnano poco. Il Lecce lo si dà per spacciato tutti gli anni, ma tutti gli anni, in qualche modo, si salva, anche grazie a giocatori quali Gaspar e Koulibaly, che magari non rubano l’occhio ma sono sempre protagonisti di solide prestazioni. Relativamente al declassamento in B, se devo fare due nomi di squadre che rischiano concretamente dico Fiorentina (idea rafforzata dalla ricorrenza storica secondo la quale le squadre che non hanno ottenuto neanche una vittoria alla 14esima giornata non si sono mai salvate) e Pisa. Sulla terzultima, invece, c’è una bella lotta”. 
 
Credi che la Champions League sia proibitiva, quest’anno, per le italiane in corsa? 

“Beh, Atalanta e Inter sono messe bene, entrambe potrebbero passare senza disputare i playoff. Onestamente, quando vedo le big d’Europa, specialmente quando giocano l’una contro l’altra, mi sembra di vedere un altro sport. Però poi, effettivamente, l’Inter elimina il Bayern, il Barcellona, quindi le italiane in ogni match vendono sempre cara la pelle. A livello di spettacolo e individualità le europee hanno sicuramente qualcosa in più, anche solo per un importante gap economico. Ma, ripeto, a livello di tattica e di gioco le italiane possono colmare il divario”. 
 
Capitolo Fantacalcio: come credi possa evolversi, in futuro? Hai dei progetti relativi a questo tema? Quanto lavoro c’è dietro il reperimento dati e la creazione dei contenuti? 

“Il Fantacalcio è un fenomeno che sta evolvendo, che sarà sempre in evoluzione e che sempre più premierà il calcio italiano, perché pone un livello di attenzione, divertimento, interesse anche su partite oggettivamente meno seguite. È un asset di punta per tutti: conviene che ci sia interesse verso ogni partita, quindi il Fantacalcio è il massimo mezzo di attenzione sui giocatori, sulle trattative di mercato, ecc. Tutto ciò che ruoto intorno a questo gioco diventa di interesse nazionale. Una volta, quando un calciatore si infortunava, si aspettavano i tempi di recupero senza troppi grattacapi e aspettative. Adesso, invece, sono numerosissime le richieste e ricerche su “Quando rientra Leao?”, perché i fantallenatori devono sapere e capire, di conseguenza, chi schierare al posto del calciatore indisponibile. C’è un’attenzione incredibile sul mondo del Fantacalcio. Relativamente alle tempistiche dei contenuti, occorre avere una grande padronanza del mondo del calcio e del Fanta e in più, creando io video ironici, serve sempre un’idea vera e propria da lanciare. A volte è un lampo, magari mi chiedo: “Ma chi è più forte, Orsolini o Lamine Yamal?” e provo a costruirci qualcosa intorno”. 
 
Quali sono le potenzialità e i “lati oscuri” del lavoro del creator/influencer, per FIV? 

“Bisogna cercare prima di tutto di essere meno dipendenti possibili dai social. È ovvio che dovendo lavorarci la tendenza è quella di stare al telefono per ore, per controllare views e andamento dei propri contenuti. Ma non è la strada giusta, sia per una questione fisiologica (fa male agli occhi stare tanto tempo davanti ad uno schermo!) che psicologica, perché non fa bene stare tanto su queste piattaforme.  

Un consiglio che do ai miei colleghi è quello di non vivere in funzione dei numeri, perché altrimenti diventa dipendenza incontrollabile piuttosto che uno svago/attività. A volte si creano contenuti bellissimi, ma questo non significa che producano necessariamente i risultati sperati. Ecco perché non si deve essere eccessivamente attaccati alle performance”. 

Adesso curi una grande community grazie alla tua passione per il calcio e al tuo spirito ironico e intraprendente. Cosa ti auguri per il futuro? 
 
“Grazie mille per questa domanda. Io vorrei continuare a fare quello che già sto facendo, perché mi diverto un sacco. Vorrei continuare a espandere le collaborazioni e mantenere quelle che già ho, di cui sono molto orgoglioso, e magari, nel tempo, variare e prendere in considerazione la comunicazione su piattaforme e realtá diverse da quelle dei social. Chissà, magari un giorno mi esibirò nei teatri”.