MotoGP, dopo le polemiche si torna in pista nel regno di Marquez: il Gran Premo di Austin

Pubblicato il autore: Davide Curti Segui

Dopo le polemiche, la pista. Con la speranza che questa volta si torni a parlare esclusivamente di risultato sportivo. A due settimane dal rovente fine settimana di Rio Hondo, in Argentina, il Circus della MotoGP si prepara a sbarcare negli Stati Uniti, più precisamente in Texas, per il gran premio di Austin. Le considerazioni da fare in vista della terza tappa della stagione sono molte, a partire, tornando puramente a parlare di pista, dalle caratteristiche del tracciato statunitense, che sembrano cucirsi alla perfezione sulla pelle di Marc Marquez, finora vincitore di tutte le edizioni disputate. A partire dal 2013, infatti, anno della sua introduzione nel calendario del mondiale, il fenomeno della Honda ha collezionato 5 successi in altrettanti gran premi disputati. Un vero dominatore. Ma sarà interessante scoprire in quali condizioni mentali il campione del mondo approderà in Texas, dopo il clamore mediatico e le polemiche per la manovra forzata che ha portato alla caduta di Rossi in Argentina.

MOTOGP, IL GRAN PREMIO DI AUSTIN: Come detto, dal debutto nel calendario nel 2013, il Gran Premio di Austin è stato ad appannaggio esclusivo di Marquez e della Honda. E anche quest’anno, vista la supremazia tecnica dimostrata anche in Argentina dal 25enne di Cerbera – che poi ha sprecato tutto in un’incredibile sequela di errori -, la storia potrebbe ripetersi.
Ma torniamo alla pista. Un tracciato, quello americano, che misura 5.513 metri di lunghezza, con una distribuzione omogenea di curve: 11 a sinistra e 9 a destra. Una caratteristica importante per il consumo degli pneumatici, in questo caso piuttosto equilibrato tra le due spalle. Altri elementi che caratterizzano il circuito di Austin sono la lunghezza del rettilineo, di ben 1.200 metri, e il dislivello tra il punto più alto e quello più basso della pista, di oltre 40 metri. Ovviamente i pretendenti alla vittoria, al di fuori di Marquez, non mancano. A partire da Cal Crutchlow, attuale leader della classifica mondiale, e vincitore due settimane fa in Argentina. Sarà sicuramente della partita anche Johann Zarco, secondo per soli due decimi a Rio Hondo e ormai costantemente in lotta per il podio. Una gara consistente si attende anche da Andrea Dovizioso, che lo scorso anno ha chiuso sesto su questo tracciato, così come sesto è giunto in Argentina.
Un segnale di riscossa si attende dalle Yamaha ufficiali di Valentino Rossi e Maverik Vinales, entrambi più lenti della M1 satellite di Zarco a Rio Hondo, e che avranno grande voglia di tornare a battagliare per la vittoria. Da tenere sott’occhio la Suzuki, soprattutto quella di Alex Rins, che in argentina ha conquistato il primo podio nella classe regina della sua carriera. La moto di Hamamatsu ha fatto grandi progressi rispetto allo scorso anno e speriamo, per la competitività del campionato, che questi possano essere riconfermati anche ad Austin. Chiudiamo infine citando Jorge Lorenzo, autore di un inizio di stagione a dir poco difficile e da cui aspettiamo un segnale di vita. Ma le gare e le occasioni continuano a scorrere e il tre volte campione del mondo della MotoGP deve ancora far suonare il primo squillo in Ducati.

  •   
  •  
  •  
  •