Intervista esclusiva a Francesco Repice: "Italia, Mancini ha ricostruito lo spogliatoio. Pio Esposito sulla scia di Toni e Vieri? Deve continuare così. Non sottovalutate Gattuso e la Lazio. Su Allegri e il Napoli..."

La redazione di SuperNews ha avuto il piacere di intervistare Francesco Repice, noto radiocronista e giornalista sportivo, per commentare le gare dell'Italia di queste settimane e per prepararci al ritorno della Serie A: ecco le sue parole in esclusiva

Abbiamo avuto il piacere di ospitare ai nostri microfoni, in esclusiva, il celebre giornalista Francesco Repice, che da anni racconta le gesta della Nazionale di calcio in diretta su Radio Rai. Con lui abbiamo commentato l'inizio del nuovo ciclo di Mancini alla guida degli Azzurri e il rendimento delle protagoniste della Serie A. Ecco cosa ci ha detto.

⁠Critiche feroci dopo Italia-Belgio, applausi alla fine di questa pausa: qual è il suo giudizio sulla nuova nazionale di Mancini?

Niente che non mi aspettassi all'inizio, cioè quel primo tempo contro il Belgio molto, molto difficile, perché il Belgio comunque è una Nazionale forte e perché la nostra è una Nazionale che si ritrovava. Poi, però, dal ritrovarsi all'essere competitivi a quei livelli ce ne vuole. Poi sono successe altre cose, e devo dire che quel tempo che mi aspettavo, e che aveva obiettivamente e tra virgolette chiesto Roberto Mancini (nel senso che testualmente gli è stato chiesto "Di che cosa hai bisogno?" e lui risponde "Ho bisogno di tempo"), quel tempo si sta accorciando. Si sta accorciando perché Roberto Mancini ha avuto il grandissimo merito di costruire e di cominciare a ricostruire uno spogliatoio, un gruppo. E questo secondo me è l'aspetto più importante, ed è l'aspetto decisivo, è quello che in una Nazionale, e non solo in una Nazionale, è la cosa più importante, quella che cambia le sorti e che cambia i destini.


⁠C'è anche un aspetto tecnico importante: il CT sta cercando di riportare il “suo” 4-3-3, seppure non ci sia in Italia una grande abbondanza di ali. È comunque la strada giusta? O farebbe meglio a ripiegare sul 3-5-2?

Guarda, a me questa roba dei numeri, il 4-3-3, 5 moltiplicato per 2, tutte cose che lasciano il tempo che trovano. Te lo dico da ex calciatore infimo e da uno che ha raccontato pallone per più di mezzo secolo: per me queste sono cose che non hanno alcun senso, non hanno nessun significato. Il pallone è un'altra cosa: si può giocare con tre attaccanti, si può giocare con due, con uno, ma tutti devono secondo me essere partecipi di quello che ha in mente l'allenatore. Poi sui numeri possiamo stare a discutere qui fino a dopodomani.


Numeri importanti sono, però, quelli di Pio Esposito. Può ripercorrere le orme dei vari Toni e Vieri, visto che è già a 7 gol con gli Azzurri in 13 gare?

Allora, io me lo auguro veramente, perché purtroppo, da come vedo le cose, mi riesce difficile immaginare che da qui a 6 mesi, 7 mesi, un anno, due anni possa nascere Totti, possa nascere Del Piero, possa nascere Vieri, possa nascere un fenomeno così... La vedo complicata. Per cui, mi aspetto tanto da questo ragazzo. Abbiamo comunque dei calciatori importanti e giovani, da Camarda a Sebastiano Esposito, a Pio, allo stesso Doumbia. Abbiamo dei calciatori che secondo me sono molto, molto interessanti: anche Cambiaghi, che mi ha molto impressionato, o Vergara. Cioè, comincio a intravedere un po' di luce in fondo al tunnel. E poi, se dovesse nascere uno di quelli che cambiano veramente le sorti di una squadra, al di là dei 4-3-3 e dei 3-5-2, ne sarei felicissimo. Non sono convintissimo che ciò possa accadere, quindi Pio Esposito diventa importante per i numeri che ha, per il modo che ha di stare in campo, per la fame che ha e per la concentrazione che mette. L'ha già detto anche Rino Gattuso, che era rimasto impressionato da come questo ragazzo si allenava, da quello che ci mette proprio durante la settimana, e l'ha detto anche Cristian Chivu, infatti poi i numeri gli danno ragione. Veramente, spero che possa continuare così. Già continuare così mi basterebbe.


Se ha seguito l’Under 21, quali giocatori pensa che sarebbero già utili alla squadra del Mancio?

Tutti. Io conosco bene alcuni giocatori dell'Under 21: da Pisilli a Lulli, a Ndour... Questi ragazzi li conosco bene, li ho visti giovani, e quindi so quello che possono dare e so che siamo già un bel pezzo avanti. E questo anche grazie al lavoro di un uomo che si sta rivelando un grande, veramente un grande addestratore di ragazzi, come Baldini, uno che crea gli spogliatoi giusti, che crea l'ambiente giusto e il clima giusto. Poi sai, sulle questioni tecniche io non ho un tesserino, non so intervenire, non ho questa capacità. Vedo, però, che ci sono dei ragazzi che entrano in campo con i sentimenti giusti, e per me questo già per un selezionatore, per un commissario tecnico, è un merito straordinario. Straordinario.

Passiamo alla Serie A. Prima della pausa ci siamo salutati con la coppia Roma-Inter in testa. Gasperini riuscirà a tenere il passo di Chivu fino a fine stagione?

Innanzitutto, però, c'è pure la Lazio, che è agli stessi punti di Roma e Inter. Poi questo io non lo so, perché adesso diciamo una cosa e tra due mesi ne diciamo una completamente opposta. Sono due squadre molto attrezzate che hanno due società molto solide, con dei bravi allenatori: uno non ce lo immaginavamo così bravo, Cristian Chivu, invece magari qualcuno l'aveva visto un po' prima, però insomma è bravo davvero, è un ragazzo molto intelligente, peraltro; dell'altro è inutile parlare, perché insomma ha dimostrato nel corso della sua carriera chi è Gian Piero Gasperini, non è che siamo qui a ripeterci. Per cui, mi sembra che siano due società molto solide, due staff tecnici e due dirigenze importanti e competenti, due allenatori forti e dei calciatori di un certo rilievo che potranno far bene, secondo me, anche in Europa.

⁠La Juve ha fatto registrare un avvio di stagione con alti e bassi. La squadra di Spalletti ha nelle corde un campionato da lotta scudetto? O si dovrà accontentare di rincorrere ancora una volta il quarto posto?

Io vedo che poi ci sono altre squadre e ci sono altri allenatori. Rispetto alla Roma e rispetto alle altre squadre, Roma e Inter avevano un bel vantaggio, cioè quello di iniziare con degli allenatori che avevano già lavorato un anno, con l'Inter che peraltro ha vinto lo Scudetto e la Coppa. E quindi questo è un bel vantaggio, no? Poi, secondo me, sono state fatte delle campagne acquisti molto curate e molto azzeccate, e poi gli altri devono avere però la possibilità di lavorare. Ecco, come diceva il commissario tecnico: hanno bisogno di tempo. Ma vedrete che Spalletti, ma anche Amorim e lo stesso Allegri, diranno la loro. Gattuso sta dicendo la sua già da subito, pur essendo appena arrivato e smentendo un po' tutti quelli che lo vedevano come l'allenatore solo grinta e carattere. No, non è così, è molto, molto di più. Per cui, davvero, è un bel campionato.


⁠Il Napoli di Allegri ha faticato in questo avvio. Il livello dei calciatori azzurri non permette di fare di più? Oppure Max saprà mettere mano alla situazione?

Io penso che ci sono dei giocatori fuori che sono molto importanti. De Bruyne è stato fuori tanto tempo; gli esterni, tra cui Alisson Santos, sono stati fuori tempo e ancora non sono al meglio; Anguissa è fuori da tempo, McTominay è fuori da tempo. Hojlund ha bisogno di tempo. Il Napoli è una squadra forte e ha un allenatore molto forte, tra i più forti che ci siano in circolazione, per cui secondo me stiamo parlando troppo presto. Siamo un pochino troppo avventati: nei giudizi, secondo me, bisogna essere un pochino più cauti.


⁠Le sta piacendo il nuovo metro arbitrale, che rende le gare più veloci e divertenti?

Guarda, io ti posso rispondere che per me il VAR non esiste, io lo abolirei: per me andrebbe messa solo la Goal Line Technology, per il resto proprio zero. Per cui con me sfondate una porta aperta. A me non piace quell'ibrido arbitro-macchina, non mi piace per nulla: o l'arbitro o la macchina. Scegliete. Io preferisco sempre gli uomini con i loro errori, ma questo è un concetto filosofico più che tecnico, nel senso che penso che la perfezione non sia di questo mondo e quindi bisogna accettare gli errori. Voglio dire, se un attaccante sbaglia un gol davanti alla linea di porta, non è che fanno ripetere l'azione. E quindi che facciamo? Se sbaglia l'arbitro facciamo chissà che cosa? Io non sono d'accordo. Però, se agli altri va bene così... Questo nuovo corso lo preferisco sicuramente a quello precedente.