Interlagos 2003, la prima volta di Giancarlo Fisichella

Pubblicato il autore: Antonio Paradiso Segui

fisichella
Siamo nella settimana del Gp del Brasile, diciottesima e penultima prova del mondiale di Formula 1 2015. Come ormai avviene da anni, ad ospitare il Gp del Brasile è il circuito brasiliano di Interlagos. Se chiedessimo a tutti gli appassionati di Formula 1 italiani qual è il Gp del Brasile che li ha emozionati di più, molto probabilmente in molti risponderebbero Interlagos 2007, con Kimi Raikkonen e la Ferrari che conquistavano il titolo mondiale. Eppure, siamo convinti, che qualcuno potrebbe darci una differente risposta, rievocando Interlagos 2003, che vide trionfare i colori italiani. A vincere però non fu la Ferrari, ma un pilota italiano, precisamente Giancarlo Fisichella, all’epoca pilota della storica scuderia irlandese “Jordan” che di li a pochi anni scomparirà dal circus della Formula 1, dato che prima verrà acquistata dai russi, diventando Midland, in seguito dagli olandesi, assumendo il nome di “Spyker”, infine dagli indiani, che le daranno il nome di “Force India”. Nel 2003 “Fisico”, come era solito farsi chiamare dai fans, guidava come abbiamo detto la Jordan, motorizzata Consworth, una vettura non proprio competitiva, tanto che nelle prime due gare dell’anno Fisichella si era ritirato in entrambe. A questo punto arriviamo alla terza gara della stagione e in programma c’è il Gp del Brasile. Dopo la disputa delle qualifiche, ricordiamo che all’epoca ogni pilota effettuava un giro secco, della serie “O la va o la spacca” in pole c’è Barrichello, mentre Fisichella, in maniera sorprendente, si aggiudica l’ottava posizione.

La gara parte sotto una pioggia torrenziale, tanto che la direzione gara decide di far partire la corsa in regime di Safety Car. I big pian piano escono: Montoya e Micheal Schumacher escono dalla gara rispettivamente al giro 25 e al giro 27 per un errore; Barrichello in testa per buona parte della gara, al giro 44, mentre era in prima posizione, è costretto ad abbandonare la gara per un problema al carburante. In testa c’è Coulthard davanti a Raikkonen e Fisichella. Pochi giri dopo lo scozzese va ai box ed è costretto a lasciare il passo al compagno di squadra, mentre Fisichella, incredibilmente, è secondo. In poche tornate Fisichella, favorito da una minore usura della gomma, rosicchia tempo a Raikkonen e al giro 52, approfittando anche di un lungo del finlandese all “Arquibancadas” lo passa. Due giri dopo però accade di tutto: Mark Webber, all’epoca pilota Jaguar, va a sbattere violentemente a muro poco dopo il curvone che precede il traguardo. La direzione di gara manda subito in pista la Safety Car; tuttavia, Fernando Alonso, non accorgendosi evidentemente di quanto stesse succedendo, andò a sbattere violentemente con i detriti lasciati dalla macchina dell’australiano, subendo un bruttissimo incidente, tanto da essere immediatamente portato in ospedale. A questo punto la direzione gara decise di sospendere definitivamente la gara, sventolando la bandiera rossa. Il regolamento parla chiaro: quando la gara viene sospesa definitivamente la classifica finale viene stilata in base all’ordine dei piloti due tornate prima della sospensione. Fisichella aveva appena completato il giro 56, di conseguenza avrebbe dovuto far fede la classifica al giro 54, con il pilota romano che quindi avrebbe vinto la gara. Appena rientrato ai box “Fisico” e il suo team sono convinti di aver vinto e partono con i festeggiamenti. Inoltre, lì si assistette ad una delle immagini più belle della storia della Formula 1: appena parcheggiata la macchina, il motore della Jordan andò in fumo ed è lì che forse Fisichella capì che era stato il destino a consegnarli la vittoria, in quanto se non fosse stata sospesa la gara, la sua corsa si sarebbe interrotta propria sul più bello. Tuttavia, in pochi attimi si passa dall’euforia alla tristezza, quando la FIA comunica che la classifica che tiene fede è quella del giro 53, con Raikkonen quindi davanti a Fisichella. Ora, se a Fisichella quell’anno gli avessero detto che in una gara avrebbe ottenuto un secondo posto, molto probabilmente avrebbe messo più di un firma; tuttavia, ottenere quel secondo posto e in quel modo è una delle beffe più atroci che gli potessero capitare. Detto ciò, la FIA decreta Raikkonen vincitore della gara, davanti a Fisichella e Alonso, che però non sarà presente fisicamente sul podio, in quanto trasportato d’urgenza in ospedale dopo il terribile botto.

Pochi giorni dopo però la FIA  convocò una riunione d’urgenza da svolgersi il venerdì seguente la gara, in quanto si era accorta che evidentemente qualcosa nella classifica finale non andava. I dirigenti infatti si accorsero che al momento della sospensione Fisichella aveva appena completato il giro 56 e che quindi la classifica ufficiale sarebbe dovuta essere quella del giro 54. A questo punto la FIA, scusandosi con la Jordan e Fisichella, cambiò l’ordine d’arrivo della corsa, decretando la vittoria di Giancarlo Fisichella davanti a Raikkonen e Alonso. Finalmente” Fisico” dopo 8 anni di onorata carriera in Formula 1 riesce a realizzare il sogno di ogni giovane che si avvicina a questo fantastico mondo: vincere un Gran Premio in Formula 1. La settimana successiva, quella del Gp di San Marino, vi fu una bellissima iniziativa della McLaren che prima dell’inizio delle prove libere consegnò, davanti a decine di fotografi, la coppa del vincitore a Fisichella, simulando una sorta di podio, dato che in quello ufficiale la coppa era andata a Raikkonen.  Quello del 2003, fu un gran premio pazzo, forse uno dei pochi a risolversi di venerdì e in un weekend che non era di gara. Dopo questa gara Fisichella avrà stagioni di alti bassi, vincendo, alla guida della Reanult, altri due gran premi (Australia 2005 e Malesia 2006). Poi la carriera scivolerà via senza sussulti, almeno fino a quando nel Gp del Belgio del 2009, alla guida della Force India, non otterrà la pole e il secondo posto in gara dietro Raikkonen. Un risultato che permise a Fisichella di coronare l’altro sogno che ha un italiano che inizia a correre in Formula 1: guidare la Ferrari. Giancarlo debuttò alla guida della “Rossa” nel Gran Premio di Monza del 2009, ottenendo un nono posto. Purtroppo le restanti 4 gare non furono esaltanti dato che non conquistò nemmeno un punto. Dopo quell’avventura finì la sua esperienza in Formula 1 almeno come primo pilota, dato che continuerà a correre in Ferrari nel ruolo di collaudatore e terzo pilota, prima di dedicarsi, sempre alla guida di una Ferrari, al campionato Endurance. In un momento in cui la Formula 1 è povera di piloti italiani, non possiamo che vivere di ricordi e rievocare quei momenti in cui l’orgoglio italiano non era rappresentato solo dalla Ferrari, ma anche da chi, in maniera forse un pochino nascosta, rappresentava i nostri colori.

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