MotoGP, inizio di stagione difficile in casa Aprilia. I dubbi di Gresini

Pubblicato il autore: Davide Curti Segui

E’ logico che un solo gran premio alle spalle sia insufficiente per dare un giudizio completo, ma forse a Noale speravano in un’inizio di stagione diverso. Che qualcosa non stesse andando per il verso giusto in casa Aprilia era già emerso durante i test invernali della MotoGP, dove la RS-GP era apparsa subito indietro nello sviluppo rispetto alla concorrenza. Il primo appuntamento della stagione in Qatar, poi, non ha fatto altro che confermare i valori riscontrati durante l’inverno: l’Aprilia è indietro e sembra aver definitivamente perso la spinta propulsiva della seconda parte della scorsa stagione.
E come se non bastasse, alle difficoltà tecniche si aggiungono anche le voci sul futuro di Fausto Gresini, team manager e responsabile della squadra ufficiale, che alcuni darebbero in trattativa con la Suzuki per la gestione di un team satellite della casa giapponese. Dover rinunciare all’esperienza di uomo come l’imolese, da 35 anni nel mondo del motomondiale con successi sia in pista che al muretto, sarebbe una grave perdita per la crescita di Aprilia nella MotoGP. A Noale per il momento le bocche sono cucite e il solo pensiero è quello di lavorare nel migliore dei modi per trovare soluzioni che possano incrementare le prestazioni della RS-GP.

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Proprio per questo, sul piano tecnico dello sviluppo della moto, la casa italiana ha chiuso ieri una tre giorni di test privati sul circuito di Jerez della Forntera, giocandosi la prima opportunità di scendere in pista per questo tipo di prove sulle cinque concesse a ogni squadra in una stagione dalla Dorna. Il collaudatore Matteo Baiocco ha testato diverse evoluzioni, tra cui la più rilevante è stata quella del nuovo forcellone in fibra di carbonio, che Ducati utilizza dal 2009 e che Aprilia aveva già fatto esordire in passato sulle sue due tempi RS 250. Nella gara inaugurale sul circuito di Losail a finire sotto la lente era però stato il motore, il V4 che migliorato nell’efficienza della gestione dei consumi, sembra aver pagato questo incremento in termini di prestazioni di punta. Per cui, il prossimo step di sviluppo previsto, dopo quello del braccio posteriore in fibra, sarà sicuramente quello del propulsore. Ad Aleix Espargarò e Scott Redding spetterà poi il compito di portare a conclusione in pista, sin dal prossimo gran premio, in programma l’8 di aprile a Rio Hondo, in Argentina, il lavoro messo in campo dai tecnici e Ingegneri di Noale.

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