Intervista esclusiva a Davide Lanzafame: "Italia, sfruttiamo le nostre qualità: difesa e cinismo. Parma, a Cuesta andava dato più tempo. Napoli, i calciatori sono forti. Il Perugia merita di meglio..."

La redazione di SuperNews ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva l'ex calciatore di Juventus, Parma, Catania, Perugia, Palermo e non solo Davide Lanzafame: ecco le sue parole in merito ai temi più caldi del momento per quanto riguarda la Serie A e la Nazionale.

SuperNews ha avuto il piacere di avere ai propri microfoni l'ex attaccante Davide Lanzafame, con un passato tra Serie A e Serie B con le maglie di Juventus, Parma, Bari, Catania, Perugia, Palermo, Brescia, Grosseto, Novara e Vicenza, oltre che in Ungheria e in Turchia. Ecco le sue parole in merito alla Nazionale di Mancini e alle squadre della nostra Serie A.

Cosa pensi di questo nuovo corso dell'Italia e se ti convincono le scelte che sta facendo Mancini.

Sì, penso che sia un corso completamente nuovo in cui ci sono tanti ragazzi giovani. Come in ogni cambiamento c'è bisogno di un pochino di tempo, anche se sappiamo benissimo che l'Italia esige sempre dei risultati abbastanza immediati, giustamente per la storia che la rappresenta. È chiaro che c'è bisogno di un'evoluzione graduale, soprattutto dei ragazzi più giovani. Sono giovani, ma sono bravi. Sicuramente la Nations League darà loro l'esperienza per arrivare pronti alle qualificazioni, cercando di essere contornati da gente esperta come Donnarumma, Mancini o Calafiori, che sono giocatori affermatissimi, per cercare di arrivare bene all'Europeo.

Tra i cambiamenti che Mancini sta portando c'è il ritorno al suo 4-3-3, nonostante non ci siano tante ali in Italia. Secondo te è la strada giusta, anche per conformarsi al calcio europeo, o sarebbe meglio sfruttare il 3-5-2 che conosciamo meglio in Italia?

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Io ho la mia idea: i sistemi non sono tutto. Ormai il calcio sta andando sempre più sull'uno contro uno, quindi conta l'interpretazione del sistema e di ogni singola partita. Penso che l'Italia possa giocare con più sistemi, probabilmente anche vedendo gli avversari. Diciamo che non dobbiamo scopiazzare la Spagna con il 4-3-3 solo perché loro sono dei giochisti. Penso che ogni nazione abbia le sue caratteristiche e l'Italia ha le sue prerogative. Non dobbiamo distogliere l'attenzione dalle nostre qualità primarie, che sono sempre state la parte difensiva per poi essere molto bravi e cinici in attacco.

Passando alla Serie A, siamo arrivati alla sosta con la coppia Roma-Inter davanti. Pensi che sarà la stessa coppia a duellare fino a fine stagione o si inserirà qualcun altro?

Sicuramente l'Inter già all'inizio si sapeva che era la favorita indiscussa e non è una sorpresa. Per quanto riguarda la Roma, ha preso degli innesti e ha una panchina più lunga che le consentirà di essere più competitiva nel lungo raggio. Non pensavo partisse così come aveva finito, invece sta andando veramente forte. Gasperini penso sia già entrato nella testa dei suoi ragazzi e c'è una bella sinergia con la tifoseria, quindi la Roma potrebbe essere l'insidia principale per l'Inter quest'anno.

Tra le squadre che potrebbero inserirsi c'è la Juve, che ha l'obiettivo di tornare tra le prime quattro, ma c'è anche l'Europa League. Può essere davvero un obiettivo per la Juve?

Sì, sicuramente. Ogni competizione internazionale non è di secondo piano. Vincere è sempre importante, anche se è l'Europa League. Credo che la Juve abbia nelle corde la possibilità di arrivare in fondo, ma non è così scontato vincerla perché ci sono squadre molto competitive. È chiaro che alzare un trofeo darebbe prestigio e sicurezza alla società per poi fare il salto di qualità definitivo e avvicinarsi in assoluto davanti, per arrivare un attimino più vicino all'Inter.

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Cosa pensi invece del Napoli che sta faticando? Allegri potrebbe fare qualcosa in più o è una questione legata al livello dei calciatori della rosa in questo momento?

Il livello dei calciatori del Napoli è altissimo: ha vinto due campionati su quattro. Sicuramente ha perso qualcosa in avanti avendo solamente Hojlund e De Lucca e avendo perso Lukaku, però a livello di rosa è ipercompetitiva. Quando c'è un cambio di allenatore si esige subito un risultato immediato, ma quando sei ad alti livelli e si cambia c'è bisogno di tempo. Ogni allenatore ha diverse filosofie e caratteristiche di gioco, quindi va dato tempo al mister, che è uno dei più bravi in Italia e renderà il Napoli competitivo.

Un pensiero sull'esonero di Cuesta al Parma: meritava di giocarsi ancora le sue carte?

Ho letto che c'era una discordanza di idee, quindi penso sia stata una scelta di comune accordo. Cuesta ha dimostrato l'anno scorso di fare un campionato veramente importante da esordiente e da ragazzo molto giovane. È andato oltre le mie aspettative, dimostrando di essere un ragazzo preparato. È chiaro che il Parma è stato indebolito in estate vendendo diversi pezzi importanti ed è partito col freno a mano tirato, com'era preventivabile. Se c'erano diverse idee ed è stata una cosa di comune accordo la condivido, in caso contrario gli avrei dato più tempo perché l'anno scorso ha fatto veramente bene.

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Tra le tue ex squadre, Perugia e Catania stanno affrontando momenti non facili in Serie C. Pensi possano lottare per tornare in Serie B, soprattutto il Catania?

Per quanto riguarda il Perugia, penso non abbia nelle corde una rosa per poter competere per la C ad oggi. È veramente un peccato perché Perugia e i perugini si meritano palcoscenici migliori e mi auguro di trovarci quanto prima. Per quanto riguarda il Catania, è un po' di anni che cerca di allestire una squadra per vincere, e vincere non è mai facile. Non sono partiti bene. Il girone C è molto competitivo. Secondo me c'è una disparità di livello tra il girone A e il girone C; è un pochino più tosto del girone del Nord, ma la rosa è importante e speriamo si possa riprendere.

Cosa ne pensi del nuovo metro arbitrale che sta venendo adottato in Serie A?

Assolutamente favorevole. Anch'io che alleno in categorie inferiori ho visto la differenza. Il tempo di gioco effettivo è nettamente aumentato e i mezzi falletti che a livello internazionale non venivano mai fischiati ora non si fischiano più. Si sta andando verso un gioco costante con meno pause. Ne va anche a vantaggio dei tifosi: ci sono partite più imprevedibili, i ritmi si alzano e questo fa bene allo spettacolo.