MotoGP GP Qatar, Marquez calcolatore. Ma la Honda era poi così indietro?

Pubblicato il autore: Davide Curti Segui

Il primo gran premio della stagione della MotoGP ha sancito il trionfo di Andrea Dovizioso e della Ducati. Il forlivese ha ripreso il filo del discorso interrotto al termine della passata stagione, facendo sua la gara inaugurale sul circuito di Losail. Che non si vincessero sei gare in una stagione solo per una congiunzione astrale era ormai chiaro a tutti. Come era chiaro che la forza mentale e la convinzione nei proprio mezzi maturati nella testa e all’interno del box del Dovi, fossero ormai un qualcosa di concreto e con cui tutti dovevano fare i conti. Il primo ad essersene accorto lo scorso anno è stato proprio Marc Marquez, costretto proprio dalla solidità di Dovizioso a rimandare il discorso del titolo fino alla gara di chiusura del campionato, a Valencia. Ma se in quel momento fosse ancora lecito chiedersi se il forlivese e la Ducati avrebbero potuto rilanciare la sfida anche nel 2018, ora questa domanda appare superflua. Dovizioso c’è. E la GP18 pure.

Tornando a Marc Marquez, lo sconfitto del primo appuntamento della stagione sembra essere proprio lui. Va bene che a Losail la Honda ha tradizionalmente sempre faticato – raccogliendo una sola vittoria negli ultimi sette anni – e che il Qatar è una delle piste che lo spagnolo meno digerisce, ma la sua moto era davvero così indietro rispetto rispetto alla rossa di Borgo Panigale, tanto da poter far sembrare il secondo posto il massimo risultato ottenibile?. In una prima analisi potrebbe anche sembrare così, ma se si vanno poi ad analizzare le prestazioni delle altre Honda e, in particolare quelle della Honda Lcr di Cal Crutchlow, giunto quarto a +2”881 dal forlivese, la chiave di lettura potrebbe anche essere un’altra. Ossia, che la RC213V non fosse poi così male, considerando anche il passo mostrato nelle prove, dalle libere al warm up. Allo stesso modo Daniel Pedrosa, anche se solo settimo, è giunto al traguardo con un distacco dal vincitore inferiore ai cinque secondi, a maggior riprova del fatto che disponesse di una moto non certo lontana dalla Ducati come prestazioni. Sulla scorta di quanto detto, quindi, facciamo un po’ fatica a giudicare il secondo posto del portacolori Hrc come il massimo risultato ottenibile. La Honda è andata forte, o quantomeno non era in palese difficoltà come lo scorso anno, e Marquez ha fatto di tutto per restare prima in scia a Dovizioso e poi per batterlo in volata. Ma ha perso il duello, così com’era avvenuto lo scorso anno in Austria e Giappone, e aveva in mano le carte per giocarsi il successo.

MOTOGP QATAR, MARQUEZ: IL DUELLO CON DOVI UN DEJA VU. Dal canto suo il 25 di Cerbera non ha faticato al termine della gara ad ammettere la sconfitta, mostrandosi comunque soddisfatto per il secondo posto: “Sono molto contento: Losail è uno dei peggiori circuiti per me. Per questo il secondo posto va benissimo. Certo ancora una volta sono stato battuto da Dovizioso nel finale – ha commentato lo spagnolo – in quello che possiamo definire un ‘deja vu’. La prossima volta cercherò di cambiare qualcosa. Fin dal primo giro il mio obiettivo era quello di gestire Andrea, era chiaro che fosse lui il pilota da battere. Quando ha passato Zarco gli sono andato subito dietro, l’unica possibilità che avevo era restargli attaccato. La mia moto non era facile da controllare, ma ho provato lo stesso a vincere”. Poi la chiusura sulla previsione della lotta per il titolo: “Non credo che per il campionato sarà solo una lotta tra me il Dovi: come nello scorso anno, sono tanti i piloti veloci”. Le prossime risposte l’8 aprile, dopo il Gran Premio di Argentina.

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